armaud @ Brancaccino 10/12/16

Il palcoscenico del Brancaccino è stato teatro di una magia lunga poco più di un’ora. Protagoniste le melodie liquide e sognanti di armaud

La platea scarlatta si perde nel buio del teatro, il pubblico attende in silenzio assoluto. Luci nebulose accolgono l’entrata in scena dei suoni di chitarra e batteria dei soli uomini della formazione: Marco Bonini alla chitarra a Marco Mirk alla batteria, creano una colonna sonora ipnotica e scarna sulla quale, qualche minuto dopo, si inserisce  l’ottone di Paola Fecarottaarmaud è al completo sul placo.

Non ne faccio mistero: amo questo progetto e le sue sonorità tra new wave e dream pop, i suoni eterei e le armonie circolari che traccia, ma amo ancor di più gli arrangiamenti più cupi, a tratti lo-fi, dell’autentica e intima performance  di sabato sera.

La prima scarica di emozioni per me giunge direttamente in apertura: “Patterns” è stata eseguita in una versione ancora più intensa e sofferta, così come “Ablaze”, in tutta la sua articolata melodia.

Paola ha una voce delicata, espressiva, che mescola a suoni ora più ricercati in arpeggi liquidi e armonie fumose, e poi l’accosta a melodie scarne, essenziali. E’ lei che ci accompagna in un’altalena tra dolore e resurrezione, ma soprattutto dimostra, nella sua sua esibizione, una nuova consapevolezza, una forza tutta femminile.

Se il suo primo disco How to erase a plot nasce in un momento di rottura col passato, a distanza di un anno questa funzione catartica il disco l’ha espletata a pieno: la performance è potente, matura e Paola, e la sua voce, dimostrano una nuova grinta. Certo è sempre timida, e s’ingarbuglia da sola tra microfono, chitarra e tastiera, ma il suo appeal sul palco è diverso, in piena sintonia con i suoi compagni d’avventura.

I suoni sono più dark ma galleggiamo sempre tra new wave, dream pop, fino alle code prolungate ed elettroniche del drone, (come lei stessa ci aveva anticipato in una recente intervista), ma ciò che più mi ha  colpito sono stati i pezzi inediti che ha regalato per questo live: amore, consapevolezza e sofferenza, quella che ognuno di noi prova nella sua vita, Paola li racconta con  passione e maturità.

Qualche piccola incertezza non hanno fatto altro che rendere l’esibizione di armaud ancora più autentica e preziosa.

Vi lasciamo con la setlist del live. Mancano i nuovi pezzi… ma sono così nuovi che i titoli non li sveliamo!

Intro

Patterns

Common prayer

Lullaby

Ablaze

Spoiler

The town of light

Be the One (cover)

BK

How to erase a plot

Foto di Francesca Romano Abbonato

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