Brunori Sas a Villa Ada: considerazioni generali per un pubblico mediocre che vuol mangiar bene

Forse sono arrivato a un punto di svolta della mia non carriera da critico musicale, portando a connubio, finalmente, le due parti di me: l’ascoltatore e il narratore.

O forse mi sono semplicemente rotto le palle di scrivere live report.
Mi sembra futile scrivere di come sia andato un concerto. Un qualsiasi articolo su una qualsiasi esibizione è altamente riduttivo e, se permettete, esiste YouTube: vi guardate un video e avete modo di cogliere, bene o male, l’essenza di uno show.

Perché fondamentalmente – e perdonatemi se mi dilungo -, quando finite di leggere un report dovreste avere la bocca spalancata, gli occhi enormi e dovreste star rosicando come delle bestie al grido di: “governo ladro, ci dovevo essere anche io“.

Ecco, a me ancora non è mai successo leggendo un live report. Non so voi.
Proprio per questo motivo non vi andrò a raccontare il concerto di Brunori Sas di pochi giorni fa (25 luglio) a Villa Ada Roma Incontra il Mondo. O almeno, non esattamente.

Ma qualcosa dovrai pur raccontare“, mi sono detto. E allora, sì, credo vi racconterò la serata in generale, dicendovi quanto mi sono divertito ad ascoltare Brunori, ma anche a vivere lo spazio di Villa Ada. Perchè Villa Ada Incontra il Mondo è una cosa veramente fica.
Direi che per cominciare, allora, possiamo abbattere il primo scoglio: sì, la selezione artistica di Villa Ada Incontra il Mondo non ci piace proprio tutta. Ma possiamo dirvi che in questi ultimi dieci giorni di luglio c’è stato, e ci sarà, indie-pane per i nostri indie-denti: Roma Brucia Festival (20 luglio), Calibro 35 (22 luglio), Erlend Oye (23 luglio), Brunori Sas (25 luglio), Tre Allegri Ragazzi Morti (27 luglio), Diodato (29 luglio), Pierpaolo Capovilla (30 luglio), Levante (31 luglio). Due indie-bonus: Afrika Bambaata per chi balla (24 luglio) e Buzzcocks per chi si picchia (28 luglio).

Quindi, direi, polemiche chiuse. Passiamo al resto.
Per chi non lo sapesse (e per chi non ha il dono dell’intuizione) Villa Ada Incontra il Mondo è a Villa Ada (quartiere Trieste – Roma Nord), per l’esattezza presso il laghetto di Villa Ada. Vi lascio immaginare la sera il colpo d’occhio: luci soffuse, palco gigantesco, silenzio, grilli, verde, il lago.

Un’oasi di verde nella città. Forse anche per questo uno dei miei posti preferiti della zona.
Arrivo in questo piccolo paradiso mentre il buon Brunori sale sul palco. Ovviamente si sente da paura, il suono è perfetto, sotto palco c’è un bel mare di teste, incontro tanti amici e sono già felicissimo (perchè quando ci sono le cose belle, fatte bene, la gente di Roma ci va…mica è scema!). Dopodichè mi dirigo subito al ristorante.

Sì.
Io andavo a vedere Brunori, eh? Senza dubbio. Il fatto è che a Villa Ada Incontra il Mondo, ogni settimana, c’è uno chef romano diverso che occupa le cucine del ristorante. Chef stellato, chef vero. No pugnette: capisc’?

E quindi sono stato letteralmente calamitato verso il ristorante e mentre sul palco si finiva il primo brano, tra gli applausi e le urla di un vasto pubblico (per la maggior parte over 30), io mi sedevo a tavola.
Tavolo di legno, sedute di legno, tovaglietta di carta, posate in cartone, piatti anche. ‘Na trattoria? No.
Se cucina Roy Caceres no.

Chi è Roy Caceres? Boh. Noi parliamo di musica, mica di cucina. Però mi piace mangiare bene e alla tentazione di sedermi a tavola da uno chef stellato non ho proprio resistito. “Tanto Brunori da seduto si può ascoltare bene“, ho pensato.

E ho pensato male, come al solito.
Brunori offre uno show curioso. Una sorta di primo e secondo piatto, se vogliamo restare in tema culinario.

Brunori liveIMG_6208La prima parte dello spettacolo (i primi quaranta minuti) scivolano tranquilli sui ritmi cadenzati del tradizionale cantautorato italiano. Mi è parso decisamente De Gregori (molto più di quanto non mi sia mai parso nello stereo della mia macchina), ma ha punte di dolcezza e intimità molto diverse dal Principe, soprattutto se si parla di arrangiamenti dal vivo, e una spiccata ironia che lo porta ad avere un rapporto strettissimo con il suo pubblico.
Ringrazia sempre Brunori e sembra lo faccia con il cuore. Credo sia una cosa bella.
La seconda parte (mentre a me arriva un vermentino clamoroso che mi è anche stato sbrigativamente spiegato, ma di cui non ho sentito una parola causa esplosione di accordi distorti) è da lui stesso definita “la mia anima post-punk“, un po’ scherzando, un po’ no.

