Fuori le mura: la perdizione degli Anubi

Non avevo mai sentito parlare degli Anubi fino a pochi giorni fa, ma la 42 Records la conosciamo ormai molto bene e per adesso ci ha sempre fatto ottima impressione riguardo agli artisti che propone. Gli Anubi, nell’ep che andrò a recensire, sono: Fede, Garry, Andy ed il fighissimo Steve che, da quanto è possibile carpire dal loro sito ufficiale , si occupa delle incredibili parti di air drums e headbangin’. 
Perdition is my Queen è il terzo lavoro in studio della band dopo Anubi EP (2008) e Epic Fail (2010). La tracklist si compone di quattro pezzi, tutti acusticheggianti e piuttosto “variopinti” nei generi in cui vanno a parare. Sicuramente, è rock. Al primo ascolto mi hanno ricordato tantissimo i Franz Ferdinand, soprattutto la voce di Fede, e soprattutto il pezzo che apre le danze: Capital City. Sicuramente il mio preferito dell’album, seppur, a mio avviso, un pò troppo lungo. La traccia è figa, e pompa parecchio anche a stereo a media potenza. Daje. Mi piace molto l’intreccio delle voci e la batteria che accompagna il tutto, non per la particolarità, ma perchè ci sta davvero bene. Il ritornello pure. Rimane parecchio in testa, quindi: ottimo! Anche nel secondo pezzo, I, la voce riporta molto ai F.F. ma, al contrario del primo, questo già non mi fa proprio impazzire. Continuano a piacermi parecchio gli intrecci vocali e, sta volta, il basso coinvolge nello stesso modo della batteria di Capital City; senza strafare ma azzeccando il groove. Per quanto riguarda invece Indian Song, ci ho messo un pò a capire cosa mi faceva ricordare da morire. Ed infine, qualche minuto fa ad esser sinceri, ho avuto l’illuminazione. Non per qualcosa in particolare, ma proprio per l’atmosfera creata, questo pezzo lo associo facilissimamente ad una canzone degli Stone Roses che io adoro: Tightrope. Soprattutto l’inizio, per quest’aria mezza etnica che le percussioni e la chitarra acustica (simil-sitar) apportano all’insieme. Infine Late Nite Bar. L’atmosfera si fa più “grottesca”. Mi immagino facilissimamente un pubaccio di periferia mal frequentato e gli “ospiti” che fanno piccoli su e giù con la testa a ritmo di questa canzone.
Nel complesso, per quanto mi sia piaciuto l’inizio di questo ep, il lavoro non mi ha fatto un grande effetto. E’ particolare e suggestivo, assolutamente. Ma spesso mi sono distratto dall’ascolto, e distrarsi su soli quattro pezzi non è un buon segno per quanto mi riguarda. Sono però ottimista per il futuro, e mi piacerebbe aver l’occasione di ascoltarli dal vivo.
Yeah, M.C.

Autore: Anubi
Titolo: Perdition is My Queen
Etichetta: 42 Records

TRACKLIST
1 – Capital City
2 –  I
3 – Indian Song
4 – Late Nite Bar

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