Aucan live: Roma droppa!

Molto probabilmente non sono la persona più adatta per scrivere un articolo sulla musica elettronica, ma visto che nessuno della redazione poteva andare, visto che l’accredito era a nome mio, e visto che avevo la pulce nell’orecchio da un po’, sono andato io a sentire il live degli Aucan.

L’organizzazione si era raccomandata di arrivare puntualissimi che alle 10 spaccate il terzetto bresciano avrebbe attaccato, ma, come previsto, la serata è iniziata alle 10.40. Un paio di birre, due chiacchiere con amici e decidiamo di entrare. La sala del Circolo degli Artisti – che al nostro arrivo era praticamente vuota- strabordava. Ancora qualche minuto e via, giochi di luci (pazzeschi), musichetta di sottofondo, la gente si fomenta, entrano gli Aucan. Batteria, basso, chitarra, synth. Avevo sentito qualcosa qua e là e la loro elettronica mi sembrava abbastanza tranquilla e ok. Ma questo è il tour di “Black Rainbow Remixes”, che non è così tranquillo come lo era il precedente. I tre attaccano a suonare.

WOW.

Ci ritroviamo in una serata di dubstep suonata dal vivo. Dal vivo. No piatti/cdj e mixer. Strumenti veri. Bello, molto bello. Divertente, molto divertente. Le casse pompano e il suono travolge tutti, il batterista picchia come un dannato, e il cantato spezza e rende il tutto “concerto”, non una serata in discoteca. I ragazzi non si fermano mai, neanche un minuto, e la platea sembra creare un’onda continua di teste che non possono fare a meno di droppare (mi pare si dica così in gergo) su basi potentissime. Non posso di certo mettermi a dare un giudizio sui singoli componenti perchè non sarebbe realistico. Il complesso, però, suonava da paura. E tra l’altro mi piace da morire l’idea che musica elettronica venga suonata così bene anche con strumenti, non solo con sintetizzatori e roba elettronica. Il concerto, per quanto fossero diversi gli stili, mi ha dato la stessa carica e lo stesso impatto della prima volta che vidi un live set dei Bloody Beetroots (Live Death Crew 77), e questo, per quanto mi riguarda, fa guadagnare agli Aucan punti extra a palate. E poi un pò di italianità cazzo! Fa piacere sapere che con l’elettronica anche gli italiani riescono a farsi valere nel mondo!

Unica pecca della serata si rivela essere la durata della performance ( più o meno un’oretta o poco poco più) e l’invocatissimo bis a fine session. Peccato davvero.

In conclusione: gli Aucan vincono tranquillamente a mani basse. Black Rainbow Remixes è una bomba rara, e consiglio spassionatamente a tutti di andare a sentirli live quanto prima.

Yeah, M.C.

AUCAN
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