Notte musicale a Piazza Sempione: intervista all’organizzatrice

SempioneNuovo anno, fuochi d’artificio, tappi che saltano e…? E per una volta, a Roma, succede qualcosa di nuovo e di notabile. Tranquilli, per gli aficionados delle antiche tradizioni sono ancora in vendita i biglietti (40€) per Peppino Di Capri al Gran Teatro con lenticchie e cotechino, ma per gli spavaldi pionieri del nuovo anno il Comune di Roma, insieme al Municipio III e l’associazione culturale Zerkalo hanno organizzato una serata che definire “alternativa” nel panorama del capodanno romano è forse riduttivo. Un gran concerto a Piazza Sempione vedrà infatti protagoniste alcune band emergenti che molti di noi conoscono bene: sul palco ci saranno i Bamboo, gli About Wayne, i Management del dolore post-operatorio, i Molotoy, gli Ardecore e i Bud Spencer Blues Explosion.
E tutto questo succederà in piazza e sarà gratis! Per l’occasione abbiamo intervistato Antonietta Donatelli di Zerkalo, che si è occupata della direzione artistica di questo evento.

CHEAPSOUND Dedicare il Capodanno romano all’insegna della musica emergente e indipendente sembra un primo grande passo del Comune verso un movimento culturale spesso ignorato per eventi di questa entità. Com’è nata l’idea e la collaborazione con il Municipio III? 
ANTONIETTA DONATELLI Sono fermamente convinta che la periferia sia per sua naturale inclinazione il nucleo portante della creatività culturale. Quando ho sviluppato il progetto, quindi, ho pensato fosse assolutamente fondamentale valutare il tessuto artistico e creativo che nell’area urbana del Municipio III si è sviluppata in questi ultimi anni. Credo che il pensiero, la riflessione, l’emozione sorga là dove c’è un contrasto, una difficoltà, un impedimento e la creatività possa trasformare questi fattori di disturbo e disagio in qualcosa di positivo. Le periferie delle grandi città sono a tutti gli effetti, anche e soprattutto a causa della loro dislocazione urbana, luogo di confine, in cui pullulano elementi creativi. Per questo la creatività è l’espressione  più intrinseca della periferia, così come diceva Beppe Fenoglionon si scrive per gioia”. Non si dipinge, non si suona per gioia, lo si fa quando ci sono situazioni di crisi, di disagio, quando le emozioni sono talmente forti che necessitano di una forma di comunicazione “artistica” per venir fuori.  Tutto questo mi ricorda la famosa intervista a Luigi Tenco, quando gli chiesero “Perché scrivi solo cose tristi?” la sua risposta fu: “Perché quando sono felice esco.”  Entrare nel mondo creativo delle zona più esterne della città  allora vuol dire scoprire come dai margini e da situazioni stridenti e di contrasto si possano costruire alternative propositive e fantasiose. Nelle periferie urbane e sociali di tutta Italia e di Roma brulicano idee e nasce dal basso la voglia di contribuire a cambiare in meglio il mondo. Il governo del Municipio così come l’Assessorato alle Politiche della Periferie del Comune di Roma stanno facendo un ottimo  lavoro, e credo sia condivisa l’idea,  ora più che mai prima, che investire nella creatività della periferia sia un vero e proprio  dovere verso i cittadini. In questo senso sono convinta che continueranno a costruirsi “eventi” come questo dislocati in punti non “centrali” della città di Roma.

CS Piazza Sempione non è una zona culturalmente attiva come altre (San Giovanni, San Lorenzo, Monti, Pigneto…). C’è la volontà di rivalutarla o sfruttarla meglio?
AD In questo quadrante della città hanno vissuto artisti noti, pensiamo a Rino Gaetano, e ci vivono ancora, basti pensare a Mannarino. Piazza Sempione  è stata in passato un polo importante per avvenimenti culturali di rilevanza cittadina ed anche nazionale. Non dimentichiamo che proprio in prossimità della piazza è situato l’Horus, un club che ha ospitato nomi importanti della musica  “di qualità”. Mi vengono ora in mente i concerti a cui io stessa ho lavorato come quelli dei Suede, o dei Tool ma il locale ne ha ospitati molti altri in realtà. Forse uno degli ultimi a cui ho assistito in veste di pubblico  è stato  quello di Damien Rice, tutto questo per dire che il territorio non è nuovo ad eventi di qualità e credo sia pronto a ospitarli nuovamente. L’attuale amministrazione e  l’assessore alla cultura del Municipio  sono molto attenti alle tematiche culturali, il presidente Marchionne sono certa che si impegnerà molto per rivalutare il territorio e riportarlo al centro del mondo culturale.

