Angelo Mai Sgomberato (di nuovo)! La conferenza stampa

Angelo Mai Altrove “Polizia all’Angelo Mai_Ci stanno sgomberando_Accorrete e diffondete!” Appena è risuonato questo cinguettio d’allarme, alle ore 9.50, il tam-tam sui social è stato quasi schizofrenico, a suon di hashtag #angelomai, #angelomainonsitocca, #nosgomberi. E le notizie sono volate di commento in commento con un nervosismo quasi pari a quello manifestato per un possibile annullamento della data italiana dei Rolling Stones (calmi, la voce è già stata smentita). Si vede che in fondo i romani ci pensano ai propri posti, specie se questi sono un punto di riferimento importante per la scena indipendente musicale.
Gianluca PeciolaSi legge che le camionette sono sul posto già dalle 6.30 e sono tante, davvero. Ci son state 21 perquisizioni e hanno sgomberato anche l’ex Scuola Hertz e il civico 56 di via delle Acacie, in zona Centocelle. Ci sono 40 famiglie per strada e si sta cercando una soluzione, anche se “non si capisce molto”, come scrive qualcuno.  Il Comune non ne sa niente, manco il Municipio, almeno stando a quello che dicono il consigliere comunale Gianluca Peciola (Sel, foto a sinistra) e il candidato alla lista Tsipras Sandro Medici: viene tutto da un’inchiesta della Procura di Roma, che coinvolge i membri del Comitato Lotta Popolare per la Casa.  La Questura parla di “sodalizio criminale” e di “invasione di edifici ed estorsioni, queste ultime in danno degli occupanti con riferimento al pagamento di somme di danaro”, per quanto riguarda le abitazioni, mentre sull’Angelo Mai pende l’accusa di “esercizio ricettivo abusivo”. I più informati riferiscono che lo sgombero è stato disposto dal gip Riccardo Amoroso, su richiesta del pm Luca Tescaroli, moltissimi commentano ed esprimono solidarietà.
Tra questi ci sono altre realtà autogestite, come il Teatro Valle Occupato e il Macao di Milano, ma anche tanti musicisti in prima linea, accorsi alla richiesta di aiuto: Roberto Angelini(foto a destra),  Fabio Rondanini, Diodato, Luminal, Francesco Forni e ovviamente Pino Marino (video sotto), uno dei fondatori del Collettivo Angelo Mai.
Roberto AngeliniNon entriamo nel merito dei pesantissimi capi d’accusa, che spetta solo alla Magistratura approfondire; né tanto meno sulle opinioni a proposito del posto e delle sue modalità di gestione; ci sentiamo però di condividere la definizione di Pino Marino, in conferenza stampa oggi, che ha parlato di “uno spazio comune”, “un luogo deputato alle arti”, “un laboratorio” che campa di quello che può, non avendo sovvenzioni di alcun tipo. Ha offerto uno spazio dove esibirsi a tanti artisti, romani e non, della scena indie-rock; diciamoci le cose come stanno, Roma sente la mancanza di posti del genere. Ne ha bisogno, per quell’assoluta necessità di ripensare spazi e modalità di fruizione della cultura che non ha nulla di ideologico, ma semplicemente si lega alle sue emergenze. Sempre per rifarci alle parole di Marino, sappiamo che nella nostra città (ma via, roviniamoci e includiamo anche il Paese) ci sono due emergenze:  una “invisibile”, quella dell’arte e della cultura, e un’altra, ben più “pratica e tangibile”, quella della povertà, delle famiglie senza casa, dei “bambini senza assistenza sanitaria.”
Sono emergenze che nel sentire comune siamo stati abituati a percepire come su frequenze diverse, mondi destinati a non toccarsi, incapaci di collaborare e luoghi di destinazione opposti per risorse economiche; eppure l’Angelo Mai fin dal 2004 ci ha provato a dare l’esempio per un modello diverso, collaborando con i movimenti per l’emergenza abitativa e “guadagnandoci” in cambio tre sgomberi, anche dopo la delibera 26 della giunta di Veltroni, sull’assegnazione di un posto per le iniziative culturali.
Si sta sempre parlando di tentativi, certo, come lo sono tante realtà romane, in fatto di musica e cultura, forse e probabilmente anche migliori; è una possibilità della città, da preservare e migliorare, appartenente alla comunità e non dovrebbe essere un terreno di scontro.
Angelo Mai SgomberoComunque la si pensi, l’Angelo Mai non è una discoteca o un club, ma un posto dove si tengono concerti, eventi e anche laboratori, seminari; c’è pure una collaborazione in corso con la scuola elementare e materna del parco San Sebastiano per dei progetti educativi tra bambini e artisti, un’idea di scambio tra due realtà diverse di certo interessante. A questo punto, sorge spontaneo chiedere perché la situazione non è stata gestita in modo diverso e ancor più istintivo è indignarsi per l’inconsistenza amministrativa dimostrata dal Comune di Roma in quest’operazione, che comunque ha coinvolto delle famiglie, la parte maggiormente lesa.  Ora la speranza è che Istituzioni, Movimenti e Angelo Mai stesso lavorino di concerto nei prossimi giorni.

Flavia Sciolette

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=j2MqG7mtlc0[/youtube]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *