“Vedo, sento, scrivo”: la risposta di CheapSound alla Lettera Aperta di Cesare Basile

Cesare BasileCredo che un artista abbia il dovere di schierarsi piuttosto che sottrarsi ai conflitti.
Con queste parole, Cesare Basile ha aperto il suo comunicato, dichiarando di fatto di non accettare il Premio Tenco, a seguito dell’annullamento di una serata del Club in collaborazione con il Teatro Valle Occupato, e di non voler partecipare alla cerimonia di premiazione.
Sono situazioni che inevitabilmente portano tutti a porsi delle domande, soprattutto per noi che scriviamo di musica; conosciamo Cesare Basile, musicalmente parlando, e abbiamo parlato della meritata assegnazione del premio per il miglior album in dialetto, per l’omonimo disco distribuito da Viceversa.
Viene spontaneo chiedersi se, come gli artisti si schierano, sia giusta una presa di posizione anche per chi semplicemente si preoccupa di diffondere la musica. Su di noi, il verbo “schierare” suona male, visto che riconosciamo solo due partiti: la buona e la cattiva musica. E la prima, banalmente, altro non è che quella che trasmette qualcosa: racconta una storia, un fatto, ci emoziona. Non è neutra e non lo potrà mai essere, perché non sono neutri gli individui. Se non trasmette nulla, trascende il suo scopo e sarà cattiva musica.
Tuttavia sempre di musica parliamo e vale per tutte le forme d’arte. Sempre da quella parte.
Il nodo forse sta tutto qui: schierarsi o meno dalla parte di un’arte. Quella che ha bisogno di un luogo, di qualcuno disposto a maneggiarla, di qualcun altro che ne voglia usufruire; sono gli ingredienti dell’interazione quelli appena elencati, o banalmente quelli di una comunità.
Tenco PremioCapiamoci: il Club Tenco è libero di fare ciò che ritiene più opportuno per tutelare il proprio premio, così come la SIAE, partnership prestigiosa, ha modo di esporre il proprio pensiero nei modi che gli consentono la legge e la propria posizione. La domanda che si pone un artista, ma anche chi semplicemente fruisce l’arte, è come debba considerarsi la posizione di chi annulla una serata, a seguito di discussioni sul diritto d’autore, sgomberi forzati e legalità degli spazi autogestiti, come sono le importanti esperienze del Teatro Valle Occupato, del Teatro Coppola, del Nuovo Cinema Palazzo, del Teatro dei Cittadini, del Macao, dell’Ex Colorificio e moltissimi altri. Se chi decide di annullare una manifestazione in cui sono coinvolti questi soggetti, possa dire di stare agendo nel rispetto e nella tutela di queste forme artistiche.
Nell’esatto momento in cui si comprende vi siano altre forze in campo, che poco o nulla hanno a che fare con l’arte, il gesto di Cesare Basile diventa praticamente dovuto, oltre che degno di stima e ovviamente condivisibile da chi come lui “vede, sente, parla.
Noi vediamo, sentiamo e scriviamo. Per cui chi scrive pensa sia facile capire da che parte stiamo.
Di seguito il comunicato di Cesare Basile completo, come si legge sulla sua pagina Facebook:

Credo che un artista abbia il dovere di schierarsi piuttosto che sottrarsi ai conflitti.
È l’unica regola alla quale ho cercato di essere fedele come individuo e come musicista nel corso della mia oramai lunga carriera.
Viviamo da troppo tempo e con sconcertante naturalezza l’era delle tre scimmie, la viviamo adeguandoci alla goffaggine che genera complicità, paghi del piatto di minestra che la carità del Potere ritiene di assegnarci ai piedi della sua tavola.
Non vedo, non sento, non parlo. Tuttalpiù faccio un salto di fianco e lascio che la cosa passi.
Strana pratica per un mestiere che è fatto esclusivamente di vedere, sentire e parlare. Strana pratica per chi ha scelto il racconto come segno della propria esistenza.
Faccio parte da due anni dell’assemblea del Teatro Coppola Teatro dei Cittadini, un teatro occupato e autogestito, uno spazio sottratto all’incuria e alla magagna della Pubblica Amministrazione, frutto gioioso e libero di un altrettanto gioioso e libero atto illegale. Rivendico quotidianamente la legittimità di questa pratica come risposta a un sistema di gestione dell’arte e della cultura verticistico, monopolista, clientelare. Questo non mi rende migliore o peggiore di altri, né fa di me un eroe, mi vede solo parte attenta di una scelta e come parte attenta di una scelta non posso fare a meno di vedere, sentire e parlare.
I recenti attacchi del presidente della S.I.A.E., Gino Paoli, e del suo direttore generale Gaetano Blandini contro il Teatro Valle occupato e le altre esperienze autogestite sul territorio italiano (il Teatro Coppola Teatro dei Cittadini fra queste) mi hanno profondamente disgustato per toni e arroganza; attacchi dai quali traspare, tra l’altro, una chiara e ben orchestrata richiesta autoritaria di ripristino della legalità che altro non è che un’esortazione allo sgombero.
Sabato 30 Novembre avrei dovuto partecipare, insieme ad altri musicisti, a una manifestazione organizzata dal Club Tenco e dal Teatro Valle. In seguito allo scontro con la S.I.A.E. il Club Tenco ha cancellato questa manifestazione dalla sua agenda con la seguente motivazione: «Il Club Tenco di Sanremo, preso atto del forte contrasto emerso negli ultimi giorni tra il Teatro Valle di Roma occupato e la Siae, ha deciso di annullare la manifestazione “Situazioni di contrabbando” programmata al Teatro Valle nei giorni 29 e 30 novembre. Non avendo la competenza tecnica per entrare nel merito dei gravi motivi di contrasto, il Club ritiene comunque di non dover alimentare, per la sua parte, attriti e polemiche, e per questo rinuncia serenamente ad un evento che potrebbe acuire il dissidio tra le due parti».
Essendo la S.I.A.E. partner importante del premio Tenco non viene difficile capire il perché di questo passo indietro.
Ma se il Club Tenco ritiene di dover sottostare a un ricatto e fare un passo indietro per non «acuire il dissidio tra le due parti», io reputo opportuno farne uno in avanti per sottolinearlo questo dissidio: conflitto fra chi vuole una cultura liberata e chi, invece, la cultura vuole amministrarla per mantenere privilegi.
Ecco perché, ringraziando tutti quelli che mi hanno votato, non ritirerò la targa Tenco 2013 per il miglior album in dialetto e non parteciperò alla premiazione dell’8 dicembre al Petruzzelli di Bari.

Flavia Sciolette

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