CS Non è comune dividere un budget (leggo 40mila euro) per tante band piccole piuttosto che dedicarne la maggior  parte per un artista più “blasonato” che porterebbe più certezze per la riuscita della serata. La vostra, invece, è una scommessa sulla musica emergente: pensi che possa essere l’inizio di una partecipazione più ampia da parte del Comune nelle attività culturali più diramate della città?
AD Il budget, che assolutamente non è poco, racchiude in realtà molte spese, come quello del service, degli artisti, dei tecnici per l’agibilità pubblica, della Siae, etc. Al termine della manifestazione abbiamo deciso di pubblicarlo perché vogliamo ci sia la massima trasparenza. Detto questo la parte economica dedicata alle spese artistiche come puoi immaginare vede in realtà una cifra molto inferiore ai 40.000 euro. Ad ogni modo la scelta dei contenuti artisti  non è stata fatta sulla “quantità”, bensì sulla qualità.  Se anche fossero stati 100.000 la scelta sarebbe stata sulla qualità. Semplicemente ritengo di aver inserito nella line up quelle band che hanno prodotto, musicalmente parlando qualcosa di buono  e  che sono riuscite ad entrare nel budget. Probabilmente sì, avremmo potuto far suonare il polpettone televisivo, ma questo avrebbe voluto dire tradire il senso del progetto. Non è quello che ci interessa. Ci interessa che chi parteciperà torni a casa contento e magari con la voglia di creare o ascoltare musica buona.

CS Cosa vi ha portato a scegliere questa line up?
AD
Come ti dicevo quando ho sviluppato il progetto ho pensato fosse giusto partire da chi fa musica buona nel territorio. Le prime band che sono state inserite sono state Bamboo e  About Wayne che tra queste case sono cresciuti e si sono formati anche musicalmente parlando. I Bamboo li ho conosciuti attraverso Davide Caucci de “la tua fottuta musica alternativa”, mi ha colpito il loro talento nel cambiare le cose e usare come strumenti oggetti inconsueti come padelle e bidoni. Per me che sono una fan dei Einturzende Neubauten questo ha un certo fascino. Mi è piaciuto il fatto che si fossero spesi in laboratori con bambini per far approcciare i più piccoli alla musica. Anche i Molotoy hanno fatto laboratori e video nel territorio. Gli About Wayne sono ormai noti in tutta Italia e credo siano un buon esempio per il territorio e per la città di come, attraverso l’arte, si possa emergere e migliorare. Gli Ardecore anche vengono dalla periferia.  In particolare Giampaolo Felici, la voce del gruppo, viene da Tor Bella Monaca, adesso vive con e per la musica “buona”.  Ha un gruppo noto ed ha aperto un locale, l’Init Club. Hanno fatto tutto da soli, nessun parente nei settori alti della cultura cittadina, tutto da soli, ripeto. Credo che anche loro siano un buon esempio.  Poi sul palco ci saranno  Bud Spencer Blues Explosion e Management del dolore post operatorio, che sono a mio modesto parere tra quanto di meglio pubblicato, musicalmente parlando, negli ultimi anni in Italia.

CS Nell’organizzare questa serata avrete avuto a che fare con molte organizzazioni e gruppi che operano a Roma nella promozione della musica indipendente. Cosa pensi del panorama romano dal punto di vista musicale e organizzativo?  
AD Penso che ci sia del buono e del marcio, ma lo dico a prescindere dall’organizzazione di questo evento in particolare. Lo dico per esperienza più diffusa. Il buono è nel tentativo di alcuni creare una vera e propria scena musicale, consapevoli che i grandi fenomeni musicali sono stati possibili solo quando ci sono state più realtà musicali, più organizzatori e più band che volevano andare nella stessa direzione. Penso a quello che è accaduto a New York con la Beat Generation oppure a Seattle con il Seattle sound: il grunge. Anche oggi a Roma si sta provando a fare questo, a creare una scena in cui poter lavorare come musicisti in un collettivo ben più grande o come organizzatori in una factory più grande.
Il marcio, invece, è nelle logiche di potere e di prepotenza che alcuni conservano. Nell’arroganza e nella prosopopea che cui taluni vogliono imporsi sul mercato. Vedi il marcio, insomma,  quando si creano dispute su chi debba organizzare questo o quel concerto, o su chi debba essere coinvolto o meno nello sviluppo di un festival o un evento. Sono beghe che offendono la musica e chi intende lavorarci con spirito collaborativo,  sincerità ed umiltà.

