I Cani @Postpay Rock in Roma 18/06/2016

Da qualche tempo ogni data de I Cani è una festa, un incontro euforico ed emozionante. La data del Rock in Roma non ha fatto eccezioni, fortunatamente.

“L’unica vera nostalgia che ho?” La fine di questo concerto. Eh si, perché lo respiri nell’aria quando la serata andrà bene. Dopo un po’ di anni certe cose le percepisci subito: dalla fila all’ingresso, le frasi di chi è in coda, le telefonate euforiche prima di entrare, i selfie, le corse accennate per andare sotto palco, le risate, i dibattiti sulla scaletta, i ritornelli improvvisati tra gli amici E’ il 18 giugno di un’ancora bizzarra e fresca primavera romana e al Postpay Rock In Roma I Cani sono pronti ad abbracciare il loro pubblico. Ancora una volta.

Un’evoluzione: come altro definire il percorso di Niccolò Contessa? Dai Parioli e Corso Trieste per approdare ad un cosmo di sensazioni ed emozioni a tinte forti battezzato Aurora terza e ultima produzione discografica del gruppo. Un disco drammaticamente emotivo e sentito, una prova della maturità, un album che non fa ballare come i precedenti ma in grado di offrire tutta la grandezza compositiva e la profondità di Contessa. E tutta la bellezza di Aurora è stata largamente percepita ed accolta del pubblico presente che canta queste ultime composizioni come se le conoscesse da sempre.

Aperti alla grande dagli Any Other (che noi di Cheap Sound abbiamo avuto la fortuna di conoscere bene poco tempo fa), I Cani scaldano le danze con due pezzi forti di Aurora:  “Questo nostro grande amore” e “Protobodhisattva”. La resa live è ottima e Contessa percepisce subito e ricambia l’umore alto dei presenti cantando senza risparmiarsi, lasciando ogni tanto il microfono solamente per concedersi al suo sintetizzatore.

La scelta delle canzoni è miscelata in maniera perfetta. Si passa dai grandi classici de Il Sorprendente Album d’Esordio de I Cani come “Wes Anderson” e “I Pariolini Di Diciott’anni” suonate subito dopo l’accoppiata iniziale alle ballate più struggenti dell’ultimo disco, senza dimenticare brani amatissimi di Glamour come “Non C’è  Niente Di  Twee” e “Come Vera Nabokov”. Le luci e le immagini sullo sfondo sostengono l’esecuzione – soprattutto in “Post Punk” – e non c’è esecuzione che non venga accolta dal boato del pubblico: con tono pacato e quasi timido Contessa non può non ringraziare al volo prima di iniziare una nuova canzone.

A livello musicale ho trovato l’esecuzione di  “FBYC (Sfortuna)” qualcosa di davvero clamoroso: una versione elettronicamente pesante e lenta, greve e possente, il cui ritornello arriva con un potenza rara. Bellissimo. Come la semplicità, quasi la scarnezza, con cui il cantante de I Cani si siede e preme sui tasti da solo, come per il primo bis “Sparire”. Emozione pura. E visto che la serata è andata alla grande e tutto procede per il meglio, quale modo migliore per chiudere in bellezza se non tuffarsi tra folla scatenata?

In conclusione, c’è ancora bisogno di discutere sulla dimensione di questa band, su quanto gli stiano stretti i confini romani, quanto sia hipster e altri sterili dibattiti? Prendete la loro musica, i loro testi e ascoltateli dal vivo: vedrete come tutto vi sembrerà tutto molto chiaro e semplici. I Cani sono una grande band e questo è stato il loro ennesimo grande live.

Setlist:

– Questo Nostro Grande Amore

– Protobodhisattva

– Wes Anderson

– Le Coppie

– I Pariolini Di Diciott’anni

– Non C’è  Niente Di  Twee

– Una Cosa Stupida

– Calabi-Yau

– Aurora

– Il Posto Più’ Freddo

– Come Vera Nabokov

– Post Punk

– FBYC (Sfortuna)

– Non Finirà

– Finirà

ENCORE:

– Sparire

– Corso Trieste

– Perdona e Dimentica

– Velleità

– Lexotan

Foto di Roberta Pedroni

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