Aspettando Roma Plays Joy Division |Weird

Martedì 31 Maggio a Le Mura Vedo la gente Joy Division festeggia il secondo compleanno e per farlo come si deve ha chiamato a suonare alcune delle realtà più interessanti delle Capitale: tutte in fissa con Ian Curtis e soci. Gli abbiamo fatto qualche domanda, giusto per ingannare l’attesa. Proseguiamo con i Weird.

Da musicisti, quale pregio, quale caratteristica ammirate di più dei Joy Division?

Marco: “In primis la capacità di trasmettere emozioni forti attraverso canzoni strumentalmente e strutturalmente molto semplici. Dopodiché un suono assolutamente riconoscibile e all’avanguardia per l’epoca, che ha ispirato tanti gruppi che tutti noi oggi amiamo, per dirne una: alcuni suoni di tastiera o di basso risalenti al finale di carriera dei Joy Division anticipano di quasi una decade cose che possiamo ascoltare su dischi colossali come Disintegration dei Cure”.

Avete un bel ricordo, un momento della vostra vita, che ha avuto i Joy Division come colonna sonora?

Massimiliano: “L’unico momento della mia vita che ha avuto i Joy Division come colonna sonora riguarda la prima volta in cui li ascoltai: era la fine del 2011, avevo 15 anni e da pochi mesi avevo cominciato a creare quella che a oggi è la mia cultura musicale. Andavo a scuola molto lontano e ogni giorno affrontavo un viaggio di oltre tre ore nel quale ascoltavo tutta la musica che Marco mi consigliava in quel periodo. Una mattina (molto nebbiosa e piovosa a quanto ricordo) vidi sul mio IPod una copertina che mi colpì all’istante… Era Unknown Pleasures. Iniziai l’ascolto di quello che successivamente divenne uno dei miei dischi preferiti e rimasi subito folgorato dall’apparente inconciliabilità tra testi e musica. Fu l’ascolto giusto al momento giusto, fu amore fin da subito».

A livello musicale le mode vanno e vengono con estrema facilità: secondo voi, come mai il mito dei Joy Division è ancora così vivo, come questo evento dimostra?

Giovanni: “Sicuramente è frutto del personaggio leggendario che è diventato Ian Curtis, dell’immaginario che si è venuto a creare intorno a questa figura controversa e misteriosa. Così malinconico e doloroso in quel che diceva ma così esplosivo sul palco. Ma è anche dovuto al fatto che è un gruppo che ha ottenuto importanza storica in via postuma e che è riuscito a lasciare un marchio così forte con soli tre anni di vita e due album all’attivo, e allora partono i fatidici “cosa sarebbe stato se”. Ma, soprattutto, perché sono stati i veri capostipiti di un genere. Tant’è che la new wave revival dei primi 2000, capeggiata da Editors e Interpol, alla fine a chi fa riferimento? Chi riprende? La risposta è scontata”

Piccole anticipazione sulla scaletta?

“Pescheremo da entrambi gli album e oltre. Stiamo preparando un gran finale per coinvolgere tutto il pubblico. Ci saranno un sacco di amici, sarà bello”.

Parliamo anche di stile: quale maglietta di Vedo la gente Joy Division preferite?

Marco: «Albano e Romina, mi piace il bianco e nero».

Massimiliano: «Mi schiero con Costanzo e Maria, a parer mio sono la coppia più Joy Division di sempre».

Giovanni: «Io faccio i giorni pari una, i giorni dispari l’altra. Sono eternamente indeciso»

Qui tutte le info dell’evento.

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