Afterhours @Indiegeno Fest 10/08/2016

Gli Afterhours e la magia del Teatro Greco di Tindari: ecco il nostro report! 

La Sicilia è una regione bellissima. Si mangia di tutto e di più, il mare è spettacolare e ci sono dei luoghi dove succedono delle cose davvero interessanti. Uno di questi è il Teatro Greco di Tindari che anche quest’anno ha ospitato l’Indiegeno Fest.

Il Festival si è svolto dal dal 4 al 10 Agosto dividendosi tra il golfo di Patti e il Teatro Greco, per l’appunto, e ha visto succedersi alcuni tra gli artisti più in voga del momento (tra cui Motta, Bondì, Tommaso Di Giulio, Giovanni Truppi, Artù, Di Martino, soltanto per citarne alcuni). Se avete sentito qualcuno tra questi musicisti a Roma dimenticate il contesto, l’asfalto, il prato, i luoghi chiusi, scordatevi il bancone dei cocktails ma ricordatevi le file (quelle si fanno sempre e comunque). Ora pensate alla Sicilia – quella dei luoghi antichi e magici che sanno creare atmosfera – e metteteci dentro la buona musica e le buone intenzioni: questo è l’Indiegeno Fest.

Tra tutte le serate io ho avuto la fortuna di partecipare a quella del 10 Agosto, data di chiusura del festival che prometteva grandi cose anche solo dalla locandina: 10 Agosto Afterhours Teatro Greco di Tindari. Soltanto leggere in sequenza queste parole basterebbe per emozionarsi. La notte delle stelle cadenti, in uno dei luoghi più suggestivi che si possano immaginare (Il teatro di Tindari ospita dal 2001, assieme a Taormina, il Festival del Teatro dei due mari) suona il gruppo indie rock italiano per eccellenza.

Arrivo abbastanza presto per godermi la vista del teatro greco al tramonto. La serata inizia per le 21 con le scuse da parte dell’organizzazione per il leggero ritardo dovuto al sound check degli artisti “minori” coloro ai quali si rivolge l’Indiegeno (“generatore di musica indipendente”). Si inizia con la lettura della lettera mandata dalla Siae, da qualche anno partner dell’Indiegeno, nella quale viene elogiata la creatività e ribadita la costante attenzione per chi crede nella forza dell’arte “Siamo e saremo sempre dalla parte di chi crea”.

Sul palco si alternano Daniele Celona, Giovanni Truppi e Cassandra Raffaele. Le grandi casse e la meravigliosa struttura del Teatro Greco fanno sì che il suono arrivi ovunque e che chi sta negli ultimi scalini della platea goda degli stessi privilegi di quelli che stanno sotto palco. Gli artisti sono molto applauditi e seguiti durante le esibizioni ma è chiaro fin da subito che sono tutti lì per un solo motivo. L’attesa è lunga ma finalmente intorno alle 23 e 30 fanno ingresso sul palco gli Afterhours. Se li avete sentiti a Rock in Roma il 19 Luglio (qui il report http://cheap-sound.com/afterhours-rock-roma-19072016/) potete avere una minima idea di quello che è successo a Tindari. Gli Afterhours sono stati immensi. Lasciandosi alle loro spalle il mare e sotto un cielo di stelle, Manuel Agnelli e la sua band hanno cantato, suonato, urlato ed emozionato una pubblico che fin da subito si è dimostrato complice e preparato tanto che ogni canzone risuonava in tutte le latitudini del teatro. Una band magistrale disposta in maniera studiata sul palco con il violinista Rodrigo D’Erasmo posto nel punto più alto del palco, come un faro sulla costa. Manuel Agnelli passa dal furore alla calma, dalla rabbia alla delicatezza senza mai creare un dislivello percepibile. Uno dei momenti più emozionanti personalmente è stato quando, da solo con la chitarra acustica, ha eseguito “Pop (una canzone Pop)”: indescrivibile.

Dopo aver sentito per la prima volta dal vivo questa band l’unica cosa che mi sento di dire è che non vedo l’ora di avere la possibilità di ascoltarli nuovamente anche se so che niente potrà restituirmi quella sensazione di sospensione che solo un luogo come il Teatro di Tindari può dare.

Foto di Alberto Bonomo

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