Apriti Sesamo: un testamento musicale di sincretismo religioso

Franco Battiato

Quando ho ascoltato l’ultimo lavoro di Franco Battiato mi sono trovato di fronte ad un’opera molto complessa.
Al primo impatto, l’aspetto che risalta immediatamente agli occhi dei vecchi estimatori di Battiato, è una certa diversità rispetto ai precedenti album, aspetto che lui è sempre attento a curare per dare un costante tono di innovazione alla sua musica.
I brani sembrano però essere molto simili per gli arrangiamenti, a parte dove si può notare qualche breve inflessione elettronica, composta perlopiù di arpeggi ondulatori sintetici.
Spesso il ritmo è incalzante, ci sono giochi di archi, tastiere, chitarre (la cui presenza non è mai scontata se si parla di Battiato).
Le melodie sono invece particolari, si notino anche solo i cromatismi di Apriti Sesamo!
La voce di Battiato, che già da tempo si abbandona prevalentemente a interpretazioni quasi sussurrate, rimane sempre in un registro parlato, eccellentemente registrato, ma che crea dinamiche interessanti proprio grazie alle sequenze di accordi su cui si posa.
Il singolo è Passacaglia. Questo vanta un videoclip che somiglia a quelli realizzati dai ragazzini per i loro idoli canori, con testo annesso. Sarà una loro presa in giro? Qualora non lo fosse avrebbe decisamente surclassato la bruttezza del video di Le Aquile Non Volano A Stormi.
Per non parlare del raccapricciante video promo in cui la sorella di Sgarbi canta  la canzone, quando questa era ancora inedita, seduta in auto.
Ad ogni modo la canzone può risultare piacevole, è un omaggio al compositore del ‘500 Stefano Landi.
Tutto l’album è intriso di forti riferimenti artistici: Apriti Sesamo è una trasposizione della fiaba Alì Babà e i 40 Ladroni da Le Mille E Una Notte.
Caliti Junku inizia intonando l’aria Che farò Senza Euridice dall’Orfeo di Willibald Gluck e citando il Per aspera ad astra dall’Ercole Furioso senecano.
Testamento fa riferimento ai Vangeli e cambia il passo dell’Inferno di Dante riferito a Ulisse in Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtude e conoscenza.
Sembra che tutto l’album sia un vero e proprio lascito spirituale di Battiato ai posteri, un suo ultimo soffio vitale.
Il cantautore catanese impone all’ascoltatore il concetto orientale di reincarnazione, come universalmente assodato.
L’operazione è difficile, consisterebbe in un mix di filosofie e culture prese da luoghi sparsi del pianeta, racchiusi nell’inconfondibile pop di Battiato.
Non si limita più ai vecchi efficaci elenchi di popolazioni lontane, adesso sono interi concetti a venire espressi in prosa, forse non immediatamente afferrabili (aspetto che non lo ha mai preoccupato).
Riconosciuto estimatore del Sufismo, ma non ligio agli schemi di una classica religiosità definita, Franco Battiato vuole trasmettere l’importanza della meditazione e della preghiera per la riconciliazione con se stessi in Un Irresistibile Richiamo.
Quand’ero Giovane riprende un po’ la visione disincantata della vita nella sua semplicità essenziale come veniva raccontata nei vecchi testi, con un’aggiunta di malinconia per il passato e la consapevolezza di avere ormai conquistato la maturità.
Ne Il Serpente mette in evidenza la concezione del denaro che “striscia” corrompendo la società, come se fosse una problematica prettamente occidentale (lo è?).
‘Eri Con Me’ ma io non ero con te… (ero in un’altra esistenza?)
Ci rimane solo di uscire dalla Polvere del Branco e aspettare l’Aurora!
A.P. 

Autore: Franco Battiato
Titolo: Apriti Sesamo
Etichetta: Universal

TRACKLIST
1 – Un Irresistibile Richiamo
2 – Testamento
3 – Quand’ero Giovane
4 – Eri Con Me
5 – Passacaglia
6 – La Polvere Del Branco
7 – Caliti Junku
8 – Aurora
9 – Il Serpente
10 – Apriti Sesamo

FRANCO BATTIATO
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