I Consigli Del Narciso #13 | Pochi ma buonissimi

Il buono del mese scorso, il buono a venire


Tredicesima puntata de I Consigli Del Narciso, la rubrica che porta sulle pagine di Cheap Sound ciò che di buono c’è stato nel mese appena terminato e punta un faro verso il buono a venire. C’è sempre un’immagine dei dischi che consiglio, o perlomeno di una buona parte di essi, e in coda un brano da ascoltare che anticipa qualcosa di gustoso che verrà (coming soon).

Dopo l’abbondanza di suoni del mese scorso, ottobre porta con sé meno dischi ma di grande qualità. Sono lavori che non stanno ricevendo dalla critica musicale la giusta attenzione, o ne stanno ricevendo ma i pareri sono discordanti, perciò mi è sembrato giusto raccontarvi la mia.

Alessandro Cortini – Avanti è l’ennesimo disco di un musicista eccezionale. Sì, perché il produttore bolognese non è solo un prezioso collaboratore di Trent Reznor nelle ultime produzioni targate NIN, ma ha alle spalle una solida carriera solista nel cosiddetto filone “ambientale”, che parte dal 2013 e arriva sino ad oggi senza passi falsi. In Avanti si respira una malinconia che non lascia scampo, costruita utilizzando il suono dei sintetizzatori misto al campionamento di registrazioni della sua infanzia.

Colapesce – Infedele è la quintessenza del pop, in tutte le sue forme. In questo terzo disco del musicista di origini siciliane si alternano soluzioni sonore cristalline e sghembe, che compongono un bignamino indispensabile per comprendere il qui e ora della musica “indipendente” – intesa come libera di fare e sperimentare, rimanendo sia personale che accessibile. Ci ricorda l’attitudine del compagno di etichetta Cosmo, ma con una palette sonora ancora più allargata. Merita di finire in alto nelle classifiche di fine anno.

St. Vincent – Masseduction è il disco più pop di Anne Erin Clark ma, similarmente al discorso fatto qui su con Colapesce, è un pop (ultra)moderno, tinto di elettronica e funk-rock, e lo è al di là del personaggio St. Vincent e delle sue geniali scelte di marketing. Conta la musica e i tredici pezzi del disco sono una continuo distendersi di mondi sonori dove classe e ingegno la fanno da padroni. Forse storceranno il naso i suoi sostenitori della prima ora, quindi il consiglio è di ascoltare il disco senza pregiudizi di sorta (che poi è ciò che andrebbe SEMPRE fatto).

Volgendo lo sguardo al mese di novembre c’è un disco imperdibile che si chiama Hyperdub: Diggin’ In The Carts, A Collection Of Pioneering Japanese Video Game Music a cura di (sua maestà) Kode9 in coppia con Nick Dwyer della RBMA. Il titolo dice già tutto: si tratta di una raccolta di colonne sonore semi-nascose di giochi giapponesi degli anni ‘70 e ’80. E’ già uscito invece James Holden & The Animal Spirits, in cui è possibile ascoltare un James Holden meno elettronico e più “bucolico”, alle prese con sonorità avanguardiste e di improvvisazione che profumano di etno-jazz. Dategli fiducia, verrete ripagati con un disco fuori dal tempo, come testimonia il coming soon.

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