Aspettando Roma Plays Joy Division |Gianmarco Dottori

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Martedì 31 Maggio a Le Mura, Vedo la gente Joy Division festeggia il secondo compleanno e per farlo come si deve ha chiamato a suonare alcune delle realtà più interessanti delle Capitale, tutte in fissa con Ian Curtis e soci. Abbiamo fatto loto qualche domanda, giusto per ingannare l’attesa. Iniziamo con Gianmarco Dottori !

Da musicista, quale pregio, quale caratteristica ammiri di più dei Joy Division?

Ho sempre amato la durezza e purezza sfacciata dei Joy Division. Una band decisamente molto poco “tecnica” ma dall’attitudine unica che creò un solco musicale e generazionale influenzando per sempre la musica mondiale.

Hai un bel ricordo, un momento della tua vita, che ha avuto i Joy Division come colonna sonora?

Ho conosciuto i Joy Division in maniera del tutto fortuita e casuale. A Roma negli anni 90 c’era un piccolo negozio di “culto” per rockettari e metallari dalle parti della Stazione Termini. Era noto a tutti come Lo Zoppo. Andavo spesso li a comprare toppe e t-shirt. Sono del 1983 e il grunge (così come tutto il rock di quegli anni) mi travolse come un fiume in piena e collezionavo toppe da appendere come medaglie sul mio zaino Invicta. Un pomeriggio dallo Zoppo vidi appesa, accanto alla (mitologica) maglia di The Dark Side Of The Moon (che per me rappresentava il punto più alto di rappresentazione grafica di un concetto musicale) una maglia con uno spettrogramma, quasi un paesaggio montuoso in bianco e nero con su scritto Joy Division – Unknown Pleasure. Incuriosito chiesi cosa fosse e immediatamente dallo stereo dello Zoppo partì “Disorder” che sottolineò con fare burbero “Ascolta Regazzì…”. Restai fermo e travolto da quel giro di basso così sconnesso e da quella “sporcizia”. Quell’incipit “I’ve been waiting for a guide to come and take me by the hand” era una richiesta disperata di aiuto di un ragazzo che desiderava provare la sensazione di sentirsi un normal man in una società alienante. Era perfetta. Dura e grezza. Uscii dallo Zoppo con la maglia di Unknown Pleasure e corsi da Ricordi per acquistare quel disco. Ecco, Unknown Pleasure fu un pugno nello stomaco (e un compagno scomodo) quasi necessario per quella fase della vita così complessa che è l’adolescenza.

A livello musicale le mode vanno e vengono con estrema facilità: secondo te, come mai il mito dei Joy Division è ancora così vivo, come questo evento dimostra?

Ian Curtis ha insegnato al mondo che la profondità e l’arte prescindono dalla forma, un’attitudine punk svincolata completamente dal virtuosismo. Il tetro quadro dipinto dalle parole e dai testi di Ian Curtis è rimasto intatto così come il suo ricordo. Il Gothic Rock  che nasce come costola del post punk, ha sconvolto i piani di innumerevoli band e riascoltando i dischi dei Joy Division riesco sempre a trovare “genialate” arrangiative e melodiche riscontrabili nella musica attuale.

Piccole anticipazioni sulla scaletta?

Suonerò con la loop station alcuni brani dei Joy Division e (non me ne vogliano i puristi) renderò omaggio anche ai New Order, ma non vi dirò di più.

Parliamo anche di stile: quale maglietta di Vedo la gente Joy Division preferisci?

La maglia che preferisco è quella che Ivan mi REGALERA’ martedì sera… le promesse vanno mantenute!!!!

Qui tutte le info dell’evento.

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