Intervista a Io Non Sono Bogte!

BogteIo Non Sono Bogte nascono nel 2011. Sono passati ormai due anni dal primo singolo La musica italiana & altre stragi e un anno dall’album d’esordio La discografia è morta e io non vedevo l’ora che è stato prodotto grazie al crowdfunding attraverso il sito MusicRaiser che ha permesso di guadagnare i fondi necessari pubblicazione. Il gruppo nato da un’idea Daniele Coluzzi è composto da altri tre elementi: Carlotta Benedetti, Federico Petitto e Dario Masani. Dopo aver cavalcato i palchi più celebri della scena romana come l’Auditorium e il Circolo degli Artisti hanno anche partecipato a live con Elisa, Giorgio Canali, Managment del dolore  post-operatorio e Marta sui Tubi. A Dicembre, invece, parteciperanno al Monty Freak Festival, al Pierrot Le Fou. Nell’attesa di questo grande evento Cheap Sound non ha rinunciato all’occasione di intervistare questa talentuosa band emergente.

CheapSound Per rompere il ghiaccio mi tocca fare la domanda più scontata ma necessaria: ma chi è Bogte?
Io Non Sono Bogte Bogte è il nemico che tutti abbiamo. Quello che ci viene a dare fastidio di sera, che ci fa venire i sensi di colpa, che ci fa sentire inopportuni e inadatti ad ogni contesto. Quello che ci guarda nello specchio e ci fa le linguacce…lo vedete anche voi, no? 

CS Il titolo dell’album e il formato in cui è stato distribuito (una pennetta di 2GB a forma di musicassetta con all’interno la playlist) sembrano indicare  da un lato un po’ di rancore nei confronti di questa opprimente industria discografica ma dall’altro anche la voglia di seguire l’evoluzione dello distribuzione musicale. Quindi potremmo dire che più che essere una provocazione a sè stante è anche un invito ad evolversi ed adeguarsi al nuovo mondo musicale. Mi sono fatta mille pippe mentali oppure ci ho preso? E piú in generale credete che questo nuovo mercato musicale stia in qualche modo ostacolando gli artisti indipendenti o credete che sia solo un naturale processo evolutivo dell’industria? 
INSB Il titolo dell’album fa pensare subito ad una qualche forma di rancore nei confronti dell’industria discografica; certamente questo rancore è presente, se l’industria discografica continua a soffermarsi sempre e solo sui cantanti dei talent show, o se preferisce continuare a mandare avanti solo quei grandi artisti che ormai girano da anni e anni. Ma per fortuna non c’è solo questo, per fortuna molte etichette oggi si assumono ancora il rischio di lanciare artisti interessanti, nuovi, di rottura, e di seguirli in un percorso lungo e tortuoso che li porti al grande pubblico. Del titolo dell’album, “La discografia è morta e io non vedevo l’ora”, la parte che ci piace di più è la seconda. Non vedevamo l’ora che arrivassero nuove possibilità per le band di farsi conoscere, di avviare una carriera da soli, di ottenere dei risultati, ed è quello che nel piccolo sta succedendo anche a noi.
Per quanto riguarda la scheda usb, non crediamo assolutamente che essa sia il futuro della distribuzione musicale, per noi era solo un simbolo, un’occasione per ribadire che oggi le cose stanno cambiando, anche se facciamo ancora fatica a vederlo.  

Io non sono bogteCS Quali sono le maggiori fonti di ispirazione, gli artisti che vi hanno influenzato e vi influenzano di più?
INSB Tanta musica italiana, tutta. Dai grandi classici della musica leggera ai cantautori, alla musica indipendente odierna, per finire anche su qualcosa del mondo dell’hip hop. A livello di sonorità abbiamo ascoltato molto post-rock, punk californiano, grunge, ma non possiamo nascondere che tante volte ci appassioniamo di semplice e scontatissimo pop da classifica. 

CS Parteciperete alla nuova edizione del Monty Freak Festival, una realtà importante qui a Roma. Come vi trovate nella realtà indipendente di questa città?
INSB Roma è una città molto viva dal punto di vista musicale, ma allo stesso tempo non lo è abbastanza, se pensiamo che è la capitale. Forse quello che manca in questa città è un po’ più di collaborazione tra le varie realtà, e soprattutto una selezione qualitativamente più accurata dei gruppi che vengono fatti girare per locali. Tante volte si ha l’impressione di trovarsi semplicemente in grupponi giganti di amici e conoscenti che suonano tra loro e per loro, senza avere davvero intenzione di andare oltre. 

CS Raccontateci del processo creativo, come nascono i vostri pezzi?
INSB Tutti i pezzi del primo album sono nati in forma acustica, ma per quanto riguarda quelli nuovi l’approccio sta decisamente cambiando! 

CS In due anni ne avete fatta di strada, avete partecipato a festival, condiviso il palco con grandi artisti, siete passati in diverse radio, non avete mai avuto l’ansia di fare qualche grossolano errore durante la performance? C’è mai stato qualche episodio imbarazzante?
INSB In realtà facciamo sempre qualche grossolano errore durante la performance, ehehe! Un episodio imbarazzante che ricordo è quando ho dimenticato improvvisamente delle parti del testo, e mi sono messo a blaterare cose improponibili al microfono.

CS Avete inoltre partecipato allo spot Stiamo Sicuri il progetto per sensibilizzare il pubblico nei confronti dell’HIV e AIDS. Credete che sia importante lanciare messaggi di questo tipo sia dal punto di vista sociale ma anche dal punto di visibilità per il vostro gruppo?
INSB Dal punto di vista della visibilità è stata una cosa molto importante, non lo nascondiamo. E’ stata però anche l’occasione, proprio durante la promozione del video di Papillon (abbiamo trasmesso lo spot in apertura del nostro concerto al Gay Village di Roma), di ricordare al pubblico che la libertà di amare chi si vuole non significa essere superficiali sul tema della propria salute e della protezione del proprio corpo.  

CS Il video di Papillon mostra scene di amore omosessuale, avete ricevuto qualche critica ottusa oppure ci stiamo evolvendo anche sotto questo punto di vista?
INSB Abbiamo ricevuto qualche critica ottusa, ma in generale ci stiamo evolvendo, senz’altro. Il video è stato accolto benissimo, ed è stata una grandissima soddisfazione. 

CS Quali sono i piani per il futuro?Avete già in mente la produzione del prossimo album? Pensate di riutilizzare una piattaforma come MusicRaiser?
INSB Per il prossimo album abbiamo già scritto tantissimi pezzi, ma siamo ancora lontani dal mettere in moto tutto il meccanismo di produzione. Per ora andiamo avanti con i singoli estratti da “La discografia è morta”, il prossimo sarà “Margareth nella testa”, del quale presto registreremo il videoclip. Per il resto si suona, a dicembre parte un mini-tour concentrato principalmente nel Sud Italia! 

Grazie  e in bocca al lupo! :)

E.C.

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