Atlantico Live goes indie: Pete Doherty live a Roma

Devo premettere due cose prima di parlare di ciò di cui parlerò: 1) avrei preferito di gran lunga vedere Pete Doherty agli inizi della sua carriera artistica nei Libertines, o nel 2006 con i Babyshambles al Piper di Roma; 2) mai mi sarei aspettato uno show di tale livello da parte di un artista più famoso sia per il gossip rocambolesco (e decisamente rocchenroll) che per le canzoni che ha scritto -e le canzoni che ha scritto hanno, diciamo, un “discreto” successo-.

Il 9 Febbraio, all’Atlantico Live, Doherty sale sul palco alle 23 e qualcosa, come prevedibile, preceduto da una già annunciata band di supporto, i romani Deadbeats che, ‘oasisgiando’ senza infamia né lode, ci fanno passare una mezz’oretta di cui mi è rimasto ben poco (se non le ultime canzoni decisamente migliori delle altre); e da una tipa stranissima presentata dallo stesso libertino, che, invece, facendoci anche una certa pena, ci porta pericolosamente verso lo scavallamento di una soglia di sopportazione già arrivata a livelli importanti. Tornando a noi. Il buon Petey ci offre un’oretta circa di spettacolo, spaziando dai classici dei Libertines ( What Katie Did, Don’t Look Back in to the Sun…), passando per quelli del periodo Babyshambles (Albion, Fuck Forever), per arrivare al lavoro solista di Grace/Wasteland (Arcady…) e pezzi inediti che, probabilmente, faranno parte dell’ultima prossima uscita discografica di Doherty.
Che dire… Mi è piaciuto da morire! Viste le foto più recenti, pensavo di trovarmi davanti un Doherty spaccato da droga e alcol, ma invece, a vederlo da fuori, stava bello tranquillo e piuttosto in forma (sebbene si, fatto come una pigna). Ha suonato bene tutti i pezzi, con la sua aria sfattoneggiante/innocente che coinvolge tutti e fa avere ad ogni ragazza un orgasmo appena si avvicina al microfono e apre bocca. E’ stato un concerto strano da raccontare, come è strano il fatto che l’Atlantico era bello pieno e tre quatri delle persone sapevano si e no tre canzoni a memoria dall’inizio alla fine, e sicuramente tutti i motivetti che venivano intonati a mò di coro dai presenti. Pete Doherty è un artista/icona, e lo si capisce dal fatto che la gente va ad un suo concerto perchè vuole vedere LUI, non vuole sentire la sua musica. Vuole dire “cazzo ho visto quel figo di Doherty!”, ma se poi gli chiedi in quale gruppi abbia militato, simpatiche ragazze rispondono “ma è facile, nei LIBERTAINS”…
A mio avviso, però, è veramente un ottimo musicista ed un eccezionale “one-man-show”, a cui basta una stupida chitarrina e canzoncine spensierate (nonchè tutto il background di gossip e blablabla) per far pendere un pubblico piuttosto numeroso dalle sue labbra. In ogni caso, gran bella serata!

In alternativa, c’erano gli Indie Boys Are For Hot Girls al Circolo degli Artisti per La Tua Fottuta Musica Alternativa, ma di fronte ad un personaggio del calibro di Doherty, preferisco mettere la musica indipendente/emergente/underground/comevoletevoi in secondo piano e ringraziare Smash It, per aver prodotto il concerto, e Touch The Wood e Freack&C. per pre e post show.

Indie-Hypstertipi, ve ne prego, non odiatemi per questo!

Yeah, M.C.

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  • lo so benissimo che ne ha fatti due di pezzi inediti. “Stupida chitarrina e canzoncine spensierate” sono un modo simpatico di rendere l’idea di com’era il live, do un gran peso sia alla chitarra che alle canzoni bellissime che scrive ma che, invece, suonate in acustico solo da lui, sembrano “sceme” seppur stracolme di significato ed emozioni . Conosco bene doherty e la sua musica. Mi piace molto quindi non direi mai cose negative sul suo conto. Non ti arrabbiare 😉

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