Le Orme e Banco: un tuffo negli anni ’70 in attesa del festival prog alla Casa del Jazz

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Come negli anni ’70, con lo stesso furgone giravano per tutta Italia, anche quest’anno Le Orme e il Banco del Mutuo Soccorso hanno suonato una serie di concerti estivi insieme. Il loro viaggio si concluderà l’11 settembre alla Casa del Jazz. Non potendoci andare, mi sono spinto fino a Labico, circa 60km da Roma, per vederli.La piazza gremita conferisce a un paesino del basso laziale come Labico il merito di organizzare eventi in maniera molto più efficace e razionale di molti locali di Roma, il pubblico, più giovane che anziano, conferma che il Rock Progressive italiano non solo è in fase di riscoperta, ma è diventato un vero e proprio cult.
Ovviamente in ritardo, ho perso buona parte del concerto delle Orme. Mentre il Banco l’ho visto suonare più e più volte, e quindi anticipo che sulla formazione sono assolutamente parziale, essendo uno dei miei gruppi preferiti, Le Orme no.

LE ORME – Orfani di Aldo Tagliapietra, frontman storico del gruppo, sostituito da Jimmy Spitaleri, cantante storico dei Metamorfosi, Le Orme si presentano con solo Michi Dei Rossi (batteria) della formazione originale e Michele Bon (tastiere) nel gruppo dal ’90. Gli altri tutti entrati dall’anno scorso: oltre al già citato cantante, Fabio Trentini (basso, chitarra, voce), William Dotto (chitarra) e Federico Gava (pianoforte, tastiere).
Il sound non perde, sicuramente non è come sentire un loro concerto nel ’72, ma le canzoni sono eseguite tutte perfettamente, con bellissimi giochi di tastiere. Inutile dirlo, si vede l’alto livello tecnico di ognuno dei musicisti. Il pubblico approva con applausi fragorosi e continue richieste del pezzo Felona.
Dopo Gioco di Bimba e un paio di bis “più pop” – come hanno ammesso loro stessi, senza essere approvati dal pubblico che evidentemente voleva un concerto di Rock Prog puro – Le Orme, o quel che ne rimane, lasciano il posto al Banco, decisamente, il fulcro della serata!
BANCO DEL MUTUO SOCCORSO – E allora arriva il Banco con – ovviamente – il fondatore Vittorio Nocenzi alle tastiere,
Francesco “Big” Di Giacomo alla voce e la formazione che li supporta da ormai molti anni: Tiziano Ricci al basso, Filippo Marcheggiani alla chitarra, Maurizio Masi alla batteria e Alessandro Papotto ai fiati. Assente uno dei tre della formazione storica, Rodolfo Maltese, ormai da tempo colpito da un cancro contro cui sta ancora combattendo.
Il gruppo apre con Traccia e Il Ragno, dopo di che comincia una lunga digressione sull’album Darwin, sicuramente il maggiore del gruppo, di cui suonano Cento Mani E Cento Occhi, La Conquista della Posizione Eretta, L’Evoluzione e 750000 anni fa…l’amore?. A sorpresa suonano anche Canto Nomade per un Prigioniero Politico, dall’album Io Sono Nato Libero, che in tanti concerti non avevo mai avuto il piacere di sentire dal vivo. Fin qui tutto bene, anche se l’assenza di Maltese – che si poteva intravedere nel retropalco ascoltare il concerto – si sentiva parecchio. Nocenzi è come sempre il frontman della band, occupandosi di piano, tastiere, synth, seconde voci e dirigendo nel frattempo tutti gli ingressi e le uscite della band (anche se, nel prendersela con un fonico per un problema con la voce in spia, alimenta la fama che lo vuole sì come fra i musicisti più preparati, ma non fra i più simpatici e disponibili).
A concerto inoltrato, Di Giacomo introduce un altro membro: “Un concerto del Banco, ora, non potrebbe finire senza Rodolfo Maltese”. Ed è così che anche il chitarrista sale sul palco per suonare la seconda chitarra in R.I.P. apparendo, purtroppo, molto fuori forma. Complice la scarsa presenza di Maltese, o forse l’emozione di averlo sul palco, R.I.P. si rivela un disastro: a metà canzone il gruppo si perde sul 5/4 che ha fatto la storia del Progressive italiano, recuperando sempre sotto la vigile direzione di Nocenzi.
FINALE – A questo punto la serata non è ancora finita: torna sul palco Jimmy Spitaleri con Big Di Giacomo e così si mischiano i gruppi per due esibizioni che rimangono due vere e proprie chicche: Sguardo verso il cielo, suonata dalle Orme e cantata da Di Giacomo, e Non Mi Rompete a gruppi uniti. Ovviamente Cheap Sound ha i video di queste esibizioni, oltre ad altri video della serata, che potete trovare, oltre che in fondo a quest’articolo, anche sul nostro canale Youtube.
Finisce il concerto che si ripeterà l’11 settembre a Roma, con l’assegnazione di una targa a Francesco Di Giacomo da parte del comune di Labico. Consiglio di andare alla Casa Del Jazz domenica prossima a vedere questi due gruppi storici del Rock italiano, soprattutto per chi crede che dove ci sia la parola Rock non possa esserci la parola Italia. Tanti musicisti importanti, grandi tecnici e una musica a cui molti gruppi devono qualcosa (a partire dai Dream Theatre).
F.B.

I VIDEO DELLA SERATA
Le Orme – Gioco di Bimba
Banco Del Mutuo Soccorso – L’evoluzione, La Conquista della posizione eretta
Le Orme con Francesco Di Giacomo – Sguardo verso il cielo
Banco Del Mutuo Soccorso con Le Orme – Non Mi Rompete

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PROGRESSIVAMENTE FESTIVAL

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