Aspettando A Day With KuTso: l’intervista

L’abbiamo tenuto bello al calduccio per qualche mese, visto, rivisto, contro visto, ma alla fine, finalmente, è pronto: l’A Day With seconda puntata è lì lì per uscire.

A Day With KuTso (6)

Protagonisti, dopo una splendida prima esperienza con i Sadside Project (cui potete dare uno sguardo cliccando QUA), i capitolini KuTso con il loro primo disco Decadendo (su un materasso sporco).

Attendendo con ansia venerdì prossimo, 8 novembre, per la presentazione ufficiale del documentario al Traffic, con live di KuTso e tanti ospiti (primo fra tutti un gigante Viva Lion!) (cui potete mettere ‘parteciperò proprio QUA), vi proponiamo una breve chiacchierata che ci siamo fatti con la band in questi giorni.
Così, dice, si crea hype.

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CheapSound: Il progetto A Day With è tutto teso alla promozione delle migliori band del giro indipendente nazionale. Cosa ne pensate dell’ambiente musicale del nostro paese oggi? Chi è che vale, chi no? E, soprattutto, questo fantomatico ‘indie’, secondo voi, cos’è?

KuTso: L’ambiente musicale italiano è pieno di fermento e di artisti che si danno molto da fare. Il problema del nostro paese però è che essendo una nazione di serie B, da sempre pecca di scarsa originalità creativa; ci sono troppi “posers” in giro che scimmiottano gli inglesi, gli americani o i francesi “maudits”, che cantano in un inglese (spesse volte maccheronico) perché si vergognano di farsi capire dai propri connazionali e in fondo non hanno nulla da dire né hanno reali capacità autoriali o anche solo intellettive. Viceversa noi siamo i migliori dell’Universo, non c’è in giro nulla che si possa avvicinare alla nostra forza espressiva e presto spazzeremo via tutte queste stronzate musicali inconsistenti e passeggere che vengono riunite sotto la dicitura “indie” e che piacciono tanto a certa critica musicale altrettanto superficiale e modaiola.

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CS: E dell’ambiente romano, invece, che ne pensate?

KuT: Roma c’è sempre il sole e si mangia bene.

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CS: Pensando ai vostri testi, pregni di critica sociale, la domanda ci viene più che spontanea: che ne pensate dell’Italia di oggi? La musica può essere una strada per evitare la “testa nella busta”? E chi tenta la strada dell’estero?

KuT: Non abbiamo una spiccata tendenza all’impegno sociale, le nostre canzoni sono incentrate sull’aspetto emotivo della rabbia e il risentimento, ma non denunciano nulla in fondo. Non neghiamo che ci siano diffuse situazioni tragiche in vasti strati della società e che in questi mesi le cose stiano degenerando soprattutto in alcuni settori economici, ma la gente (soprattutto la piccola borghesia) molto spesso vive in una costante tensione indotta da ciò che vede nei notiziari piuttosto che da ciò che vive realmente e alla fine ci si trova a lamentarsi per un ipotetico peggioramento della propria condizione, che bene o male invece rimane sempre la stessa. Naturalmente avere avuto la fortuna di essere nati da genitori benestanti rende il sogno di ottenere successo possibile o almeno pensabile; chi invece fa parte degli “ultimi” difficilmente riuscirà ad elevarsi socialmente non solo perché deve pensare a sopravvivere, ma soprattutto perché il disagio crea inerzia in chi da sempre è abituato ad essere escluso. L’Italia di oggi sotto questo aspetto non è molto differente da quella di trentanni fà. Più che la musica, la vera via per la libertà intellettuale è credere in sé stessi rimanendo lucidi nonostante le avversità e autoimporsi rigore e costanza nel perseguire i propri obiettivi qualunque essi siano. Per quanto riguarda l’espatrio, chi tenta la strada dell’estero nella musica è destinato al fallimento. Fuori dall’Italia non c’è il paradiso, ma tanta tanta merda mascherata da cioccolata.

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CS: Parliamo di voi: primo disco uscito prima dell’estate e, ormai, centinaia di live all’attivo, direi che è andata bene quest’anno, o no?

KuT: Non abbastanza, vogliamo crescere sempre di più e diventare una realtà nazionale a tutti gli effetti nonostante il nostro “non essere indie” e nel farlo abbiamo molta fretta.

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CS: Progetti futuri adesso? Siete già a lavoro su altro materiale? O continuerete a concentrarvi sui live?

KuT: Stiamo già scrivendo brani per il secondo disco, ma nel frattempo siamo ancora nel pieno del tour promozionale di “Decadendo (Su Un Materasso Sporco)”. Per i prossimi due/tre anni abbiamo previsto di essere perennemente in tour come facciamo ormai da quattro anni a questa parte, intervallando i concerti con le registrazioni dei nostri dischi.

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CS: Grazie mille carissimi! Ci vediamo l’8 novembre al Traffic per presentare l’A Day With e goderci il vostro show esplosivo.

KuT: Grazie a voi!

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