Blisstonia & l’universo psichedelico dei Weird Bloom

Blisstonia è il nuovo mondo dove ci portano i viaggi psichedelici dei Weird Bloom. Il precedente è stato a Hy Brazil, un’isola mitica dell’Atlantico considerata reale fino all’Ottocento, una sorta di Atlantide abitata da una civiltà leggendaria ed evoluta.

E ora, che diavolo è Blisstonia? Come si fa in questi casi, “cerco su Google”. La risposta più plausibile è in una puntata dei Simpsons, in cui una setta (i Movimentariani) fa il lavaggio del cervello a tutta la città di Springfield, promettendo un futuro migliore in un paradiso che corrisponde appunto al pianeta immaginario di Blisstonia.

L’espertone di Simpsons avrà forse colto subito la citazione, benché il nome nella versione italiana sia Beatitonia. Io sono tra i due o tre nel mondo a non aver mai seguito il cartoon di Matt Groening. Ma in periodo di campagna elettorale, anche un illetterato dei Simpsons come me può comunque inventarsi le sue associazioni di idee con questa storia dei Movimentariani.

Ma torniamo ai Weird Bloom, progetto animato dal romano Luca De Cataldo, pubblicato dall’etichetta We Were Never Being Boring. C’è una passione genuina per la psichedelia fine anni ‘60, tanto da collaborare nella realizzazione con un produttore di Leeds, il sessantenne Richard Formby. Il quale, dunque, può essere una figura più vicina possibile sia nel tempo che nello spazio al genere di riferimento della band. Che è un genere, oggi, “di genere” come non mai. Come fosse un b-movie. Anzi, b-fiabe potrebbero essere considerate queste canzoni, che continuano la maniera psichedelica di immagini oniriche, personaggi stravaganti, marcette ipnotiche e, appunto, weird. Dunque basta cliccare play, chiudere gli occhi e immaginare ciò che si vuole: colori, suoni frattali, riverberi sorridenti, luci nel cielo con diamanti, Lewis Carroll, nudismo, droghette (più cannette che funghetti, forse, in questo caso).

I Weird Bloom dichiarano di attingere anche da sigle di cartoni animati. Io addirittura ci sento un po’ di Oliver Onions e le loro colonne sonore dei film di Bud Spencer e Terence Hill. Tra falsetti, effetti, voci doppiate, ogni visione è filtrata da melodie pop di grazia tipicamente inglese. Questo album può ottenere risonanza fra i fan del genere soprattutto all’estero: una proposta incandidabile al ruolo di protagonista, ma al ruolo di grottesco caratterista sì, tanto per riprendere la metafora sui b-movie.

I Jennifer Gentle in Italia, i Tame Impala nel mondo, e ora i Weird Bloom in… Blisstonia? Psichedelia never dies, evidentemente, come una comune nel deserto californiano rimasta per decenni nella sua valle col suo furgone senza essere mai stata contaminata dalla civiltà occidentale. Oggi, cinquant’anni dopo la Summer of Love, poco dopo la morte di Charles Manson, alla vigilia del film di Tarantino sulla “Family”, c’è ancora occasione per qualche viaggio in questo caleidoscopico pianeta sempre più lontano e immaginario.

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