A tu per tu con il RomaPopFest

Questa sera e domani sera va in scena la quinta edizione del RomaPopFest.

Sono cinque anni che stiamo in fissa, spesso ci siamo fermati a parlare con le ragazze di FrigoPop – le vere burattinaie di una delle più interessanti rassegne della capitale – e mai vi abbiamo riportato le frivole chiacchierate.

Dopo tutto questo tempo pensavamo fosse ora.

RomaPopFest 2

Cheap Sound: Quinto anno di RomaPopFest. Direi che è un traguardo più che importante, considerati gli ospiti e il successo delle edizioni passate. Vi sentite un po’ vecchiotte?

RomaPopFest: Ahah nient’affatto! Siamo cresciute, sì, abbiamo fatto esperienza e ora siamo grandi, ma il desiderio di fare qualcosa di bello non invecchia mai, e si rinnova ad ogni edizione del festival.

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CS: In questi cinque anni (rimarco, maleducatamente, la lodevole anzianità) quanto avete visto cambiare l’attenzione del pubblico nei riguardi di festival di musica indipendente come il vostro?

RPF: Nelle sue prime due edizioni, il RomaPopFest era qualcosa di assolutamente nuovo a Roma, quindi a quel tempo c’erano entusiasmo e stupore da parte del pubblico. Ora quello che organizziamo è una ricorrenza consolidata; si va al Pop Fest perché è riconosciuto come un evento di valore ma dal sapore artigianale. Inoltre, il pubblico si sta allargando: mentre all’inizio era costituito da una nicchia di iniziati all’indie pop, ora vediamo avvicinarcisi fette di ascoltatori completamente nuove e curiose. Questo per noi è motivo di grande orgoglio, ci fa davvero piacere che qualcosa su cui abbiamo lavorato con amore per anni venga apprezzato e seguito ad ogni edizione.

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CS: Il 16 e 17 giugno avremo il piacere di gustarci sul palco gente come Green Like July e Wow, ma anche i nostrani The Fucking Shalalalas e i forestieri Fear of Men. Dico, qual’è la vostra idea di Pop?

RPF: Pop vuol dire popular: per noi il Pop è quindi una forma d’arte che possa far stare insieme un gruppo di persone accomunate dall’amore per un certo modo di fare e godersi la musica. Descrivere questo modo sarebbe roba da filosofi, noi preferiamo percepirlo direttamente ai concerti!

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CS: Il livello del cartellone che presentate ogni anno è tutt’altro che basso, ma un preferito lo avrete, per forza…

RPF: Ovviamente siamo felicissime di ospitare i Pains of Being Pure at Heart, una delle band indie pop più apprezzate degli ultimi anni. Fra i gruppi italiani, consigliamo sicuramente gli WOW per chi non li ha mai visti dal vivo, sono una vera meraviglia!

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CS: In fila: la band più interessante di questi cinque anni, la band più divertente, lo show migliore.

RPF: Fra i più interessanti direi Colapesce e Ex Otago, è sempre bello poter ospitare nomi importanti in un contesto intimo e poter godere appieno della loro performance.

Più divertente: i Dumbo Gets Mad che l’anno scorso hanno fatto ballare tutti i presenti.

Show migliore: il concerto degli A Classic Education nella prima edizione è passato alla storia!

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CS: Per quanto riguarda quest’anno invece? Siamo sicuri ci saranno delle spendide sorprese…ma se ci anticipate qualcosa siamo veramente contenti!

RPF: Per ora vi possiamo dire che ci sarà la presentazione dell’EP degli Alpinismo, nuovo super gruppo romano, e da quello che abbiamo sentito finora possiamo garantire che spaccheranno! Anche gli Abiku, di cui avevamo adorato il primo disco, ci faranno sentire un’anteprima del loro nuovo lavoro: non vediamo l’ora!

Oltre alle band, ad animare le due serate abbiamo chiamato un po’ di amici che portano avanti progetti interessanti: Soft Revolution Zine (softrevolutionzine.org), Atlas Magazine (atlasmagazine.tumblr.com) e Pocket Project (pocketproject.net). Insomma, come al solito sarà una grande festa!

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Sennò facile facile: questa sera al Traffic e domani a Le Mura. Se vola.

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Giulio Falla

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