Cheapsound goes to I LOVE TECHNO

Quando uno si trova a vivere a Novembre, a mezz’ora di treno dalla città che ospita I LOVE TECHNO, non può non andare. Poi ci sono quelli che ne fanno una questione religiosa, del tipo: “la mia dottrina mi imponeva almeno una volta nella vita di pellegrinare fino a Gent per ques’occasione”. Io faccio parte di questo secondo  gruppo.

Dalla stazione di Gent al Flanders Expo, luogo dove si svolgeva l’evento. il percorso era guidato in stile “pastore con le pecorelle”: la folla veninva dirottata dall’uscita fino alla fermata del tram che portava, espresso, direttament all’evento. Il tutto era organizzato in maniera eccelsa.

Arrivati al flanders expo alle ore 20:00 (inizio evento ore 19:00) si veniva smistati (sempre pecorelle) in varie file per l’ingresso: tutto liscio. Guarda roba in numero 10 circa  hanno fatto sì che per lasciare, e allo stesso modo ritirare, la giacca ci volessero secondi 30.

Lasciata la giacca un corridoio portava all’hangar principale. qui una mappa.

Per chi conosce Roma: la sala più piccola era grande quanto l’atlantico all’eur. l’orange room, la più grande, non aveva nulla da invidiare alla sala del palazzo dei congressi.

Nella grande hangar comune, sul quale si affacciavano le “rooms”, c’era tutto il necessario. Bagni in condizioni umane( anche se con tariffa di 50 c) stand di “pizza-sandwich-tuttoilresto” , gadget vari in vendita e stand degli sponsor.

Quella che nella mappa è segnata come “chill out” era per l’appunto una sala fornita di divanetti, dove potersi riposare quando le energie ti abbandonano. perchè si sà il party harder è un mestiere duro.

Ogni sala aveva un servizio d’ordine proprio, ed è una cosa che si apprezza dopo quanto successo alla Love Parade.              Insomma organizzazione perfetta: anche chi non era a suo agio a saltare con gli scalmanati non poteva lamentarsi.

Passiamo all’argomento principale: La musica.

Qui la line up, che da sola basterebbe a recensire l’evento.

Parlerò solo di chi ho visto, purtroppo l’obiquità non è data.

Appena arrivati SCNTST sala gialla: il ragazzo ci sa fare ed è la musica giusta per un evento del genere. i bassi dell’hip-hop+ i suoni dell’elettronica anni ’90= vero groove. Però era all’inizio del programma  e forse sarebbe stato meglio ad un’ora più tarda, visto il tipo di musica.

The Magician sala blu: Qui invece non si poteva trovare niente di meglio per il warp up; house old school e disco perfette per accogliere i nuovi arrivati( da notare che la sala blu è la prima che “accoglie” chi arriva dall’ingresso).

In sala blu a The Magician ha seguito Dada Life, solo uno dei due componenti, e a quel punto ovviamente la folla, già calda, è esplosa. Remix famosi per i synth acidissimi e i bassi violenti hanno fatto saltare tutti quanti in continuazione. Le banane volanti non si contavano( la banana è la mascotte di Dada Life).

Di nuovo alla gialla per la seconda metà del set di Boys Noize. La sala era praticamente non illuminata salvo il palco, il che conferiva quell’aria da Rave vecchia maniera che sono convinto fosse un’esplicita richiesta della Star. Il palco era costituito da una testa di teschio gigante con occhi luminosi e le proiezioni  alle sue spalle  riprendevano le grafiche dell’ultimo album. Di quanto sia bello e bravo boys noize penso ci sia scritto abbastanza qui su cheapsound. Diciamo per  farla breve che non ha deluso. La folla ha ballato ed è stata educata ad un po’ di elettronica colta.

Dalla gialla un simpatico ubriacone francese ci ha convinto a seguirlo nell’Orange room, dalla mappa si capisce che il percorso è un po’ arizigogolato ma l’arrivo vale. Sala gigantesca, l’unica con una sorta di privè. Sul palco in quel momento si esibiva Dj Fresh, pezzo da 90 della drum’n’bass mondiale. ma non era solo: lo accompagnavano una cantante, un rapper un batterista e un chitarrista (chiedo scusa, ma non so chi fossero costoro). Alla fin fine, pur non apprezzando molto la DnB, la sua è stata una performance live davvero notevole. La dimostrazione che il dj e la band non sono sempre degli opposti assoluti ma che, anzi, possono conviverecon successo.

Convinto il simpatico ubriacone che anche A-trak fosse imperdibile, ci siamo spostati alla sala blu. Il canadese ha fatto un set ben più elettrico di quanto non avesse fatto a Roma la primavera scorsa. Anche qui, oramai si sa, A-trak è IL dj, quello che fa lui con i piatti non lo sa fare nessun altro. E’ uno dei pochi, ed il più bravo, a scrathare con dischi electro-house.

Nero ha seguito di  A-trak, ho sentito solo la primissima parte, ma prometteva benone. Anche qui però, si è visto solo uno dei membri del duo.

I miei compagni di avventura mi hanno forzato ad andare nella sala verde per sentire i modeselektor. Beh, avevano ragione, vecchio e nuovo per il duo tedesco, effetti visivi notevoli e tutto suonato live, valeva decisamente la pena. Tra l’altro erano posizionati idealmente in scaletta a metà del festival.

Vitalic in sala gialla, sempre sotto consiglio dei compagni d’avventura, grandi luci,e tutto live con band, più o meno come Dj Fresh  ma senza voci. In compenso le luci sul palco erano meravigliose, da sole meritavano l’entrata nella room.

Senza sosta,direttamente nella blu per i Major lazer. Era il compleanno di Diplo ( ovvero il membro fondatore e proprietario della Mad Decent) si sono presentati sul palco festanti con due ballerine e un gruppo di amici sconosciuti che di lavoro, evidente, fanno i festaioli. musica assolutamente eccezionale,balli scatenati, festa garantita. Diplo, per festeggiare, si è lanciato sulla folla dentro un pallone gonfiabile.

Per ultimi, in Yellow Room: Tiga e a seguire Dr. Lektroluv.

Tiga devo dire è stato l’unico che ha deluso: messo nel finale, non ha fatto niente di eccezionale e ha invece messo diverse tracce già ascoltate nelle altre sale. Un po’ come se suonasse solo per sé stesso e non anche per il pubblico. E il pubblico se ne accorge.

Doctor Lektroluv per finire in bellezza, un po’ il padrone di casa se vogliamo, visto che è belga e la sua casa discografica ( Lektroluv records) produce alcune delle punte di diamante della nazione.  con la sua maschera verde ha dato vita ad un’ora e mezzo di set davvero “Acid” che facevano dimenticare l’ora ormai mattiniera. in sala c’erano numerosi “sopravvisuti”, più di quanto me ne aspettassi in realtà.

In conclusione diamo i premi “Cheapsound” del festival che, sono sicuro, renderanno molto orgogliosi i rispettivi vincitori.

Miglior dj: A-trak    migliore musica: Boys Noize   miglior performance live: Dj Fresh   migliore festa: Major Lazer   miglior sala: Blue room

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