BetterCallBelli #10: Cronache dall’anno 2015

Better Call Belli #10 - classifica meglio best 2015

Amici miei, fidati lettori ed opportunisti di passaggio, eccoci al capitolo di BCB di fine anno dove vi racconto con sincera empatia, trasporto, velata superbia e arroganza cosa mi è musicalmente piaciuto di questo 2015. Non una classifica come per il 2014: le trovo oramai riduttive e non credo ci sia giustizia nelle graduatorie. Preferisco citare in maniera sparsa tutti i dischi che mi hanno entusiasmato. Da individuo dedito ad ogni forma di perdizione non ho avuto modo di ascoltare ogni lavoro prodotto in questi dodici mesi e così il giro è sempre lo stesso: indie, alt-rock\pop, cantautorato, wave e post-punk. Evitate di scrivermi alterati perché non avete trovato il disco di Kendrick Lamar. Inferiore al 2014, quest’anno ha sfornato comunque parecchi lavori notevoli e sicuramente almeno un paio me li porterò per tutta la vita. Quali? Indovinate. O proseguite con la lettura, decidete voi.
Detto ciò, troverete alla fine una gradevole appendice visiva in cui sono presentati i video più intriganti della stagione, come ciliegina per chiudere l’abbuffata musicale. Prendetevi poi il tempo di cui avete bisogno per smentirmi, criticarmi e suggerirmi i nomi che non ho trattato scrivendo alla solita mail alessiobelli1986@gmail.com. Per il resto, grazie del tempo dedicato a tale rubrica durante l’anno, sperando che sia ben maggiore nel 2016. Buon anno e un sincero augurio di passare più attimi possibili della vostra vita in compagnia di ottima musica.

 

 

Lana Del Rey, Hooneymoon

Una sconfinata tristezza. Un languore malinconico, un incedere di lasciva bellezza. Un capolavoro raffinato e avvolgente. Suicidio commerciale dedicato a chi la voleva una vittima del pop di plastica. Il trittico di versi di “The Blackest Day” chiarisce tutto:

«Because I’m going deeper and deeper,
Harder and harder
Getting darker and darker

classifica fine anno LANA DEL REY

John Grant, Grey Tickles and Black Pressure

Intenso, lirico, ironico. Isterismi dance anni ’80, arrangiamenti orchestrali e puro cantautorato: accostamenti per molti impensabili, ma non per lui. Grey Tickles and Black Pressure è un’altra catarsi, una confessione di livello purissimo sfociante in canzone eccelse. Grazie John.

«And there are children who have cancer
And so all bets are off
Cause I cant’ complete with that
So all bets are off.»

classifica di fine anno JOHN GRANT

 

The Soft Moon, Deeper

Un oscuro scrutare. Percorso inumano e terrificante  verso l’Abisso. Senza la minima via di scampo. Un gorgo di synth, un rimbombo di urla, una spirale sonora da cui non si esce indenni.

classifica di fine anno THE SOFT MOON

 

Courtney Barnett, Sometimes I Sit and Think, and Sometimes I Just Sit

Meritava un menzione solo per il titolo dell’album. Fortunatamente c’è parecchio di più. Courtney è un bel genietto del nuovo folk-rock americano e dopo tre ep quest’esordio la impone per direttissima tra i nomi cult del giro. Un disco estremamente ispirato, una verve sfociante in pezzi rockeggianti e altrettanti passaggi dolenti e malinconici. Avanti così.

classifica di fine anno COURTNEY BARNETT

 

New Order, Music Complete

Se fosse stato l’esordio di una giovane band ora staremmo tutti genuflessi. Quando la Vecchia Guardia non tradisce mai. Music Complete è un disco dove ogni accordo e arrangiamento sprigiona forza e freschezza. Tutto funziona a meraviglia. Sorpresi? Fate male: sono i New Order. Con Hook sarebbe stata la perfezione, ma non ce la sentiamo di chiedere di più. In futuro, magari, cause legali permettendo …

classifica di fine anno NEW ORDER

 

Girls Names, Arms Around a Vision

Back to the wave. Arms Around a Vision è il terzo disco e molto probabilmente il loro capolavoro. Se avessi avuto una pistola puntata alla tempia e l’obbligo di scegliere il disco più bello del 2015 …

classifica di fine anno GIRLS NAMES

 

The Chills, Silver Bullets

La sorpresa più bella del 2015 arriva dalla lontana Nuova Zelanda. Dopo quasi vent’anni di silenzio e oscurità (dovuti al baratro in cui era caduto Martin Phillipps) uno dei nomi più frizzanti del alt-pop mondiale torna con undici deliziose chicche da divorare senza il minimo freno. Mi raccomando, vedete di non sparire un’altra volta!

classifica di fine anno THE CHILLS

 

Bachi di Pietra, Necroide

“Black Metal è il mio Folk” come slogan dell’annata. Pochi giri di parole, il discorso è chiaro. Giovanni Succi e Bruno Dorella piazzano un monolite inscalfibile, massiccio, greve e ruvido come la scorza di chi fa musica nella maniera più genuina. E tanti saluti a “Slayer & The Family Stone”.

classifica di fine anno BACHI DA PIETRA

 

Julia Holter, Have You in My Wilderness

Dopo le sperimentazioni, gli avanguardistici viaggi dell’anima e della mente, Julia Holter produce il lavoro più vicino ad una forma pop-songwriting d’autore regalando a tale genere una purezza con pochi paragoni. Vette di bellezza siderali.

classifica di fine anno JULIA HOLTER

 

Marilyn Manson, The Pale Emperor

Il Reverendo si trasforma in Imperatore ed il risultato è il suo disco più vissuto, sporco e rauco. Un blues arrugginito, chitarre di ferro e polvere, un voce che sa emozionare come poche. Addio AntiCristo Superstar, benvenuto nuovo Sovrano.

classifica di fine anno MARILYN MANSON

 

The Maccabees, Marks to Prove It

Troppo bello per essere vero? Ebbene si! Il nuovo disco dei londinesi supera per bellezza ancora una volta il predecessore. Tra brani trascinanti – la title track e la superba “Spin It Out” – e ballate d’intensità indelebile – “Kamakura” – i Maccabees sembrano volerci viziare. E noi glielo lasciamo fare. Capolavoro.

classifica di fine anno THE MACCABEES

 

APPENDICE VISIVA

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Peaches, “Rub”

Peaches non c’è mai andata leggera e con “Rub” si è tolta tutti gli sfizi. Sessuali soprattutto.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=WyL5ABXltW8&feature=youtu.be[/youtube]

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Foals, “Mountain at My Gates”

Video girato tramite GoPro con effetto Spherical: una visuale a 360° in cui lo spettatore decide come e quando l’angolazione. Originale. E poi i Foals ci piacciono parecchio.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=l_EIE5f2t6M[/youtube]

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Chemical Brothers, “Sometimes I Feel so Deserted”

Mad Max: Fury Road film dell’anno? Ecco cosa ne pensano i Chemical Brothers.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=saZVNLMMmmo[/youtube]

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Lindemann, “Praise Abort”

Till Lindemann dei Rammstein con il nuovo compagno di merende Peter Tagtgren continua a traumatizzarci. In senso artistico, ovviamente.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=QWE_M0CX9So[/youtube]

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The Soft Moon, “Deeper”

La trasposizione cinematografica di Deeper: un film horror. What else?

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=URVwyw9tgGs[/youtube]

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di Alessio Belli
(Grazie a Mirko Braia per i video suggeriti)

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