Atoms For Peace: Amok. Inutile pippa mentale

thom yorkeVorrei usare questo articolo per fermarmi un momento a riflettere sugli ultimi dieci anni dei Radiohead. Da Hail To The Thief (2003) ad Amok degli Atoms For Peace (2013) passando per The Eraser firmato da Yorke solista (2006).
Insomma ce li ricordiamo tutti Ok Computer e Kid A, e quando quindici anni dopo, con sei album fra una collaborazione e un’altra, ai concerti la gente continua ad aspettare i pezzi di quei due dischi, c’è qualcosa che non va.
Ogni volta che esce un disco di Thom Yorke, dei Radiohead, o di qualcosa del genere, tutti lo compriamo (Amok è slittato subito in testa alle classifiche europee), lo ascoltiamo e spesso rimaniamo delusi, o parzialmente appagati (come per In Rainbows, l’unico punto di luce in tanti anni). Così a un certo punto guardi la data, ti fai due conti e boom. Sono passati dieci anni dal primo vero errore di questa band. Da li in poi si sono presentati due fattori: la totale devozione – della band quanto del pubblico – per il leader e la pericolosa e a quanto pare irrimediabile china verso una musica insipida ed insignificante.
Sulla leadership c’è poco da dire: Yorke significa Radiohead. Non ci sono i Radiohead ma c’è Yorke, sempre di Radiohead parliamo. Difficile sostenere il contrario, visto che fra lui, che scrive, suona, canta e “dirige” gli arrangiamenti della band, e Nigel Goldrich, produttore, responsabile del suono in toto e dell’elettronica, che Yorke si porta sempre dietro, c’è circa l’80% del gruppo.
Sulle scelte musicali invece ce n’è per tutti. L’eccentricità forzata, l’influenza della dubstep, le ambizioni da cantautore epico dell’era dell’elettronica, l’anti-fruibilità ricercata e – come Yorke stesso definisce la sua musica – la spigolosità delle canzoni, ci ha regalato ben poche perle e parecchie profonde delusioni. Non funziona insomma, non funzionano questi album, chiamatevi Radiohead, chiamatevi Thom Yorke, chiamatevi Atoms For Peace ma il concetto non cambia. Non funzionano cambiando il nome, non cambiando la formazione, non funzionano mettendo un gruppo di superstar intorno ad un talentuoso leader (gli Atoms sono una all-stars-band con Flea e Mauro Refosco dei Red Hot Chili Peppers, il già citato Goldrich e Joey Waronker che è passato dai R.E.M.), non funzionano dal vivo con degli show freddi, inevitabilmente tecnici, non funzionano come musica elettronica, perché le influenze e velleità di Yorke sono comunque nel pop/rock e nell’elettronica c’è sperimentazione molto più avanzata e più apprezzata, non funziona come pop – men che meno come rock – una musica che con sei album lascia nella memoria delle persone (e delle classifica) un numero di canzoni pericolosamente vicino allo zero.
Atoms for peaceCosì nasce l’ennesimo progetto. Come ho già detto una superstar band, costruita da turnisti ad hoc per suonare The Eraser dal vivo, e un intrigante Yorke apparentemente pentito con un’intervista a Rolling Stone dove afferma di essere stufo della musica del PC e di avere voglia di avere una band intorno per provare, per essere contraddetto insomma, sono gli ingredienti principali degli Atom For Peace.
L’ennesimo progetto intrigante, fallito, ancora una volta, dopo il primo ascolto. Come ha scritto di recente un nostro redattore, smorzando la mia già flebile aspettativa, è un disco buono solo per i feticisti di Yorke.
In attesa del tour che porterà questo progetto dal vivo (anche a Rock In Roma), potete ascoltare in streaming questo disco e decidere che magari, stavolta, la pippa mentale di Thom Yorke, nonostante un paio di canzoni azzeccate (Default su tutte), non merita nemmeno di essere comprata.
F.B.

Autore: Atoms For Peace
Titolo: Amok
Etichetta: Xl Records

AmokTRACKLIST
1 – Before your very eyes
2 – Default
3 – Ingenue
4 – Dropped
5 – Unless
6 – Stuck together pieces
7 – Judge, jury and executioner
8 – Reverse running
9 – Amok

 

5 Comments

  • mah. io certe volte rimango allibito dai vostri articoli. non voglio entrare nel merito, perché ognuno fa le sue valutazioni, ma come si fa a dire che i Radiohead, nel caso specifico Yorke, non fanno bei lavori da dieci anni quando in mezzo ci sta – quanto meno- In Rainbows? che tu stesso citi con sufficienza, ma che inscritto nella loro carriera è un disco meraviglioso, un ritorno al pop di gran classe. come cazzo si può dire che in questi dieci anni abbiano lasciato in classifica e nella memoria un numero di canzoni vicine allo zero quando praticamente l’intera tracklist di In Rainbows ha alcuni fra i pezzi più celebri dei Radiohead… ma passiamo oltre… passiamo oltre e diciamo che ‘sticazzi delle classifiche’, sticazzi della memoria e che è difficile trovare una band che ha fatto quello che hanno fatto i Radiohead in carriera, soprattutto contestualmente al frammentato panorama musicale degli ultimi vent’anni. Andando sugli Atoms for Peace… beh secondo me non è un capolavoro, ma un disco estremamente elegante, come comunque non ne escono molti. Chiaramente non è epocale come James Blake, o spendibile come gli XX, ma questo è assolutamente irrilevante perché non è sempre necessario (e possibile) fare ‘Kid A’.

    Per altro questa stroncatura mi sembra sproporzionata rispetto ai giudizi positivi che vengono dati di band francamente discutibili e di scarsissimo valore. VI MERITATE I FOO FIGHTERS

  • Scusate ma i pezzi dei Foo Fighters non sono scritti all’80% da Thom Yorke e Nigel Goldrich, fral’altro se non ricordo male Thom Yorke gli registrava le batterie nei dischi, e mi ricordo quell’intervista a Dave Grohl in cui lui parlava della connessione ADSL che scroccavano sempre a casa Yorke…Comunque forse hai ragione, è meglio il disco delle Las Ketchup che fral’altro stanno per fare una reunion!

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