Andrea Laszlo De Simone | Uomo Donna

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09Un cantautorato intenso, empatico e introspettivo quello dell’album di debutto di Andrea Laszlo de Simone.

Andrea Laszlo De Simone è il nuovo gioiellino di casa 42Records ed il 9 giugno è stato pubblicato il suo primissimo album di debutto: Uomo Donna.

Ho avuto l’onore di ascoltarlo in anteprima e pur senza averlo mai intervistato o conosciuto, mi è bastato farmi trasportare dalle sue canzoni per riuscire a estrapolare la sua essenza.

Bastano poche note per capire che è un artista e un uomo dotato di una grande personalità e anche di un pizzico di anti-conformismo, quello bello e sano, finalizzato semplicemente al seguire la propria vena creativa, evitando quanto più possibile di farsi soggiogare, anche inconsciamente, dalle mode stilistiche, che riguardano in questo caso la musica, di un determinato periodo storico.

E se in questa epoca moderna e contemporanea a farla da padrone è soprattutto la predilezione, indotta oppure no, a esprimersi attraverso testi costruiti sul classico percorso strofa/ritornello, Andrea Laszlo De Simone a questa opzione, preferisce la spontaneità slegata da canoni così predefiniti, predilige far parlare il cuore, i propri sentimenti senza serrarli in questi recinti standardizzati.

Le sue parole cantate vengono accompagnate da un sound psichedelico contraddistinto da effetti e strumenti musicali che richiamano istintivamente al cantautorato dei 70’s, in particolar modo quello di Battisti, ma anche quello più irriverente di Battiato. Il tutto però riequilibrato con dei suoni digitali sapientemente incastonati nelle canzoni che conferiscono così novità e modernità.

I dodici brani che compongono l’album di De Simone hanno come nucleo centrale quel tema che vorrei introdurvi con uno dei più famosi versi danteschi: «l’amor che move il sole e l’altre stelle». A farla da padrone è infatti il sentimento più complesso ed enigmatico di sempre: l’amore, affrontato con maturità e introspezione in tutte le sue facce.

Si apre con “Uomo Donna” che tra i ricorrenti «ti ho voluto bene»

 e «mi hai voluto bene», affronta la fine di una relazione e di un amore, concetto ripreso nella struggente ed emozionante “Eterno riposo” in cui, come è facilmente intuibile dal titolo, il cantante dedica una vera e propria funzione funebre metaforica per dare l’estremo addio alla propria amata che in questa canzone viene celebrata quasi fosse una divinità.

Questa tematica viene affrontata anche in “Che cosa” in cui però viene dato spazio a tutti quegli interrogativi, il più delle volte senza risposta, che spuntano quando un amore giunge al capolinea («cosa voleva dir l’amore per me se sono scappato? »).

Ma in Uomo Donna vi sono anche dei momenti sereni e distesi in cui la paura tace, che emergono nelle dolcissime “Fiore mio” e “La guerra dei baci” («ma che meraviglia stare con te in una guerra di baci»), con “Solo un uomo” Andrea Laszlo De Simone invece tenta di redimersi dalle sue mancanze e colpe affermando che è solo un essere umano, un uomo, per l’appunto, e in quanto tale è debole e pauroso, tematiche attinenti sempre all’esistenzialismo è presenti in “Gli uomini hanno fame”.

In “Questo non è amore” viene affrontata la disillusione che riaffiora al termine di una relazione in cui ci si era creati grandi aspettative e che sono state, inevitabilmente, infrante.

Altro pezzo dotato di immacolata bellezza è “Sogno l’amore”, dove il cantautore affronta il tormento e il bisogno, che lo perseguitano nei suoi sogni e pensieri, di ricevere amore («non c’è nessuno, ho amato un’ombra») e che sfocia nella volontà di aspettare che nella realtà si manifesti questo appagamento affettivo («sogno l’amore», per te io posso aspettare»).

In “Meglio” invece viene messo in luce il sentimento amoroso nella sua fase tipicamente contraddittoria, il famoso incontro e scontro odio-amore, infatti i versi iniziali della canzone «sarai mai pronta a ritornare? », «mi manchi» e «come possiamo recuperare», vengono contestati da quelli finali «se non mi ami sto molto meglio senza di te».  Vi è poi una delle canzoni più toccanti “Vieni a salvarmi” dove spicca la strofa «per essere libero dovrei scordarmi tutto quello che ho imparato» che indica chiaramente come le esperienze vissute creino un non indifferente peso emotivo che grava sulla persona, privandola così di una libertà e leggerezza mentale, in secondo piano viene invece velatamente gridata la frase «vieni a salvarmi”, come se una parte della sua anima non accettasse di venire soffocata dal dolore e chiedesse aiuto.

Ma in Uomo Donna vi sono anche dei momenti sereni e distesi in cui la paura tace, ed emergono nelle dolcissime “Fiore mio” e “La guerra dei baci” («ma che meraviglia stare con te in una guerra di baci»), con “Solo un uomo” Andrea Laszlo De Simone invece tenta di redimersi dalle sue mancanze e colpe affermando che è solo un essere umano, un uomo, per l’appunto, e in quanto tale è debole e pauroso, tematiche attinenti sempre all’esistenzialismo è presente in “Gli uomini hanno fame”.

A chiudere il primo e riuscitissimo lavoro di De Simone è “Sparite tutti”, canzone ideale per congedarsi, infatti con le strofe «mi sento viaggiatore, mi sento di passaggio» e «sparite tutti», sembra quasi voglia salutare chi ha dedicato il proprio tempo ascoltandolo, mentre raccontava di sé, ma mentre raccontava anche un po’ le storie di ciascuno di noi.

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