E’ qua che Brunori e la sua band, almeno a mio parere, tirano fuori lo show. Sali scendi continuo di dinamiche, utilizzo di diversissimi strumenti (sax, flauto traverso, sintetizzatori, percussioni caraibiche e di quei pizzi là, assieme alle più tradizionali chitarre rock, acustiche cantautorali e piano elettrico), passaggi da un genere a un altro senza starci troppo a pensare.

E’ un bello spettacolo, gradevole, divertente. Con Brunori la gente balla e scuote le teste e io non lo avrei mai detto.
E proprio mentre elucubro una mia idea forte e univoca su Brunori Sas, arriva il mio pollo al curry con sesamo e ‘altra-roba’ (che non ho capito, perchè, in realtà, il cameriere parla a bassa voce e io mi vergogno di chiedere di ripetere dopo la terza volta).

Quindi, niente: generazione di un giudizio su Brunori rimandata a dopo il pollo.
Mangio, bevo e mi godo lo spettacolo in un posto veramente bellissimo. Ho uno show gradevole, ho l’intimità giusta, posso parlare con chi è con me (cameriere a parte), sulla testa le stelle, alle mie spalle il laghetto. “E chi t’ammazza?” direbbe mia nonna.

Infatti. E’ tutto da paura, nonna.
Finito il mio pollo al curry con sesamo e roba ricomincio a pensare a Brunori Sas e mi torna in mente un altro concerto a cui assistei almeno due anni fa. Era l’estate del primo Super Santos, al Verano: suonava Dente (in apertura un grande Tommaso di Giulio, è là che lo conoscemmo…il resto è storia) e io scrissi una recensione-riflessione su quel concerto.

Scrissi che il pubblico di Dente, di fatto, era composto da persone mediocri, esattamente come artisticamente è Dente: mediocre.
Ecco la riflessione di due anni fa mi ha trafitto in mezzo agli occhi mentre partecipavo da lontano allo show di Brunori Sas.

In realtà ci sto ancora riflettendo. La band di Brunori – esattamente come la band di Dente – è capacissima sul palco e Brunori – come Dente – è un frontman carismatico, che sa parlare con la gente e sa cosa vuole il suo pubblico. Tuttavia la percezione che ho avuto dei due è stata diversa.

A testimonianza di ciò il fatto che dopo venti minuti di Dente mi ero rotto le palle a dismisura e invece Brunori, per me, sarebbe potuto andare avanti tutta la sera.

Tuttavia, Brunori non aveva la mia attenzione, non quella giusta. Lo osservavo e mi godevo lo show in una sorta di galleggiamento cerebrale.
E’ la classica sensazione che provo quando mi ritrovo davanti ai classici tizi che fanno cover in acustico: suonano da paura, magari lei a una voce pazzesca e lui è un chitarrista divino. Magari canticchio anche i pezzi, ma sono pur sempre cover.

Non hanno la mia attenzione e se devo fumare esco dal locale.

Ecco, se Brunori avesse suonato altrove, al chiuso, forse un paio di sigarette me le sarei andate a fare, lasciandolo dentro con i suoi aficionados.
Magari Brunori non è nelle mie corde. Forse non lo capisco perchè parla a una generazione che si sta avvicinando agli -anta. Gli ultimi romantici, insomma (e andrei in questa sede a sottolineare la consistente presenza della fan base femmile).

Il suo live funziona molto bene, ma non mi colpisce come dovrebbe.
Ma va bene così, insomma. Non si può voler tutto: superba cena e superbo show.
Concludo il pasto con un golosissimo dolce di cui capisco quasi tutto, tranne l’elemento centrale: gelato al formaggio (di cui non ricordo, appunto, il nome) con spuma di cioccolato bianco e croccante su letto di amarene. Che je voj di’

Niente, appunto.
In conclusione: cena 8 (causa menù risicato e primo piatto non esattamente stellato), concerto 7,5 (per tutti i motivi di cui sopra), location 9 (non è un 10 perchè un paio di esposizioni fighe nell’area ristoro ci starebbero alla grande).

Falla, mi consigli un concerto Brunori?” – Per ora mi astengo.

E Villa Ada Incontra il Mondo se non ho niente da fare la sera?” – Te la consiglio anche se hai da fare la sera: piscia tutto e cala nel polmone verde di Roma Nord.

Giulio Falla

 

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