Adorable| A shoegaze fest @Monk 27/01/2017

Edizione pilota dell’ Adorable – A shoegaze Fest al Monk: un mix riuscito tra l’amore per gli anni 90 e la passione per la musica emergente.

I 90’s sono duri a morire.

Nonostante sia fermamente convinta che l’attuale periodo storico sia ricco di potenziale e abbia molto da dare sotto tanti punti di vista: da quello scientifico a quello tecnologico, passando ovviamente per quello artistico, ammetto che ben più di una volta mi sono fermata e, girandomi, ho guardato agli anni 90 con estrema nostalgia.

Ok ok, si potrebbe pensare che tutto ciò che riguardi l’infanzia di una persona sia ricordato, per forza di cose, come uno spaccato perfetto della propria vita e soprattutto con un grande carico di sentimentalismo, ma diciamocelo… I 90’s sono stati oggettivamente una decade pazzesca!

In molti sono a pensarla come me, anche la briosissima Esmeralda Vascellari (fondatrice dell’etichetta indipendente Lady Sometimes Records) che, coadiuvata dal supporto dell’Ass. di Promozione Sociale C’MON!, dalla Crystal Ball (sì, avete capito bene!) e dalla MiaCameretta Records, lo scorso venerdì 27 gennaio ha organizzato presso il Monk, l’Adorable – A Shoegaze Fest.

Con il termine shoegaze, per chi non lo sapesse, si intende un sottogenere dell’alternative rock che si è sviluppato appunto durante il corso degli anni ’90 e tra i suoi principali elementi identificativi vi sono un accentuato utilizzo del distorsore e del riverbero.

Questo festival nasce infatti per tutti coloro che hanno questo genere, e ovviamente l’epoca che ne ha visto il massimo splendore, nel cuore.

Cosicché ho trovato il Monk impreziosito da stand che presentavano i gadget più in voga dell’ultimo decennio del secolo scorso: uno era totalmente pieno di Crystal Ball in tutte le sue varianti cromatiche e con le sue inconfondibili cannucce celesti. Credetemi lì sono esplosa di contentezza, e ovviamente non ho potuto esimermi dal gonfiare subito un palloncino.

Vi era poi un Game Boy, vasi riempiti con caramelle assortite tra cui quelle che frizzano in bocca, i famosi ciondoli a forma di ciuccio e persino una serie di card raffiguranti i vip più importanti dell’epoca: nello scorrerle ho sorriso quando mi sono capitate quelle di Axl Rose e Luke Perry.

E dulcis in fundo, c’era anche il famoso gioco Twister sul pavimento… Non mancava proprio nulla!

Neanche la musica, ovviamente, tre sono state le band, totalmente nostrane, a far da cornice musicale a quest’evento: i Weird., gli Human Colonies e i Tiger! Shit! Tiger! Tiger!, che sono stati gli headliner della serata.

Dietro ai Weird. c’è il nome e il talento del romano Marco Barzetti che ha dato il via a questo progetto nel 2011 ed è tornato sul palco del Monk, con una line-up totalmente rinnovata, in attesa di dar alla luce il suo ultimo lavoro che vedremo verso la fine dell’anno. Enigmatiche sonorità cupe, malinconiche e dal retrogusto noir hanno contraddistinto la loro esecuzione musicale, carica di riverbero.

A seguire ci sono stati gli Human Colonies, trio nato tra le città di Bologna e Firenze e formato da Giuseppe Mazzoni alla voce e chitarra, Sara Telesca al basso e Claudio Palo alla batteria. Lo scorso 23 gennaio è uscito il loro secondo EP Big Domino Vortex (ascoltato e recensito da noi) che è stato eseguito durante la serata: un vortice di carica e rock imbevuto con suoni fuzzosi ed elementi vintage.

A chiudere la serata sono stati il trio Tiger! Shit! Tiger! Tiger! (che abbiamo recentemente intervistato), e anche in questo caso, con mia grande soddisfazione, c’è un pizzico di femminilità nella loro formazione: vediamo infatti Giovanna Vedovati al basso, Nicola Vedovati che completa la ritmica alla batteria e infine Diego Masciotti alla voce e alla chitarra.

Originari di Foligno, stanno percorrendo lo Stivale presentando il loro nuovo album Corners che, con tanto orgoglio nazionale, verrà addirittura suonato a marzo al celebre Festival SXSW di Austin, in Texas.

I tre ragazzi umbri hanno elettrizzato il pubblico con una scarica di sano shoegaze e postpunk e hanno così chiuso la primissima edizione di questo Adorable – A Shoegaze Fest.

Tornata al presente, non posso che augurarmi di tutto cuore la seconda edizione di questo festival così ricco di potenziale e passione, e sono queste le cose di cui abbiamo bisogno.

Foto di Francesca Romana Abbonato

 

 

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *