Le Anteprime di Cheap Sound | We’re falling down again tonight – Bakemono

Nel folklore del Sol Levante, i cambiamenti hanno la forma di uno spettro: Bakemono, letteralmente tradotto come “le cose che cambiano”.

Mutamenti, trasformazioni. Con una presuntuosa accezione occidentale moderna, possiamo interpretarla come la forza sovrannaturale con cui gli avvenimenti intervengono sulle nostre vite, modificandone il corso, a volte per sempre.

Qui a Cheap Sound, Bakemono è Giuseppe Mascia, cantautore classe 1990, e il suo EP omonimo è uscito la scorsa primavera per Sciroppo Dischi. Cinque tracce cantate in inglese, molto essenziali, chitarra e voce. Un buon lavoro dietro la consolle conferisce ai pezzi l’atmosfera che, a iniziare dallo pseudonimo di Giuseppe, sembra rispecchiare alla perfezione nel suono le intenzioni del cantautore: aleatorie, sospese, serali. Crescenti in una dinamica avvolgente, si percepiscono echi dei Doves, c’è molto Marcus Mumford nei cori, e un’espressività a tratti grunge nella voce durante i passaggi più tirati fornisce carattere a tutto il lavoro.

Ma veniamo ai contenuti.

Bakemono ha un tema centrale? Esiste un perno, un cardine, intorno a cui le tue canzoni ruotano?

E’ nato tutto per caso nel 2014. Venivo da un altro tipo di genere musicale e non ero per niente un solista! Suonavo in una band di zona e lì strimpellavo il basso. Le canzoni di Bakemono ruotano sulla mia vita, tento di riportare il tutto su dei pezzi di carta rovinati dal tempo e mi sfogo sul palco quando serve.

Le canzoni di un cantautore nascono spesso chitarra e voce. L’approccio e il metodo lavorativo variano da personalità a personalità, ma alla fine, quando il pezzo arriva in studio di registrazione, è l’intenzione che fa la differenza. In che modo hai lavorato alla produzione del tuo Ep?

Sul livello di produzione direi molto faticoso. Ai tempi con tutte le idee presenti nella mia testa era un completo casino! Mi portavo un pacco di fogli da casa e mi chiudevo in studio a modificare i pezzi dell’ep. Quando ti ritrovi per la prima volta a registrare da solo non è facile registrare un disco. Ringrazio i ragazzi di Sciroppo Dischi per il loro supporto in questa prima avventura e Max Ciccarelli con tutto il lavoro dietro il bancone. Ho puntato su un disco completamente acustico (chitarra a sei e dodici corde) volevo riprendere un’atmosfera intima! Molto sensibile al tatto.

Presenti per Cheap Sund un nuovo video. Ci vuoi parlare di questo brano?

Il brano si chiama “We’re falling down again tonight”. Parla d’ amore, di storie finite, di cambiamenti e alla fine anche se ci lamentiamo di queste cose ogni giorno della nostra vita…ci ricaschiamo dentro senza sapere il perché. Il video è stato girato a Buenos Aires in Argentina. Ringrazio il mio amico Felipe Rubio, è un regista cileno di grande talento! Per me è un onore collaborare con lui.

Veniamo al palcoscenico. Sei molto attivo live e con riscontri positivi. Per un musicista che si esibisce chitarra e voce, riuscire a creare una condizione efficace d’ascolto potrebbe essere difficile. Viceversa, se la serata gira e si crea il giusto grado di coinvolgimento, l’atmosfera è sorprendente. In che modo affronti un concerto? Ci sono dei palchi che preferisci?

Non è facile suonare come solista! Se non provi quella sensazione è difficile da spiegare. Io amo stare sul palco, mi nutro delle emozioni del pubblico e ogni volta cerco di guardare ogni singola persona per capire se sta provando qualche tipo di emozione. Palchi che preferisco? Al momento ho lasciato un pezzo di cuore al LIVE ARTENA! Ho suonato lì in apertura a Wrongonyou questa estate. È un festival stupendo e tutti i ragazzi che ne fanno parte si sbattono ogni anno per creare qualcosa di fantastico.

La “scena romana” dei cantautori è fervida e molto attiva. Farne parte è un passo importante, una vetrina ed un trampolino di lancio. In quali elementi che la caratterizzano ti riconosci? E in quali invece ti differenzi?

La scena roma è molto attiva! Da quando è uscito il disco ho conosciuto molti artisti, mi sono confrontato con alcuni di loro e devo dire che è una bella realtà anche se ancora mi devo ambientare bene! Io vengo da Nettuno e dalla provincia romana non è facile “stare sul pezzo” . Ogni sera mi perdo tanti eventi della Capitale, ma sono sempre aggiornato con i social e tutto il resto! Cerco di non perdere il ritmo.

Il primo EP per un musicista è spesso una dichiarazioni di intenti, il primo disco invece è un manifesto: della propria musica, dei propri progetti e dei propri concetti. Hai già pensato a che direzione avrà la tua prossima fatica in studio?

Per il primo album ho molti progetti da parte! Sto valutando se portare altri strumenti e componenti, di certo sarà un album molto carico di esperienze vissute, suoni profondi e atmosfere molto profonde. Per la primavera del prossimo anno dovrei entrare in studio di registrazione, ho bisogno di cambiamenti e questo disco sarà una grande novità per chi ascolta Bakemono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *