Cesare Cremonini: La Teoria Dei Colori

Cremonini

Cesare Cremonini, indiscussa rivelazione del pop alla fine del secolo scorso con i Lunapop, interessante scoperta/promessa da solista, è arrivato ormai al suo quarto lavoro: La Teoria Dei Colori.
Molti hanno parlato di maturità artistica e compositiva giunta al punto massimo, traducibile, a mio avviso, come “niente di nuovo sotto al sole”. Sembra una moda tutta italiana quella di sperimentare ed osare nei primi album (basti pensare a Bagus, un disco pop affatto convenzionale) per poi sedersi sugli allori del successo.Il contrario della normalità (molti artisti concedono il primo disco sull’onda di un successo inaspettato e poi cominciano ad osare, vedi gli Arctic Monkeys). Quindi, come già avevamo visto per Tiziano Ferro – autore di un pop rivoluzionario nel nostro paese che con due album d’esordio niente male si ritrova a sfornare un disco dopo l’altro che potrebbero essere fotocopiati – anche per Cremonini è arrivato il momento di appendere le ambizioni di “un pop migliore è possibile” al chiodo.
Queste undici tracce, in effetti, scorrono tranquillamente, non senza momenti interessanti chiaro, ma senza nemmeno un qualcosa di tanto forte e particolare da notarlo. In più, se si ha confidenza con la musica del bolognese, questo disco ha tutte sonorità, armonie e dinamiche già sentite.
Probabilmente non gli andava, ma vabbè, già da parecchio non era in vena (dieci anni di carriera solista con già un live e una raccolta all’attivo parlano da soli).
Detto questo, l’album in se non dispiace: i pezzi variano abbastanza musicalmente (dal pop quasi dance de Il Comico (Sai Che Risate) a pezzi lenti quasi in stile De André (come Amor Mio), mentre i testi non brillano. Manca la consueta traccia strumentale, convenzione che rendeva molto piacevoli i suoi dischi.
Le influenze sono sempre simili: dai Beatles (i fiati nel finale di Una Come Te ricorda Penny Lane in maniera quasi esagerata), i nuovi Coldplay (lo si intende dal disordine dell’artwork oltre che dagli arrangiamenti rumorosi e confusionari, in linea con Mylo Xyloto), come ho già detto De Andrè e i soliti Oasis (la predominanza delle chitarre rispetto a piano e tastiere ne da la conferma).
Nota positiva, come in tutti i dischi di Cremonini, la produzione di Walter Mameli da all’album una confezione impeccabile che non può che spianargli la strada verso il successo commerciale.
Il nuovo disco di Cesare Cremonini, insomma, è piacevole da ascoltare, ma, alla fine, non rimane nulla di che: nessuna novità o miglioramento rispetto al passato, nessun pezzo particolare.
Ci aspettiamo di più dal “Zesare” nazionale.
Alla prossima…

F.B.

Autore: Cesare Cremonini
Titolo: La Teoria Dei Colori
Etichetta: Tre Cuori, Universal

TRACKLIST

1 – Il comico (sai che risate)
2 – Una come te
3 – Stupido a chi?
4 – L’uomo che viaggia fra le stelle
5 – Non ti amo più
6 – Amor mio
7 – I love you
8 – Ecco l’amore che cos’è
9 – Tante belle cose
10 – La nuova stella di Broadway
11 – Il sole

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