Blasco, Morgan e la faida del rock italiano

Salve a tutti navigatori del Tubo e benv…no…no, ho sbagliato posto!
Già.
Passare dal video alla sola scrittura è un po’ traumatico (qua i verbi tocca azzeccarli proprio tutti tutti), ma per la musica questo e altro!
Mi sposto in volata quà sul blog per darvi qualche mia piccola impressione veloce su alcuni fatti recenti dell’Universo Musica che mi hanno più o meno colpito. Parlo, in particolare, delle ultime mascalzonate del sig. Rossi. Vasco Rossi.
Ma perchè quà e non sul canale YouTube? Perchè qua non potete vedere la mia faccia mentre ve ne parlo (astio e rabbia)!
Comunque sia… Non so quanto siate informati al riguardo, ma penso che, se anche non avete il vizietto della ricerca quotidiana delle ultime notizie per quanto riguarda il nostro bell’ambiente musicale italiano o, piuttosto, per quanto riguarda quelle esclusive del Blasco, vi sarà arrivata voce della recente “diatriba a distanza” con il nostro beneamato Marco Castoldi, in arte: Morgan. Ebbene, come tutte le questioni, nulla nasce dal nulla. Aldilà delle più che acute differenze tra i nostri due, alcuni mesi fa, diverse frecciatine volavano random dall’ex Bluvertigo che definiva “senza senso la canzone ‘Un senso’” (uno dei primi singoli estratti dall’album “Buoni o Cattivi” del 2004 del rocker di Zocca) piuttosto che “Non mi piace la violenza che si respira negli stadi ai concerti di Vasco Rossi. Quelli che suonano prima di lui vengono sistematicamente massacrati […]. Ha dei fan violenti, fanatici […]. Vasco dovrebbe educare il suo pubblico ad avere rispetto per la musica”. Ma le sue successive confessioni alla rivista “Max” sul suo periodo “meno roseo”, dove rivelava l’assiduo uso di droghe pesanti, erano riuscite a calmare le acque, almeno per un po’, suscitando una sorta di solidarietà da redenti tra i due.
Ma la tempesta era nell’aria. E non s’è scatenata solo quella!
Facciamo un salto in avanti e arriviamo al 20 Giugno scorso quando, in occasione della presentazione di “When you’re strange” (il docu-film sui Doors di cui il Castoldi è voce narrante per la versione italiana), parlando del celeberrimo “Club dei 27“, cioè di quel gruppo di grandi artisti deceduti all’età di ventisette anni (Brian Jones, Janis Joplin, Jimi Hendrix e, ovviamente, lo stesso Jim Morrison), Morgan afferma come anche lo stesso Vasco sia “morto artisticamente a ventisette anniaggiungendo un – Sono serissimo”. Da qua il putiferio!
In meno di due giorni la notizia arriva a Zocca, e il buon Rossi, in men che non si dica, risponde prontamente sulla sua pagina ufficiale di Facebook (dalla quale sembra essere dipendente da diversi mesi a questa parte): “Il doppiatore di Johnny Depp? …Ma sì è lui…Morgan degli U2, quello che di concerti a Sansiro se ne intende, altrochè…!! Poverinoo… per un barlume di popolarità… cosa non si fa” con tanto di fantastica foto di “Morgan Sampei” in allegato.
Automatica la reazione del popolo del Blasco che in poche ore colleziona centinaia di commenti al post e altrettanti insulti sulla pagina ufficiale dell’ “avversario”, come (vi giuro cito ogni cosa lettera per lettera): “MORGAN […] ADESSO C’HAI UN POPOLO INTERO CONTRO .. IL POPOLO DEL BLASCO !!! IMBOCCA AL LUPO!”
Bene, aldilà delle dubbia ortografia di determinati personaggi (imbocca?!), gradirei darvi la mia impressione, poichè, alla fine, è per questo che scrivo.
Che Morgan abbia passato il segno è indubbio. E’ ovvio che, troppo parlare, male e spesso, prima o poi, porti a una qualche reazione (benchè il buon Luciano ci ricordi come “rispondere sia solo bassa promozione”); reazione, forse, magari sicuramente, esagerata da parte di Vasco.
Mettiamoci, poi, che i due soggetti chiamati in causa sono due belle teste calde. Basti pensare all’eterno “ciclo mestruale” dal quale l’ex Bluvertigo sembra essere afflitto da qualche mese a ‘sta parte e la più che attestata “voglia di aprir bocca a caso” del Blascone nazionale.
Tuttavia, ritengo che sia arrivato il tempo di farci qualche domanda. Soprattutto credo sia ora che queste due domande se le facciano i tanti follower del rocker di Zocca.
