A tu per tu con i Mammooth

Mammooth-copertina

Mammooth-circoloUn’intervista shot, una pillola, veloce veloce, prima dell’attesissimo live di questa sera al Circolo degli Artisti assieme a La Femme (sì, quel gruppo là!).

Ma non temete, ci sembra di aver capito che avremo ancora modo di parlare di loro.

A voi i Mammooth:

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CheapSound: Parliamo del progetto Mammooth facendo una summa di tutti questi anni di attività (2001 a oggi) che hanno portato al concerto di questa sera: il battesimo con MarteLabel, condividendo il palco con una delle più interessanti band europee del 2013, La Femme.

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Mammooth: Ciao a tutti e grazie per l’ospitalità. E’ veramente difficile raccontare in poco tempo un percorso che si è mosso negli anni attraverso media molto differenti: il cinema soprattutto, il teatro, l’attività di produzione, artistica, quella di sound design, la band che siamo stati e quello che siamo diventati ora. Tanti progetti per cui abbiamo avuto parecchie soddisfazioni.

In sintesi dal 2001 al 2008 la band si è mossa autoproducendo i propri lavori in tirature limitate per gli appassionati creando uno strano effetto nel pubblico che non riusciva bene a collocare il progetto: non è una band, non è solo elettronica fatta col laptop, non è solo rock. Questo perché abbiamo sempre voluto seguire le nostre idee sonore senza curarci troppo dell’etichetta che qualcuno avrebbe potuto o voluto metterci addosso. Abbiamo collaborato con decine tra registi, fotografi, pittori ecce cc in uno scambio sempre molto proficuo di esperienze.

Back in Gum Palace”, il nostro album da studio del 2009 è la summa in sé di tutti quegli anni passati a ricercare. Un prodotto realizzato ai Forward Studios di grande impatto sonoro che ha avuto grandi recensioni in Olanda, Polonia, Germania, Stati Uniti. Andiamo in tour e poi, come spesso succede, la vita ci mette lo zampino e si porta via il nostro bassista Joy. C’è voluto tempo per capire cosa fare. Registriamo di getto un album scurissimo col materiale che avevamo e che però sta ancora nei nostri cassetti. Passano ancora i mesi e infine ci decidiamo a contattare Giuseppe Casa di MArtelabel con cui era un po’ che ci “studiavamo”, se mi passi il termine. Ci siamo incontrati, parlati e con Fabio (l’altra metà dei Mammooth) abbiamo capito che sarebbero stati il giusto investimento per una formula così avant pop rock come la nostra. C’è in programma una serie di serate interessantissime con i ragazzi di Martelabel che coinvolgeranno i Mammooth con altri musicisti stranieri, poi un singolo, un video e infine un album per Gennaio/Febbraio del prossimo anno. Il nostro suono è cambiato tantissimo in questi anni ed ora lo dovete semplicemente venire ad ascoltare stasera al Circolo. L’incastro con i LA FEMME ci riempie di orgoglio e i loro suoni sembrano fatti a posta per rispondere ai nostri: synths analogici, percussioni, wave, a tutto questo i MAMMOOTH aggiungono un tocco di minimal techno che rende tutto quasi IDM.

A parte le chiacchiere è un suono difficile da raccontare.

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CS: Quanto gli anni spesi sulla produzione di colonne sonore hanno influito sulla vostra musica di oggi?

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M: Direi tantissimo. Ogni volta che scriviamo un pezzo pensiamo molto spesso ad immagini da abbinarci. Per noi il rapporto musica/immagini è fondamentale e cerchiamo di riportare la cinematicità del nostro sound anche all’interno delle song. Ogni pezzo dei Mammooth è in sé una piccola colonna sonora….Il racconto sta nei testi. Potremmo dire che ogni pezzo è quasi un piccolo film.
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CS: Quanto è importante per voi portare dal vivo una musica così concettuale?

M: Per noi il live è sempre stato croce e delizia. Nel senso che nonostante riuscissimo a creare un suono molto potente mancavano i lati più propriamente elettronici del nostro modo di comporre. Con questa nuova formazione a tre: Riccardo Bertini (Chitarre e voce), Fabio Sabatini (Synths) e Cristina Carlini (loops e percussioni elettroniche) siamo riusciti ad esplorare un mondo che finora ci eravamo preclusi. Siamo molto soddosfatti del risultato che siamo sicuri spiazzerà molto chi ci conosce da un po’.

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CS: Regalateci qualche anteprima del vostro live, quante basi, quanto di suonato ci sarà?

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M: Ti dico solo che dei nostri pezzi vecchi abbiamo ripreso solo KEY6 che guarda caso è anche il pezzo più elettronico che abbiamo mai realizzato. Il resto del set sono cose completamente nuove. Saranno 35 minuti tiratissimi. Le basi sono importanti, ma sono solo lo scheletro di quello che poi suoneremo e canteremo dal vivo. Oltretutto l’elemento improvvisativo in questo tipo di sound è fondamentale. Dal vivo ci siamo resi conto che ancora una volta è un sound potente, ma più controllato, pensato.

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CS: Il decidere di lavorare con una delle più importanti e innovative etichette della Capitale e d’Italia che cosa porterà di nuovo nella vostra musica? Vi vedremo più spesso su un palco?

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M: Come ti dicevo la collaborazione con MARTELABEL sono sicuro che porterà non solo tanti live che ci auguriamo, ma anche altri mille progetti audio/video e tanto altro. Non stiamo nella pelle per tutte le cose che ci aspettano.

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CS: Grazie mille del vostro tempo ragazzi…a stasera!

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M: Grazie a tutti. Grazie infinite. A stasera!

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