CS Dagli strumenti della strada dei Bamboo, al blues dei Bud Spencer, fino alla popolare degli Ardecore, ci sarà una grande varietà musicale unita da un filo conduttore molto legato a Roma. Si sta cominciando a creare un’identità culturale più definita in questa città?
AD Credo di si, anche se ancora sfuggono i confini ed il punto di arrivo. Sono molti gli artisti che si mescolano fra di loro e questo fa bene alla musica ed al sistema “cultura/intrattenimento”.  Sulla kermesse di capodanno posso dirti che ci saranno ancora altre sorprese, che il filo conduttore sarà la musica di qualità. Partiremo addirittura con una partecipazione di una cantante lirica coreana che interpreterà alcuni brani, perché un altro tabù che mi piacerebbe sconfiggere è quello legato all’idea che si debba amare un solo genere musicale per volta, e questo è un pregiudizio molto italiano. Chi ama il punk non può amare il rock o il jazz? Ma chi lo ha detto? All’estero non è così, e a mio avviso, non è così per chi apprezza la qualità, sono certa che i ragazzi a Piazza Sempione sapranno apprezzare la lirica come il rock.

CS Come si avvicenderanno i vari set all’interno della serata?
AD Si comincerà con la lirica, dalle 18.00 , poi ci saranno i Molotoy, i  Bamboo, gli About Wayne, gli Ardecore, il Management del dolore post operatorio  e poi i Bud Spencer Blues Explosion. Contemporaneamente dalle 18.30 in via Titano ci sarà la discoteca silenziosa  con le cuffie  wi fi. Sempre su via Titano saranno tenuti per bambini laboratori dedicati  al tema del riuso ed energie rinnovabili a cura dei volontari del circolo Legambiente mondi possibili che attenderanno il 2014 insieme ai più piccoli parlando di buone pratiche per vivere un nuovo anno all’insegna della sostenibilità.

CS Come pensi che sarà accolto quest’evento dal pubblico romano poco abituato a grandi eventi pubblici gratuiti nella notte di Capodanno?
AD Credo bene, i Romani sono festosi ed accoglienti, sapranno divertirsi con noi. Speriamo ovviamente che ci sia bel tempo, accettiamo il freddo ma vorremmo evitare la pioggia. Speriamo che dopo questa belal serata insieme si torni a casa pensando positivamente e costruttivamente all’anno che comincia.

CS Come è stato possibile rendere l’evento gratuito? Che ruolo hanno avuto gli sponsor e il Municipio nello sviluppo del progetto?
AD Hanno aiutato non poco, anche se il 99% l’ha fatto la volontà del sindaco Marino di far realizzare eventi nelle periferie a Capodanno e di non investire solamente in un unico evento centrale. E’ stato un bel gesto che riconosce a tutti i cittadini di Roma la stessa posizione, non ci sono più quelli di seria A e quelli di serie B.  Per garantire qualità ed affrontare le spese rimaste abbiamo comunque avuto bisogno degli sponsor che ci hanno garantito i servizi igienici ed una quota minore  del cachet artistico.

CS Oltre alla musica dal vivo promuoverete la silent disco, raggiungendo Inghilterra e Germania nell’organizzazione di grandi eventi. Quali sono le potenzialità e i vantaggi di questo metodo?
AD La discoteca silenziosa e gratuita è stata promossa dai volontari dell’A.P.S. Tavola Rotonda che propongono un DJ set in cuffia a zero impatto acustico. Questo consentirà di divertirsi  e ballare senza rumori oltre a quelli di piedi e mani a seguire il ritmo.  E’ molto  bello da vedere e da provare, inoltre non ha ripercussioni a livello ambientale ed acustico, la si può organizzare anche in prossimità delle case.

CS Ti ringrazio, tanti auguri per la serata e di Buon Anno!
AD Grazie e Buon Anno anche a voi.

F.B.
(con l’imprescindibile aiuto e sostegno natalizio di Tiziano)

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