Perchè? Beh, è sufficiente leggere le loro reazioni su qualsiasi spazio web a un qualsiasi commento negativo o non propriamente positivo riferito al loro “Kapitano”. Ho girato su YouTube, sui soliti social network (Facebook e Twitter, questi conosco!) e su diversi blog, e le risposte hanno sempre quel tono pesante, di quasi totale violenza che non adduce mai vere e proprie spiegazioni. O meglio, ne adduce, ma sono sempre quelle “Lui riempie gli stadi, ‘X’ no”, “Lui ha prodotto oltre duecento pezzi in trent’anni di carriera, ‘X’ no” (cosa che, tra l’altro, desidererei pubblicamente smentire; potete facilmente darmi ragione facendo un salto su Wikipedia), “Lui è il vero Rock italiano”, “All’estero quando pensano alla musica italiana pensano a Vasco”, “Vasco è l’unico e vero artista italiano”.
Ovvio non desidero fare di tutta l’erba un fascio e so che ci sono molti “blaschini”, magari, che sanno quello che dicono e sanno addurre motivazioni più che logiche e più che musicali alle loro affermazioni pro-Vasco, ma vorrei comunque lanciare un messaggio fraterno a tutti coloro che, leggendo, sanno che mi sto riferendo a loro: fatevi una dannata cultura musicale, aprite gli occhi, aprite le orecchie!
Oltre alle ovvie risposte del tipo “Riempire uno stadio non è sinonimo di grandezza musicale e artistica”, c’è da dire che, a mio parere, il vero Rock italiano non è Vasco (io, personalissimamente, metterei davanti a lui, perlomeno, i Litfiba) e ritengo che solo un completo ignorante o uno stupido andrebbe a pensare che Vasco Rossi sia sinonimo di “musica italiana” all’estero (dove, mio malgrado, se non stanno ancora su Pavarotti, ora vertono sulla Pausini, Nek, Tiziano Ferro) nonché “l’unico vero artista italiano” (ne cito un altro a caso…hmmm…Battisti Lucio, ad esempio!).
Comprendo il forte attaccamento emotivo alle canzoni, ai testi, nel peggiore dei casi all’uomo Vasco Rossi, ma, vi prego, cerchiamo di fare le persone serie tutti quanti e di ragionare con la testa quando diciamo di dire le cose “seriamente”. Ve ne prego.
Altrimenti continuerò a pensare in eterno che “deficienza musicale allo stato terminale” e “amore per Vasco” siano due stati mentali inscindibili!
Vi lascio con un brevissimo, e ovvio, commento sull’ultimissima affermazione del sig. Rossi ai microfoni di Rai 1, ai quali ci confessa la sua volontà di dimettersi da “rockstar” dopo trent’anni di carriera (?!).
Non sto qui a commentare l’ovvio putiferio scatenatosi sui soliti social network: gruppi aperti alla notizia dell’evento, amicizie andate a puttane per un commento, relazioni di anni terminate nel giro di nove secondi e mezzo, ma vi voglio dire la mia: meno male!
E non lo dico per me! Non sembrerà, ma diversi lavori del Blasco (più di quanti voi possiate immaginare) mi piacciono moltissimo e ritengo siano veri capolavori, ma attenzione: adorare dei pezzi di un artista è diversissimo dall’andare in visibilio per un cantante, ormai, divinizzato a “fenomenizzazione del Rock”. Intendiamoci. Dicevo, non lo dico per me, per le mie orecchie, ma piuttosto per lui. Ritengo, infatti, non stia lasciando un bel ricordo di sé. Lo sto trovando, io personalmente, sempre più stupido, sempre più gonfiato, senza avere alcun motivo a sostenere tutto ciò.
Non solo, ma ultimamente lo sto reputando anche aggressivo e irrispettoso nei confronti dei suoi “colleghi” (aldilà della storiaccia con Morgan, vogliamo parlare delle frequenti e ormai note prese in giro nei confronti di Ligabue davanti a migliaia di persone durante i suoi live?), cosa che, ovviamente, trasmette al suo pubblico il quale (almeno a quanto sto vedendo io) in sempre maggior numero non riesce a concepire la musica e, in particolare, la SUA musica, in maniera oggettiva. L’impressione è di un pubblico dis-educato e, da sotto diversi punti di vista, pesante.
Intendiamoci, non sono contrario a nessun gusto musicale: vuoi sentirti i Dari? Fallo, basta che non mi rompi i coglioni. Solo che i fan di Vasco i coglioni te li rompono…e manco poco!
Comprendete?

Più che un articolo è stato un mio sfogo personale…vabbe’! Spero mi perdonerete!

Rock’n’Roll
G.F.

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