Cigarettes After Sex @Viteculture 24/07/2017

Nella ricca rassegna di musica dal vivo di Viteculture presso gli spazi dell’Ex Dogana non poteva mancare un tocco di dream pop e sensualità con la band di Greg Gonzalez che fa tappa per la prima volta a Roma

Cigarettes After Sex”, nulla di più ammiccante ed evocativo per il nome di una band dalle sonorità ambient-dream pop. Il fumo di una sigaretta accesa nel letto, la mente che si perde ancora annebbiata tra i ricordi vividi e il piacere e l’alienazione dal mondo reale fuori le quattro pareti: un immaginario romantico, vagamente decadente e dolcemente bohemenien descrive l’attitudine della band americana.

Immagini sensuali e sonorità voluttuose ed eleganti, coronate dalle voce di Greg Gonzalez, androgina e avvolgente, affascinano il numeroso pubblico del Viteculture,  negli spazi dell’Ex Dogana, per il primo live a Roma dei Cigarettes After Sex.
Una platea copiosa ed eterogenea li accoglie nonostante la loro scarna produzione musicale che, in quasi un decennio di carriera, conta un solo LP omonimo all’attivo uscito ad inizio estate: evidentemente  la frangia più pop della wave e dell’ambient riesce a toccare quel nervo scoperto, più o meno esposto… è subito spleen tardoadolescenziale di massa! Ma ben fatto, questo va riconosciuto.

Lo show dei Cigarettes After Sex risulta sicuramente d’ambiente ed emozionale, composto ed estremamente pulito nei suoni, per una fedeltà impressionante alla versione in studio: basso e batteria creano una trama ipnotica e rarefatta su cui si aggrappano e fluttuano giri di chitarre e la voce unica di Greg Gonzalez, mentre alle loro spalle scorrono immagini oniriche di luoghi nebbiosi e acquei intervallati a volti distanti e assenti.

Il live si apre con “Sweet” e il suono morbido ed appoggiato di basso e batteria,  penombra e fumo denso a celare la band e la sua onirica magia.  Si prosegue con le ambientazioni più rarefatte di “Each Time You Fall in love” più intimista e sensuale, attraverso l’intera produzione della band. Smartphoneincessantemente sopra la testa per digitalizzare l’attimo e portarlo con sé: impossibile resistere alla tentazione su “Nothing’s Gonna Hurt You Baby”, uno dei brani più famosi della band e sull’ovazione all’annuncio di “Affection” e sulla chiusura del set con “Apocalypse”.

Così passano nell’aria fresca capitolina, una dopo l’altra le preziose perle sonore di Greg Gonzalez, intrise di malinconia e fantasie, in un mix di laconica tristezza ed eccitazione che in qualche modo si insinuano tra i ricordi delle bedtime stories. Poche anche le interazioni col pubblico, ma sicuramente il calore dela platea romana ha intaccato la loro algida aura, convincendoli ad un  encore di ben due pezzi in cui sono apparsi più coinvolti e grati per la serata.

Certamente qualcuno ha lamentato una certa staticità nel pubblico e sul palco e la ripetitività dei suoni, ma in fin dei conti dream pop, ambient core, di certo non è il pogo che richiamano, piuttosto un lieve ondeggiare e un sentimento di quasi catarsi e leggerezza.

Dopo questo live un considerazione mi sembra doverosa:  creare un album dai suoni ripetitivi e rarefatti è tutt’altro che un’opera complessa, ma ben più difficile è riuscire a creare un concept sonoro coinvolgente e in grado di creare una ambientazione, un mood che faccia da cornice a liriche narrative ed emozionali. Cigarettes after sex è in questo senso la prova di una grande maturità stilistica e compositiva. Ancor più difficile, e per questo va loro il mio personale plauso, è rendere questa complessità sonora ed empatica in un live set come quello in cui sono stati ospiti di Viteculture, in uno spazio aperto e vasto, tra le macchine sul viadotto della tangenziale e i vagoni della ferrovia.

Il consiglio è di ascoltare il disco al primo giorno di pioggia o al primo tramonto malinconico … o propio accendendosi una sigaretta dopo…

Foto di Francesca Romana Abbonato

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