I Consigli Del Narciso #8|Un carnevale di dischi è servito

Joe Bussard - Frederick, MD
Joe Bussard sitting in his basement with some of the rarest 78s in existence. The brown paper record jackets behind him are all uniformly discolored in the middle as a result of Joe’s hands sorting and searching through them for the past 60 years.
Joe Bussard - Frederick, MD Joe Bussard sitting in his basement with some of the rarest 78s in existence. The brown paper record jackets behind him are all uniformly discolored in the middle as a result of Joe’s hands sorting and searching through them for the past 60 years.

Il buono del mese scorso, il buono a venire

Ottava puntata de I Consigli Del Narciso la rubrica che porta sulle pagine di Cheap Sound quello che di buono c’è stato nel mese che sta volgendo al termine e punta un faro verso il buono a venire. C’è sempre un’immagine dei dischi che consiglio o perlomeno di una buona parte di essi e in coda un brano da ascoltare che anticipa qualcosa di gustoso che verrà (coming soon).

L’uomo che vi guarda dall’immagine di copertina è Joe Bussard con alle spalle la sua imponente collezione di dischi, consumata a tal punto da apparire di un monocromatico giallo paglierino. Gli rendiamo omaggio sperando che anche voi consumiate la plastica o il cartone dei vostri dischi nell’impeto degli ascolti giornalieri.

Qui di seguito i buoni suoni di questo febbraio e le anticipazioni di marzo 2017.

I Dischi Del Narciso #8

Sampha ‎- Process è finalmente tra noi. La voce di Sampha Sisay – o comunque il suo apporto in fase di scrittura – ha caratterizzato con gusto e colore pezzi, tra gli altri, di SBTRKT, FKA twigs, Jessie Ware, Frank Ocean, Solange, Drake, Beyonce, Kanye West, quindi potete bene immaginare quanto fosse attesa questa sua prima prova autografa sulla lunga distanza. Il risultato è buono e si inserisce nel solco musicale di Frank Ocean (e non è poco) mantenendo comunque un proprio carattere. Il suo particolare timbro vocale si adagia su pezzi intimi e malinconici; un disco da mettere su all’imbrunire.

Thundercat – Drunk è la conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, di un talento fuori dall’ordinario. Il terzo LP di Stephen Bruner, che esce come di consueto per la Brainfeeder di proprietà di Flying Lotus, è un lavoro ambizioso e spontaneo; gioca le carte delle collaborazioni di lusso (Kamasi Washington, Kendrick Lamar, Pharrell Williams, Wiz Khalifa, Michael McDonald e Kenny Loggins) eppure rimane qualcosa di assolutamente aderente alla personale visione soul-funk del bassista americano. Ventitré pezzi che paiono registrati in presa diretta in un’unica jam-session “ubriaca” tra malinconia e futuro.

Herva – Hyper Flux segna il ritorno del produttore italiano Hervè Atsè Corti a due anni di distanza dal suo debutto Kila. Anche questo secondo lavoro esce per la prestigiosa etichetta Planet Mu e, se da un lato si prosegue sulla strada di un’elettronica ultra-sfaccettata che mette assieme noise, ambient e broken beat con piglio idm (quell’intelligent-dance-music che tanto segnò la storia della Warp Records e della stessa Planet Mu), dall’altra Herva guarda alla modernità e pure ai suoni analogici – lo stesso Corti dichiara di aver suonato molti strumenti non-elettronici poi abilmente campionati e immessi nel flusso sonoro. E’ un disco che rimarrà sul piatto per molto, molto tempo.

Per una volta vi consiglio due dischi “mainstream” di prossima uscita. A marzo esce Spirit dei Depeche Mode e anche Automaton dei Jamiroquai e ci tengo a segnalarli perché non si vive di soli nomi nuovi. Entrambi i dischi dimostrano come si possa tornare sulle scene badando esclusivamente al proprio gusto e non al peso storico che si ha sulle spalle. Non c’è alcuna operazioni “revival”: Spirit è un disco che guarda al presente e propone una visione dei Depeche Mode aggiornata al qui e ora (forse mai come oggi c’è un equilibrio mirabile tra Gahan/Gore/Fletcher) e anche Automaton vuole far ripartire la band di Jay Kay ammiccando ad un presente scevro da rimpianti, anzi direi in questo caso perfino futuribile.

Il comig soon di questa puntata è il primo estratto da Spirit dei Depeche Mode: “Where’s the Revolution”. Buona musica!

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