Balcony TV Summer Fest @Monk 17/07/2016

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Aria di festa, atmosfera sempre più estiva e tanta voglia di ascoltarsi a vicenda sdraiati su colorate sdraio: questo è quello che si respirava domenica pomeriggio al Monk per la BalconyTV Summer Fest!

BalconyTV Summer Fest e’ arrivato alla seconda edizione e il producer di questo format nella versione romana, Fabio Gandolfi,  ci racconta com’è nato e come si è evoluto.

Quando e come nasce l’idea di Balcony TV e cosa ti ha spinto a concepirlo?

L’idea del format è nata in un appartamento di Dublino 10 anni fa, dall’idea di Stephen O’Regan e i suoi amici. L’idea è piuttosto semplice: una balcone, una (bella) vista sulla città e una band. Da youtube, che era nato da pochi anni, si è creato un buon seguito e, pian pianino nel resto d’Europa e del Mondo, altre persone hanno seguito il progetto di Stephen che si è ingrandito sempre più, diventando un vero e proprio format per il web. Tante le band, anche note a livello internazionale, che hanno partecipato, in giro per il mondo, a questo format. In italia Balcony TV c’è solo da tre anni, i primi sono stati i ragazzi di Messina, poi noi e così via. A livello internazionale Balcony TV è cresciuto sia a livello di popolarità che per quantità di produzioni giornaliere: recentemente BTV ha anche vinto un premio da YouTube per aver superato i 100 mila iscritti alla pagina. Sono piccole/medie soddisfazioni, ma la famiglia cresce ed è un piacere. Ovviamente cresce anche il team che si è allargato nel corso degli anni proprio perché non gestisco tutto da solo! Con me ci sono Mica (Rachel Pellarini) che presenta i vari gruppi, Emanuele (l’operatore), Serena (la fotografa) e Massimiliano (il fonico).

Cosa può dare in più alle band a livello di visibilità o immagine?

Credo che, essendo un format internazionale, può dare la possibilità a diverse band valide, di avere più visibilità, sia a livello di pubblico che a livello di etichette discografiche, management, booking, che possano essere interessate a produrre e seguire l’artista magari ad un livello più professionale. Questo forse vale soprattutto in Italia, dove credo ci siano meno possibilità rispetto all’estero per poter campare di musica e di arte in generale, soprattutto se sei un artista indipendente. Oggi più che mai il discorso legato alla musica indipendente è sempre più labile, forse perché c’è più musica che viene prodotta in maniera autonoma e anche di qualità (forse troppa?!), i gusti e i generi cambiano nell’arco di una o due stagioni, e quelli che hanno davvero i soldi per produrre e seguire un artista in toto sono sempre meno o comunque cercano di investire in base alle scelte del pubblico.

Immagina una città nel mondo e una band . Dove e con chi gireresti una puntata di BalconyTV?

Mi piacerebbe molto Toronto o Vancouver, perché da quasi dieci anni sono un po’ innamorato del Canada e molta musica che ascolto e ho ascoltato negli ultimi 15-20 anni viene da lì. Tra gli artisti con cui mi piacerebbe fare Balcony TV potrei citarti tre canadesi come City and Colour, Northcote e Spencer Burton, oppure altri artisti di oltre oceano come Bon Iver, Owen e perché no, Taylor Swift… oppure William Fitzsimmons, che di Balcony TV ne ha fatti tantissimi, ma nessuno in Italia e… sarebbe bellissimo con Taylor Swift e i Foo Fighters (anche insieme)… Di Italiani? E’ un po’ di tempo che “corteggio” Tre Allegri Ragazzi Morti, Perturbazione e il buon Roberto Angelini, ma anche Bianco, Levante e Coez. Mi piacerebbe invitare amici come Rancore o i Minnie’s di Milano, e sarebbe il top con Max Pezzali in versione unplugged e Gianni Morandi voce e chitarra acustica… all’estero non capirebbero.. 

Intanto i live procedono sotto il sole e poco dopo sotto le stelle, con la bella Mica collegata a Radio Kaos Italy che racconta l’evoluzione della serata mentre sul palco si alternano i vari musicisti. Ritroviamo i nostri amati ragazzi della Scala Shepard per i quali mi sento di dover lanciare un appello rivolto a tutti gli organizzatori di festival e serate estive: per favore evitate di inserirli in scaletta nelle ore in cui è ancora presente la luce del sole perché la dolce ed eterea Claudia mi si liquefa o prende fuoco totalmente fino a svampare nell’aria e per quanto sarebbe bello e a tratti romantico respirare parti di lei come se fosse polvere di fata magari almeno per qualche anno proviamo a farla rimanere intatta sul palco. Emilio Stella viene sempre più apprezzato dal pubblico romano che in qualche modo si ritrova nella realtà delle sue canzoni ; sorridono in parte divertiti e in parte malinconici perché quello di cui parla è per molti un boccone amaro da ingoiare. I Moon I Mean conquistano il movimento delle spalle e delle anche di tutti i presenti perché sarebbe impossibile rimanere fermi sentendo il loro sound; Viva Lion (in solitaria ) ci regala un po’ di vento fresco del Nord Europa.  Arriva poi DAP questa volta accompagnato da tre grandi musicisti ed è stata senza ombra di dubbio una delle rivelazioni meglio riuscite di tutta la serata.  Ci sono poi i nostri seguitissimi e pedinatissimi Mary in June accompagnati per questa occasione dalla tromba di Simone Arcangeli e riescono ancora una volta a stupire molti occhi e molte orecchie del pubblico.

Per il resto tanta bella gente,tanti tiri a canestro (che fa molto anni 90) , Ping pong e lunghe chiacchierate sul prato. Grazie a Fabio Gandolfi per l’intervista e per il look meraviglioso che ci ha regalato quel giorno, al resto del suo team che ha permesso la riuscita della serata e a tutti gli artisti che ci hanno regalato un saluto speciale e tanti sorrisi.

 

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