Esce Phineas Gage di Roberto Angelini, e intanto l’Angelo Mai è costretto a chiudere…

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Sono passati tre anni da quando è uscito l’ultimo album Roberto Angelini, La Vista Concessa, e nel frattempo sono successe moltissime cose nella carriera dell’artista romano: collaborazioni, tanti live, un disco, Discoverland, con Pier Cortese, un EP uscito a gennaio, L’Era Dell’Apparenza.
Martedí è uscito il suo nuovo disco, Phineas Gage, che prende il nome da un operaio americano che in seguito ad un incidente molto grave ha cominciato a rapportarsi con gli altri con schiettezza, anche risultando eccessivamente brutale.
Sembra essere questo, dunque, l’obiettivo di questo album: cercare un suono asciutto, diretto.
Ed ecco che Angelini si trasforma, e ci regala un album che rispetto all’EP di gennaio, ma anche ai suoi dischi precedenti, cambia radicalmente molti elementi.
Quasi la metà dei brani sono strumentali, dico quasi perché alcuni hanno dei cori, o delle voci più d’atmosfera che da canzone. Questa è una scelta coraggiosissima per un artista che è considerato, ed è supposto essere un cantautore.
Attraverso i dieci brani di Phineas Gage troviamo la musica stessa come grande protagonista, e questa è la prima cosa che mi è piaciuta, e tanto, di questo disco.
Dopo la musica vengono i suoni. Ed è evidente che questo è un album “prodotto” più che “suonato”.  C’è parecchia elettronica: drum machine, sintetizzatori, l’ormai immancabile steel guitar. In questo album i produttori, Angelini stesso e Daniele “Koffe” Rossi, danno il meglio di se. Le chitarre acustiche assumono un colore decisamente nuovo e diverso quando si mescolano con un genere che sulla carta non gli appartiene. E così diventano anche rilevanti le contaminazioni, dal pop al blues (Blues senza mutande), dall’ambient (Gibilterra) al trip hop (Nella testa di Phineas Gage), per un tipo di cantautorato d’avanguardia che nel nostro paese, e ancor di più nella nostra città, sono in pochi a fare.
Come se questo non bastasse, questo disco particolare, diretto e mai noioso, ha un singolo potente, Cenere, che si allinea con quel pop di oggi, un po’ dance, con una melodia semplice che si pianta in testa.
L’unica pecca di questo album sono a mio parere i testi, arte in cui stranamente Angelini non ha mai particolarmente brillato. Ma come già ho detto, è una parte talmente minima, che se ne fa a meno più che volentieri visto che con solo la musica e il titolo porta a casa più punti di tanti cantautori che parlano troppo e alla fine convincono poco!

Mentre scrivo questo articolo apprendo che l’Angelo Mai, dove questo disco sarebbe dovuto essere presentato domani, ha dovuto chiudere. Di nuovo. Dopo essere stati cacciati dall’amministrazione precedente, anche ora vengono costretti alla chiusura dopo che il bar è stato sequestrato.
È l’ennesima conferma di quanto già sappiamo su questa città. Un locale dove ho visto alcuni degli artisti più importanti di tutta Roma, anzi, di tutta Italia, sempre con un ingresso minuscolo, se non a offerta libera, è costretto a chiudere i battenti perchè la burocrazia non gli permette di sopravvivere.
In questi anni all’Angelo Mai si sono esibiti artisti del calibro internazionale dei My Brightest Diamond, e tanti italiani del calibro di Niccolò Fabi, Roberto Dell’era, Pino Marino, Pier Cortese, Andrea Pesce, Giovanni Truppi, Sandro Joyeux, Francesco Forni, Gabriele Lazzarotti, Massimo Giangrande, Andrea Cola, Fabio Rondanini, Cristiano De Fabritiis, Marta sui tubi,  lo stesso Angelini, Mini K, Marco Conidi, Federico Zampaglione, Mauro Ermanno Giovanardi e tanti altri che faticherei a continuare. Far chiudere, di nuovo, un locale di questo calibro, significa confermare di non voler dare spazio alla musica in questa città.
Con il nostro sito cerchiamo di dare voce a chi non ce l’ha, ma anche a chi viene zittito.Siamo con l’Angelo Mai e speriamo che questo sopruso possa finire quanto prima.
F.B.

Autore: Roberto Angelini
Titolo: Phineas Gage
Etichetta: Fiori Rari

TRACKLIST
1 – Nella testa di Phineas Gage
2 – Cenere
3 – Falafel
4 – Roma mia d’estate (feat. Gnu Quartet)
5 – Gibilterra (feat. Margherita Vicario)
6 – Come sei (feat. Awa Ly)
7 – Vento e pioggia
8 – Al mio risveglio
9 – Black Eye Dog
10 – Blues senza mutande

ROBERTO ANGELINI
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