Astro Festival | Moderat e le Stelle

Milano non è certo la città ideale per passare una notte a fissare il cielo e le sue stelle. Ma Milano, così come fa spesso, se ne inventa di ogni per far si che questo accada. Sabato notte le stelle le vedevamo tutti al circolo Magnolia, ed erano tantissime.

Mi sono sempre chiesto quante sfaccettature abbia la frase: musica da viaggio. Se ci si riferisce a quelle canzoni ideali da ascoltare guardando dal finestrino di un treno, o a quelle che ti fanno compagnia mentre guidi la tua macchina per le strade sperdute di una campagna, o se son quelle che fluttuano con te in volo su un aereo, o semplicemente sono quelle melodie che quando chiudi gli occhi ti portano ovunque tu in quel momento voglia essere, e la maggior parte delle volte si recano nei meandri delle nostre anime.

Ecco, non riesco e forse non riuscirò mai a dare un significato più valido o più veritiero dell’altro, ma Sabato sera la mia mente si è staccata dal corpo, ed è stato un viaggio bellissimo.

Era difficile per me andare all’Astro festival per un paio di motivi: il weekend prima avevo visto qualcosa di incredibile all’autodromo di Monza (sicuramente avrete capito di che cosa si tratta), il sabato seguente andrò a Modena, precisamente Modena Park (e credo che anche in questo caso capirete), inoltre avevo lasciato il Magnolia l’ultima volta, si pieno di musica, ma con un vuoto forse maledettamente incolmabile, insomma senza menate, quindi Moderat & Co. avevano nei miei confronti una responsabilità non indifferente, pur non sapendolo.

Il torrido caldo che a valanga si è rigettato sulla penisola in questa prima fioritura estiva devo dire che a differenza di molti ha rallegrato la mia giornata, mi piace l’estate, mi piace ascoltare i concerti in estate, e mi piace l’idea di gettarsi litri di acqua addosso durante un festival.

Mingo porta a tracolla la sua reflex (in allegato all’articolo troverete le sue foto) e mentre aspettiamo il resto della compagnia ci giriamo intorno fra una birretta e un’altra, nei tre palchi che garantiranno lo spettacolo della serata.

L’Astro Festival sbarca a Milano, al Circolo Magnolia per la sua seconda edizione, con una line-up non da meno, anzi, rispetto all’anno scorso, dove il festival si è tenuto a Ferrara.

I Clap ! Clap! Con la loro elettronica suonata fanno muovere i primi bacini e grondare le prime gocce di sudore dalla fronte della gente già presente e che come uno stormo di rondini continua ad arrivare annidandosi sotto i palchi e ai banconi del Magnolia.

Ad accendere definitivamente la serata ci pensa il producer Londinese Gold Panda che arde le prime fiamme della serata e già le stelle si mostrano brillare.

Ma sono le 22:30 circa e l’attesa per il gruppo più atteso della serata si fa incalzante.

La fusione fra Apparat (Sascha Ring) e i Modeselektor ( Gernot Bronsert e Sebastian Szarzy) direttamente dalle strade berlinesi, sbarca al circolo Magnolia. I Moderat si presentano, e come il capotreno quando fischia per avvisare i passeggeri dell’imminente partenza, già dal primo brano sembrano urlarci con vibrazioni elettroniche in faccia: «I passeggeri sono pregati di salire a bordo, il treno per l’inconscio è in partenza dal binario dell’Astro festival »

L’elettronica, la techno, i suoni tetri, gli effetti quasi erotici, le venature esotiche, la perfezione dell’insieme, smuovono gli animi del pubblico che trascinati dalla musica e dalle parole della band berlinese, comincia ad ondeggiare come un surfista su di un onda altissima, e così come lui da lassù riesce a vedere gli orizzonti più lontani.

Il live ci parla molto dell’ultimo disco III uscito nell’Aprile dello scorso anno, senza mancare di avere i suoi picchi massimi nei pezzi più conosciuti come “A new error”, “Rusty Nails” e “Bad Kingdom”; il suono è sempre pulito e lineare, il concerto scorre lentamente e delicatamente come seta. Se c’è una pecca, non da trascurare, nel live dei Moderat è la mancanza di strumenti “veri” e poca presenza scenica sul palco, tutto furbamente compensato dall’impeccabile gioco di luci che si muove sui confini dello psichedelico e la malizia che si genera nell’osservarle. Come è compensato dal fatto che, ad un concerto dei Moderat io vi consiglierei di chiudere gli occhi spesso, così oltre al piacere che vi porterà farlo, se siete tra quelli che preferiscono veder suonare degli strumenti “veri” non vi accorgerete della loro assenza. Altra pecca della serata, come succede spesso nelle zone dell’idroscalo di Milano è la mancanza di mezzi di trasporto per il ritorno, specialmente nei giorni dei concerti, e soprattutto perché il circolo Magnolia si è confermato essere ancora una volta una delle più belle location italiane .

Dopo la band elettronica tedesca il festival ci regala altre emozioni, come il dj-set di Daniele Baldelli e dell’attesissimo Dj Dixon che alzando leggermente le frequenza della sua techno, ci mantiene ancora un po’ sulle stelle.

L’Astro festival anche il secondo anno ha raggiunto il suo obiettivo, confermandosi essere un evento già di altissimo livello, la serata nell’iperspazio circondati dagli astri è terminata, e come al solito la regola è ancora valida: ogni concerto vorrei non finisse mai, perché solo la musica puo’ distoglierti dalla realtà e permettere che le cose non abbiano una fine.

«This is not what you wanted. Not what you had in mind» l’ho gridata anche io stasera al cielo, mentre goffamente, mi muovevo barcollante, con gli occhi chiusi e le braccia che ondeggiavano, eppure ero esattamente dove, come e con chi avrei volevo essere.

 Eppure era tutto quello che volevo, tutto quello che avevo in mente.

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