Fuori le mura, Beniamino Noia e l’incontro tra il pop e l’elettronica

C’è sempre qualcuno in Italia che si dedica ad ogni tipo più disparato di elettronica, bisogna solo scovarli. In questo caso, è stato Beniamino Noia, nome d’arte per Paolo Tizianel, a scovare noi, mandandoci da Padova un ep di cui tutto si può pensare, ma che di certo non passerà inosservato.
Mi sono chiesto ripetutamente negli ultimi tempi, dovendo curare un blog di musica indipendente, dove fossero gruppi indipendenti che mischiassero il pop con l’elettronica, gruppi che si ispirassero al trip hop che tanto sembrava impazzare negli anni ’90. E questo è uno.
Quando parliamo di elettronica non si parla né musica da ballare, anche se di energia in alcuni pezzi ce n’è parecchia (1000 Lives,Paolo tizianel Asti) e nemmeno di un uso dell’elettronica come scorciatoia per produrre canzoni (un po’ come fanno I Cani per esempio), ma di una fusione, anzi, una ricerca di un punto di contatto fra la musica rock-pop e il mondo dell’elettronica tradizionale (quella, appunto, da discoteca). Così, Beniamino Noia, con l’ausilio di una loop station, una chitarra ed un basso, tira fuori un ep divertente almeno quanto interessante.
Il disco si apre con Cry, canzone che dà il titolo all’ep, che è un manifesto dell’album intero, sia nei pregi che nei difetti: i suoni dei loop sono ricercati, gli incastri studiati benissimo, la voce a tratti simpatica a tratti un po’ invadente, la chitarra dà un tocco di novità a questo genere di musica che, molto spesso, si avvale esclusivamente di strumenti sintetizzati.
Così il disco va avanti, per sette pezzi tutti diversi, raro pregio che Tizianel è fra i pochi eletti ad avere, che non nascondono in nessun caso una grande ricerca di suono. Come ho detto, la voce forse è il vero difetto di questo ep: già il genere – a mio parere – non si presta alle voci maschili, in più, certe volte la voce è esageratamente presente e rovina alcuni pezzi che potrebbero valere molto di più.
Indimenticabile la canzone di chiusura, North Beast, strumentale di due minuti e mezzo (che viene da chiedersi perché non “alloopparla” ancora di più?). Una vera perla nel panorama della musica indipendente nazionale.
Fra le altre critiche che farei all’ep c’è l’art work: il disco – autoprodotto, quindi comunque non ci si può aspettare molto – ha una brutta grafica, niente libretto, e una grafia che non rende immediato l’impatto con il cd. Non possiamo fare una colpa di questo a Beniamino Noia che, anzi, ringrazio, perché finalmente qualcuno ha voluto ricominciare una ricerca nell’elettronica che da un po’ è andato perduta.
Mi piacerebbe vedere dal vivo cosa è capace di combinare un musicista del genere, e spero prima o poi di poterlo vedere dalle nostre parti!
F.B.

Autore: Beniamino Noia
Titolo: Cry
Etichetta: Autoprodotto

TRACKLIST
1 – Cry
2 – Summer Rain
3 – Caught By Feelings
4 – Hollywood Party
5 – Asti
6 – 1000 Lives
7 – North Beast

BENIAMINO NOIA
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