Boys Noize: il re non delude mai. Il nuovo Album

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Innanzitutto chiedo scusa per essere stato così a lungo assente. Mi sono trasferito temporaneamente nel nord europa e tra ricerca della casa e altre scartoffie non ho avuto molto tempo per seguire cosa succedesse nel mondo della TunzTunz colta.

E’, però, uscito un album in questo mese di ottobre, che non poteva passare inosservato, e che CheapSound non poteva lasciare così,  orfano di una recensione.

L’album in questione  signori e signore è “Out of the black“, firmato niente popo  di meno che da sua maestà Boys Noize.

il ragazzo prodigio (anche se oramai anche lui ha una certa età), sì è accorto che erano passati un po’ di anni dal suo “Oi Oi Oi“(2008) e dal suo “Power“(2009) e si è detto che forse era il caso di ricordare a tutte queste giovani leve,  che dopo un paio di pezzi su soundlcloud girano il mondo come rock star, che il re è lui, Boys Noize, ed è uno, uno solo. Che ogni volta sento gente che dice che va a sentire I boys noize, capisco che il nome tragga in inganno, ma no, è un solo boy. In un’intervista spiegò che persino lui non ricordava la scelta di questo nome, ma che gli era venuto fuori un po’ così, mentre cercava un accostamento di lettere che stessero bene insieme in un graffito o come Tag.

Tornando all’album, è grandioso, c’è tutto ciò che ci si poteva aspettare: maturità, il solitio estro, un po’ di pazzia, tanta , tanta ma proprio tanta cultura musicale che ha coltivato negli anni anche grazie alla sua esperienza come proprietario della BoysNoizeRecords.

E’ un evento raro trovare un album in cui ti piacciono tutte, ma proprio tutte le tracce.

Ed è ancora più raro che queste siano così diverse tra loro.

Anzi, questo pregio è forse l’unico difetto: non è uno di quegli album che si ascoltano tutti di seguito facendo altro. E’ più un compendio di tracce che dimostrano perché, al giorno d’oggi, lui sia il numero uno ( a prescindere dai gusti).

E le tracce sono bellissime, davvero. Era da tanto che non ascoltavo così tanta buona roba tutta insieme.

Quello che più impressiona è la scienza meticolosa con la quale ha messo insieme suoni e strutture di generi molto diversi, la capacità con la quale salta da produzioni dubstep a elettronica quasi senza cassa, con grande rigore per le misure canoniche ma, allo stesso tempo, con un’eccezionale originalità.

What you want” per esempio: bass synth riconducibile alla french touch vecchia scuola, synth acuto che potrebbe benissimo trovarsi( e come suono e come melodia)in una traccia di Harold Faltermeyer o Giorgio Moroder; E poi BUM! col drop ecco distorsioni degne dei più cattivi della dubstep e un arpeggio alla Mr Oizo.

Non so se è chiaro, ma ha messo in un’unica traccia qualcosa come vent’anni di musica, e suona anche da dio!

XTC“, traccian.2 e primo singolo estratto dall’album, e’ un pezzo che ha la straordinaria proprietà di sembrare un prezzo di 4-5 anni fa, ma di essere estremamente a suo agio in un club del 2012.

Conchord“, prodotta in coppia con quell’altro genio tedesco che è Siriusmo è una lezione di musica elettronica, semplicemente si aprono le orecchie e si impara.

In realtà c’è poco da descrivere, dategli un ascolto su beatport: è davvero buona roba. E’ un compendio di come un buon album andrebbe fatto al giorno d’oggi, fatto dal più bravo.

 

Unica pecca è la grafica che ha accompagnato l’uscita dell’album, e la copertina dell’album stesso: tutto nero e tetro, per niente elettrico o innovativo. Per carità anche la copertina di OI OI non sprizzava vitalità, ma era più accattivante. una cosa sempre in stile BoysNoizeRecords, ma peggio.

 

Mi prendo la libertà di andare Off-topic in quest’ultima parte per dare una luttuosa notizia: I Crookers si sono sciolti. E’ meglio dire che i Crookers diventano un progetto di uno solo dei due (Phra) da cui l’altro ha deciso di discostarsi(Bot). Per me è come se si fossero sciolti di fatto, non sarà più la stessa cosa. Sul sito c’è scritto che la cosa è stata presa di comune accordo, consensualmente, ma il fatto che ci siano oramai solo foto che ritraggono Phra mi fa pensare che non sia andata proprio così. Auguriamo, tuttavia, il meglio ad entrambi. Che poi è il meglio per noi, così abbiamo buona musica.

V.B.

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