BetterCallBelli #4: Monumento a Corgan

The Smashing Pumpkins

Elegia:

Nella letteratura classica, componimento in distici esprimente pensieri e sentimenti personali in tono malinconico. Nella musica, componimento di carattere sentimentale.

Ecco a voi un fiero figlio degli anni ’90. Precoce e frenetico, edulcorato dalla Mtv della stagione aurea. Se avessi voluto risentire una canzone, non sarei potuto andare su YouTube o Torrent, ma avrei dovuto lasciare la musicassetta vergine nel registratore dello stereo, che la radio la passasse. Quante attese… Più fortunato con i videoclip televisivi: tutt’oggi conservo le personali collezioni di VHS ottenute direttamente dal già citato canale, più Music Box e TMC2 (poi diventata Viva e subito dopo All Music). Ora, degno mestierante del 2.0, credo di essermi aggiornato e ho fieramente sottomesso ogni mezzo tecnologico e connettivo per sentire più musica possibile in tutte le sue più svariate forme: ciò non toglie la dolce nostalgia con cui ricordo i tempi dei primi e feroci amori adolescenziali.

Tale intro per presentarvi un gruppo che in quelle cassette c’è finito parecchie volte.

1035x704-smashingpumpkins-1800-1398783039Fino alle soglie del nuovo millennio esisteva una band prepotentemente arenata nell’Olimpo del Rock: gli Smashing Pumpkins. Gli anni ’90 (quelli veri, non le boyband e Beverly Hills) sono passati attraverso una manciata di dischi: uno di questi è senza la minima ombra di dubbio Mellon Collie And The Infite Sadness. Un monolite inscalfibile. La mole qualitativa di quel  doppio disco è impareggiabile e “Bullet with Butterfly Wings” è un inno che una determinata generazione porterà per tutta la vita. Quel ritornello urlato è uno dei momenti più potenti mai partoriti, ma la meraviglia di Mellon Collie sta nel miscelare in maniera bipolare – quindi estremamente intrinseca dell’animo umano – furia e dolcezza. Corgan sa sussurrare e sa gridare: facendo sempre e comunque centro. Lo dimostra un altro pezzo supremo, da brividi irripetibili come “Tonight Tonight”, immerso in quel arrangiamento classico e nell’annesso epico videoclip omaggiante Melies. In sostanza, ho amato tutta la prima produzione delle Zucche e capisco i puristi intransigenti quando reputano il vertice in Siamese Dreams. Essendo però un progressista reazionario, vi confido il mio disco preferito: Adore. Da buon Romantico sfociante al Gotico, non posso non esaltarmi nello sfogliare il corredo fotografico nerissimo e decadente di quell’album targato 1997. Lodo di quel lavoro soprattutto la capacità di Corgan nel cambiare registro e mettersi in gioco una volta raggiunti i plausi e gli allori. Se Mellon Collie era lo sfogo hardcore, Adore è stato la confessione dolente e vissuta di un amante tormentato. Niente più distorsioni; archi, momenti acustici e un’aria da camera ad avvolgere le diciassette perle. Proseguendo la parabola discografica, sono tutt’oggi tra i pochi a non sparare contro Machina \ The Machine of God. Lo difendo perché mostrava palesi i segni del crollo: Corgan era stanco e le zucche si erano completamente dissolte. Nonostante ciò, un pezzo come “Stand Inside Your Love” rappresenta il gioco che vale la candela.Purtroppo però il caro Bill non è riuscito a quietarsi in un silenzio ristoratore, e negli anni successivi ha prodotto lavori da solista e progetti di nuove band  ( Zwan) su cui è meglio sorvolare, per non guastarci l’appetito e la reputazione del progetto madre. Meglio come autore (vedi i lavori con la fiamma Courtney Love), ma la scintilla era persa, i compagni di battaglia morti e abbandonati e i fasti lontani. Corgan era rimasto solo. E lontano dalle orecchie di una generazione.

Fuck You (An Ode To No One)

2014-12-04_ent_5092199_I2La risalita: il proto-psichedelico Oceania – anche se le quattro tracce dell’ep American Gothic non erano affatto male – e ora con Monuments to an Elegy, anche se è stato un live a farmi capire il cambiamento del vento: il live del 2013 degli Smashing Pumkins al Rock in Roma. Aperti da un altro mostro quale Mark Lanegan, la band, rivista nella line-up, ha ricalcato con prepotenza i capitoli del proprio passato ricordando l’effettiva superiorità su un contesto musicale che vede parecchi cloni indegni degli anni ’90, e coetanei ridotti all’imbarazzo. Chi lo sa, magari rinvigorito dagli altri live infuocati in giro per il mondo, Corgan si è lasciato entusiasmare dalla risposta del pubblico ed è tornato a registrare. Monuments to an Elegy è un lavoro onesto e sincero, capace di offrire proprio ciò che un ascoltatore vorrebbe. Sono abbastanza realista da non pretendere più, dal caro Bill, i ruggiti del passato (anche perché li troverei abbastanza forzati in un quasi-cinquantenne), quindi accetto molto volentieri dei brani più sperimentali e coraggiosi. “Tiberius” è l’intro perfetto con quel piano e la schitarrata fragorosa, mentre la successiva “Being Beige” è una bellissima ballata farraginosa degna della migliore tradizione delle Zucche. “Anaise!” è più sbarazzina e apre ai ruggiti chitarristici di “One and All”, un brano che potrebbe essere uscito tranquillamente da un b-side di Mellon Collie. Con “Run2Me”, qualcuno storcerà il naso nel sentire la base elettronica quasi dance, ma andare avanti con la propria carriera vuol dire anche questo: ricordate quando Lanegan mise in Blues Funeral “Ode to Sad Disco”? Ecco. “Drum + Fire” è uno dei momenti più belli e compiuti: rimane subito impresso e rappresenta molto bene l’anima del Monuments. Eppure il mio prezzo preferito è “Dorian”: subito sembra un pezzo dei Cold Cave, e Corgan sembra aver seriamente imboccato la strada elettro-dark: ottimo! Monuments to an Elegy si chiude senza infamia e senza lode, raggiungendo una più che ampia sufficienza.

Da critico trovo il lavoro apprezzabilissimo, in cui convive la già citata bipolarità musicale di Corgan: non farà la storia della musica ma ci consegna uno step dignitoso di un personaggio cardine del rock attuale, che nel tempo aveva preso una strada terribile. Magari è un nuovo inizio. Non posso che augurarlo ad un tipetto così importante come Corgan, che nonostante gli alti e bassi ha capito come si combatte contro quel Vampiro spietato e implacabile chiamato Mondo: con la Musica.

Alessio Belli

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=149BY2WTPJI[/youtube]

 

MONUMENTS TO AN ELEGY
The Smashing Pumpkins

Martha’s Music/BMG

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1. Tiberius
2. Being Beige
3. Anaise!
4. One and All (We Are)
5. Run2Me
6. Drum+Fire
7. Monuments
8. Dorian
9. Anti-Hero

 

 

 

 

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