BetterCallBelli #14|Murubutu, quando un marinaio torna tardi

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   Forse esagero a considerare Murubutu un supereroe: professore di giorno, rapper di notte. Eppure quando sento le sue canzoni e rileggo quei testi, io che con l’hip-hop ho poco a che fare, non riesco a trovare definizione migliore. Ecco la nostra chiacchierata.

Nella mia vita c’è sempre stata la letteratura. Prima che fosse una professione, una passione, un impegno giornaliero. Sempre e comunque. Dai Piccoli Brividi e i fumetti, la folgorazione per Egdar Allan Poe alle medie (mai terminata), i polizieschi torvi di Ellroy, i diciott’anni sconvolti dalle Memorie del Sottosuolo di Dostoevsky e da tutto quello che produceva Chuck Palahniuk: non c’è periodo della mia vita accompagnato e vissuto assieme ad un libro, un autore. Merito anche dei miei professori di italiano, lo ammetto. Per quanto non sia mai stato uno studente modello e la mia condotta in alcuni casi abbia sfociato nel criminale, ricordo ancora con che passione e impegno il mio professore di primo e secondo superiore ci recitava i Promessi Sposi (tutt’oggi il mio romanzo preferito assieme a Moby Dick). Si, molto probabilmente avrei fatto comunque l’università e sarei finito comunque tra queste lande, ma ho l’onesta di ammettere la serenità e il piacere con cui ho vissuto certe lezioni. Eppure, da un po’, qualcosa – anzi, qualcuno – ha rovinato questo idillio. Perdonerete la raffigurazione forse eccessiva, ma vedo questa persona come un supereroe: professore d’italiano di giorno, rapper di notte. Si, avete capito benissimo. Come saprete leggendo questa rubrica da un po’, il mondo dell’hip hop non è la mia sorgente di fruizione musicale primaria. Ho la fortuna d’aver il mio migliore amico totalmente devoto alla causa e sempre attento a consigliarmi le realtà più significative. Quando gli domandai qualche tempo fa: “Chi è secondo te in Italia il più grande di tutti?” mi fece ascoltare come risposta “L’uomo che non dimenticava nulla” di Murubutu, alias Alessio Mariani. È stata una folgorazione, come se fossi ritornato tra quei banchi di scuola a riascoltare rapito una di quelle lezioni. Credetemi, qui non conta che genere di musica preferiate: qui conta la mole di bellezza in gioco. Reputo i testi di Murubutu i lavori più alti raggiunti dalla lingua italiana nella attuale scena musicale nostrana e i suoi dischi sono quel viaggio fantastico da cui è impossibile tornare. Così, tra una lezione e un concerto, ho avuto il piacere di chiacchierare un po’ con questo supereroe.

 

Iniziamo dalle presentazioni e in questo caso anche da una curiosità: come nasce il tuo nome di “battaglia”, Murubutu?

Ciao a tutti, il nome Murubutu deriva da Marabutto, nell’Africa sub sahariana designa una figura in grado di guarire mali fisici e sociali.

In realtà, non è la prima volta che i nostri lettori incontrano il tuo nome. In una recente intervista ai Sorge, ho chiesto ad Emidio Clementi se conosceva le tue gesta; ha risposto d’averti visto dal vivo a Milano e di esserne rimasto gradevolmente colpito …

Mi fa molto piacere. Soprattutto quando ricevo apprezzamenti da artisti esterni al panorama hip hop.

Ho letto della tua giovinezza fatta di hardcore e metal, come ti sei avvicinato al mondo dell’hip hop?

Ci sono arrivato tramite il crossover che si sviluppava nei primi anni ’90: Urban Dance Squad su tutti ma anche A.D., Living Colour, Faith No More…

Ti abbiamo visto di recente sul palco del Forte Prenestino in bella compagnia (Rancore, ad esempio): quali sono gli artisti della scena hip hop che senti più vicini, che ti piacciono di più? E all’estero, c’è qualche nome che ammiri particolarmente?

In Italia ci sono molti artisti hip hop che apprezzo come Claver Gold, Kmaiuscola, Moder che sono proprio degli amici; anche artisti come Rancore, Dargen, Ghemon, che propongo tutti formule assai diverse fra loro ma molto apprezzabili. All’estero seguo molto Passenger, anche se non si tratta di hip hop la sua musica è una fonte inesauribile di ispirazione per me.

Pensi che un giorno, grazie anche al tuo magnifico operato, l’hip hop italiano possa staccarsi dalla sua ampia derivazione americana e assumere connotati più personali?

Ti ringrazio per il “magnifico”ma non sono certo io a fare la differenza. Io sto dando un piccolo contributo che viene preso ad esempio da alcuni, nulla più. Penso che l’hip hop italiano continuerà a prendere tante forme diverse, da quello più derivative, come la trap oggi, fino a quelle più personali. Più questo genere si diffonde, più aumentano le sue interpretazioni.

Davanti ad un libro che amo particolarmente, non apro dei momenti sparsi ma lo rileggo tutto. Faccio la stessa cosa con i tuoi album, ascoltandoli sempre dalla prima all’ultima traccia. Ma se tu dovessi scegliere una canzone che ti rappresenta più delle altre, quale sceglieresti? Hai una lirica di cui ti senti particolarmente fiero?

Penso che “Anna e Marzio” sia quella che mi rappresenta di più, anche se è un pezzo vecchio con molti difetti di incisione. Mi rappresenta perché è storytelling puro, con una trama riconoscibile, con nomi precisi di persone, luoghi, fiori, …è rappresentativo del mio stile strettamente narrativo e naturalistico: è un rapconto in senso stretto dove vengono curati con la stessa attenzione contenuto e tecnica.

 

Un lavoro che amo moltissimo è Leviathan dei Mastodon: un concept album su Moby Dick. I tuoi dischi hanno sempre un tema portante, ma hai mai pensato di fare un disco incentrato su un unico romanzo?

In realtà no, avevo pensato di fare un album-romanzo che si snodasse in capitoli-canzoni con una trama unica ma poi l’ho valutato come un progetto troppo vincolante e complicato. Ho bisogno di atmosfere e ispirazioni diverse per potermi esprimere al meglio.

Una domanda “di ruolo” vista la tua doppia attività: quanto pensi possa contribuire la musica nella formazione e nell’istruzione delle giovani menti?

La musica ha un potenziale altissimo, è il mezzo più efficace per arrivare alle giovani menti. Forse l’unica nel caso di certa utenza problematica. La musica può davvero salvarti e cambiarti la vita.

Le scuole stanno finendo, come passerai l’estate? Progetti in cantiere, concerti per l’Italia, ripasserai a Roma per un altro live?

Sto ultimando il nuovo album che dovrebbe uscire ad Ottobre. Passerò sicuramente a Roma per presentarlo. Nel frattempo, questa estate , potrete trovarmi in giro per l’Italia con i miei soci :

18.6 Lugano, Groovatomik

19.6 Firenze, La Polveriera

24.6 Empoli, csa Intifada

1.7 Parma, Festa Multiculturale

2.7 Marina di Ravenna , Hana-Bi

6.7 Ciano (RE), River Enza

8.7 Cagliari, Sa Domu

9.7 Alghero, ResPublica

10.7 Iglesias, Black House

22.7 San Benedetto del Tronto, Sugar disco club

13.8 Cesenatico, Bagno Giada

21.8 Reggio Emilia, FestaReggio

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