Pop X @Lanificio 159 3/12/2016

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Se per il release party romano del nuovo disco dei Pop X Lesbianitj – svoltosi lo scorso Sabato presso il Lanificio 159 – questi avessero cambiato nome in “Punk X”, noi che ci siamo stati vi garantiamo che non avrebbero rubato niente a nessuno.

Non stiamo parlando di chitarroni distorti, batterie pesanti e testi socialmente impegnati, quanto semplicemente del fatto che ai Pop X non frega un cazzo.

I presupposti alla base della loro musica – che io molto superficialmente descrivo come un mix tra Gabry Ponte e De Gregori –  potevano già dirsi quantomeno bizzarri, ma quando questa viene trasportata nella dimensione del live da un numero di elementi difficilmente definibile (credo 6 o 7) di cui nemmeno la metà effettivamente suona (la maggior parte fa spettacolo: balla, si traveste, accenna qualche coro quando gli passa per le mani il microfono) i picchi di nonsense raggiunti sono altissimi.

Il pogo parte subito, ed è continuo e violento. Non importa che il locale sia palesemente inadatto a contenere il numero di persone accorse, anzi meglio. Il concerto dei Pop X sa inconfondibilmente di vero: è di quelli dove ci si suda addosso, dove se qualcuno casca lo si fa rialzare e si continua, dove qualcuno del pubblico ringrazia all’indomani per la splendida serata sulla bacheca dell’evento Facebook “e se qualcuno ha trovato un pezzo di marmitta sotto al palco ditemelo, è importante”.

Il vocalist Davide Panizza fa da contrasto perfetto a tutto ciò non scomponendosi mai, nemmeno quando qualcuno inizia a sentirsi male e la security deve togliere le transenne per fare più spazio: è sobrio e a tratti timido, fra una canzone e l’altra si lascia andare a “grazie” vari, senza però togliere l’effetto autotune dalla voce e dando così vita ai versi più disparati e improbabili.

Il concerto è lungo.

Tanto, troppo. Da “Frocidellanike” (che dà il via al live, giustamente vantando un’ospitata del sassofonista Ryan Spring Dooley) fino a “Io c’entro coi missili” i brani vengono sapientemente remixati, dove per “sapientemente” s’intende “portati a lunghezze ben oltre il necessario”.

Se ne rende conto chi suona, così come chi ascolta.

A loro non importa ma, giuro, nemmeno a noi.

In questo vortice di improbabilità niente è casuale, i Pop X sono dadaisti dell’indie, e ci siamo divertiti veramente tanto.

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