Asaparty1: GOMMA // Cosmetic @Monk 08/04/2017

Sabato scorso sul palco del Monk si sono esibiti due tra i principali gruppi della scena indie più “noir” del momento, con   relative storie molto differenti l’una dall’altra. Una, quella dei GOMMA, appena all’inizio ma in rapida ascesa, dopo l’uscita dell’album d’esordio ”Toska” o “Тоска”. La seconda, quella dei Cosmetic, obbediente a quell’ “etica del cosmo”, ben più longeva e in continuo mutamento.

 

  • Cosmetic

Prima “Colonne d’errore” poi “Carlo ha detto” scaldano il pubblico per un live eroico, incentrato sull’ultimo album CORE, ma che lascia anche molto spazio a cavalli di battaglia disseminati in scaletta. Non suonano niente invece da Nomoretato.

Sul palco il gruppo vive d’insieme e si muove come un sol uomo, affascinante e strafottente. L’errore, quando capita, è ben dissimulato dall’esperienza. Non traspare niente di impostato; si respira gioventù e basta. Capisco che da qui c’è tanto da imparare.

La formazione abituale è arricchita in questo tour da Erica Terenzi dei Be Forest al basso e Alessandro Straccia dei Marcovaldo alla chitarra. Al momento di “Fine di un’epoca” si aggiunge anche Alice, alla voce insieme a Bart, e la scaletta ne guadagna in leggerezza. Più o meno a metà concerto arriva quello che considero il fulcro del disco, condensato nella tripletta “1986” “Schiaffino!” e “Paura del principio”.

Tornano anche le hit del loro pop sonico “Né noi, Né Leandro” “Sangue + sole”, prima della toccante “Ehi, sintonia”.
E io li ringrazio.

  • GOMMA:

Ai GOMMA do meno confidenza ma partono carichi i ragazzi. C’è coesione anche qui e mi lascio andare al caos dell’approccio diretto.

“Elefanti” è una canzone che non ho mai condiviso, ma realizzo, anche dai cellulari alzati, che dal vivo si trasformi in un inno. Il crescendo di “Vicolo spino” è esaltante. Non capisco perché non si senta mai la voce ma me ne faccio una ragione quasi subito.

Segue “Toska” poi due cover, di cui apprezzo molto quella dei Wilco.

Posso testimoniare una carica molto positiva, nonostante gli ascolti a casa mi avessero lasciato indifferente. Anche “Alessandro” rende molto meglio dal vivo e la gente empatizza facilmente. “Aprile” è una traccia da riascoltare volentieri.

Senza bisogno di fare troppo citazionismo su quelle che possono essere state le influenze, a cui verrebbe da sottoporre un gruppo emergente, e che avrebbero permesso loro di inserirsi in un panorama emocore italiano già abituato a scelte di stile fin troppo simili alla loro, basti dire che i GOMMA sono già riusciti a radunare un proprio pubblico di affezionati che, finito il concerto, si dà appuntamento in massa al banchetto.

Di Enrico Garattoni

Foto di Elisa Scapicchio

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