Intervista a Strueia | Rock in Liri ’17

Il 4 agosto si esibirà sul palco del Rock in Liri Festival, e tra foto di gatti e la sua Ciociaria, che ci regala immagini bellissime, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Strueia

La chitarra il bosco lo spleen contiene tutto un mondo rispetto al quale tu sembri avere un rapporto di resa felice, i tuoi occhi accettano quello che vedono e il tutto ci è raccontato con una profonda pace interiore che, appare chiaro, arrivi facendo e ascoltando musica. In breve, la musica aiuta a essere ironici verso ciò che ci circonda. Può essere una buona panoramica dell’esperienza che porti dentro questo progetto e magari allo stesso tempo anche della tua vita?

Penso che il disco, a livello narrativo, offra diversi punti di vista da cui guardare le cose. Un esempio su tutti è “Una Coppia”, che nella prima stesura del testo si intitolava, appunto, “Canzone dei punti di vista”. Dal mio appare tutt’altro che felice, molto malinconico, molto cupo, c’è molto spleen, c’è molto autunno. Molte persone però mi hanno detto che a loro sembrano canzoni solari. Questa è l’unica ironia che riesco a vederci.

Il tuo è sicuramente un album in cui si trovano tracce delle tue maggiori influenze artistiche. Ce n’erano già venute in mente alcune recensendolo appena uscito, ma qual è stato lo spirito che ha portato a La chitarra il bosco lo spleen?

Sicuramente la spinta più grande è stata quella di affidare la produzione a Filippo Strang e il contributo di tutti quelli che ci hanno suonato. Prima di questo disco arrivavo in studio con una mia idea di come dovessero suonare e funzionare le cose e il lavoro si basava su quello. Questa volta invece sono arrivato con un cd di provini registrati in casa e chiedevo a Filippo “come può funzionare?” Insomma, è più il lavoro di una band che un lavoro da solista.

Ho notato che tieni meno in conto di altri la promozione del tuo progetto sui social, realtà ormai imprescindibile per qualsiasi musicista e che permette comunque di giocare con chi decide di seguirti. Come ti ci rapporti? Quanto c’entra/contrasta con la tua musica? Quanto pensi si possa fare ironia su questo mezzo e renderlo personale o, al contrario, come ci si assicura di richiamare all’attenzione il proprio pubblico in maniera diversa?

Sono introverso e riservato, faccio molta fatica a mettermi in vetrina. Avrei bisogno di un social media manager. E anche di uno psicoanalista! Poi comunque, per citare Battisti, un lavoro io l’ho. Preferisco spendere le energie scrivendo cose nuove, suonando, piuttosto che passare il tempo a social-izzare! Che poi non è neanche tanto vero perché passo un sacco di tempo su instagram a mettere foto di gatti!

Come ti vedi rispetto al panorama italiano di questo momento? Consideri importante il posto che si sta prendendo la musica indipendente in termini di pubblico? Cosa si aspetta Strueia dal futuro? Puoi anticiparci qualcosa su possibili nuove realizzazioni?

Beh si, mi sembra che stia crescendo tutto molto in fretta rispetto a quando ho inziato io negli anni 70. Forse è anche merito di questo internet di cui parlano tanto i giovani. Mi sento molto vecchio. Anche un po’ stanco. Vivo tra i monti, in provincia, capito?! Sto scrivendo nuove canzoni molto tristi, non saprei dire se faranno parte di un futuro album oppure se saranno solo dei nuovi file da versare su quell’hard disk esterno che ho da qualche parte qui in casa. Mi sa che sta in cucina! Vado a controllare.

Ringraziamo Strueia e aspettiamo di vederlo live sul palco di Rock in Liri il 4 Agosto!

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