1M Festival: intervista agli Almamediterranea

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Capelli lunghi, sorrisi smaglianti e la complicità di chi insieme ne ha vissute tante. Così si presentano gli Almameditteranea nel backstage del  PrimoMaggio.

ALMAMEDITERRANEA

CheapSound Chi sono gli Almamediterranea? E come vi è venuta l’idea di partecipare all’1MFestival?
Almamediterranea La band esiste dal 2005, abbiamo cominciato forse per gioco facendo cover di altre band. Poi abbiamo cominciato scrivere canzoni nostre e da lì è iniziata la nostra storia come Almamediterranea. Per quanto riguarda il PrimoMaggio e la nostra partecipazione al contest, da una parte siamo sempre stati interessati al sociale e ai temi proposti da questo evento, dall’altra parte la stessa possibilità di una platea così estesa non è stato un incentivo da sottovalutare.

CS Voi siete sardi, quindi la vostra è una duplice vittoria: essere arrivati come finalisti del contest e portare per la prima volta la bandiera sarda sul palco del concertone. Bandiera che fra l’altro, chiunque sia stato tra il pubblico del PrimoMaggio lo può confermare, è sempre presente in piazza San Giovanni. Ed è dalla prima volta che l’ho vista, che mi son sempre chiesta perché i Sardi tendano sempre a portarla con sé…
AM
Perché la Sardegna è un’isola, un’isola molto lontana dal resto dell’Italia, non come la Sicilia, molto più vicina e ben collegata. Questo isolamento, che non è solo geografico, fa della Sardegna quasi una nazione nella nazione, ecco perché noi crediamo che ogni volta che un sardo “riesce” a varcare i confini della propria regione porta con sé la propria bandiera, poiché già solo arrivare in posto nel resto dell’Italia è una vittoria.

CS Molto comprensibile, ma voi quanto lo sentite questo isolamento? Soprattutto dal punto di vista della vostra carriera musicale, visto che per fare anche una semplice data fuori dalla Sardegna, dovete prendere  un traghetto o un aereo…
AM È complicatissimo e costosissimo, abbiamo molti problemi ma questo, dobbiamo dire, ci incoraggia ancora di più. Per uscire dalla Sardegna dobbiamo affrontare molti costi, e questo può essere davvero un grande impedimento, soprattutto per band come noi che ancora non hanno queste grandi disponibilità economiche. Dall’altra parte dobbiamo purtroppo sottolineare invece che quando i grandi artisti vengono in Sardegna non hanno nessuna difficoltà perché vengono ben pagati e rimborsati quindi, mentre per gli artisti Sardi ogni live è una sorta di trasferta, per gli altri da un punto di vista musicale la Sardegna è un po’ l’El Dorado!

CS E come vi spiegate questa sorta di “differenza di trattamento”?
AM Il discorso parte dalle fondamenta, non c’è in pratica nessun sostegno nemmeno da parte delle istituzioni, alla musica e all’arte sarda. Manca il tessuto con cui poter costruire qualcosa. L’isolamento ha portato la cultura sarda a svilupparsi o anzi per meglio dire ad invilupparsi sulla musica etnica e il folclore locale. E mentre quel genere di musica stranamente riesce ad arrivare anche al di fuori della nostra regione, è raro invece che la nostra musica rock pop, che è tanta anche se non si conosce, riesca ad arrivare in tutta Italia.

CS Ritornando ad oggi, come descrivereste l’ emozione provata pochi minuti fa sul palco?
AM L’emozione che proverebbe qualunque artista a suonare su un palco come questo. Indescrivibile, davvero.  Portare il proprio lavoro e la propria passione della vita davanti ad un’enorme platea che non vede l’ora di ascoltarti è davvero gratificante, perché quando investi tanto, fai tanti sacrifici a volte pensi: ma questa è la strada giusta? Lo sto facendo bene? Fin quando potremo farlo essendo sempre coerenti con noi stessi? Investire così tanto sulla musica, anche se poi si investe sulla propria arte più che su quello che poi praticamente ne può uscire, è sempre un rischio.

CS Un rischio che però vale la pena di correre sempre? E ricollegandoci al singolo che avete appena portato sul palco “Popolo di onesti”, nel 2013 si può campare di musica rimanendo, come avete appena detto, coerenti con voi stessi?
AM Mah…noi lo facciamo, ci vuole sempre un po’ di sacrificio. Non puoi fare la bella vita, quello che guadagni un po’ lo usi per vivere ma il resto lo devi reinvestire sempre, per crescere e per migliorare. C’é poi naturalmente una grande forbice fra “i big” e tutti gli altri artisti come noi. Una forbice bella grossa…una cesoia diciamo! (dice il cantante suscitando le risate della band al completo)

CS E nemmeno stavolta hai tutti torti, speriamo davvero che il vostro percorso musicale possa portarvi altre volte a Roma. Noi di CheapSound vi auguriamo il meglio!
AM Ti ringrazio, torneremo molto volentieri a Roma! Abbiamo già dei contatti e qualche data in ballo, speriamo che si concretizzino…quindi alla prossima!

L.L.

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