I Consigli Del Narciso #9: un anno di buoni suoni

Il buono del mese scorso, il buono a venire

La rubrica I Consigli Del Narciso festeggia il suo primo anniversario! E’ già passato un anno, difatti, dai primi dischi nello stagno in esclusiva sulle pagine di Cheap Sound. Non toccherebbe a me tirare le somme del discorso – la bontà dei consigli può essere valutata solo da chi li riceve, no? – però mi sento di dire, perlomeno, che sono stati mesi pieni di buoni suoni, sia in Italia che oltremare, a riprova che è più utile passare il tempo ad ascoltare ciò che di nuovo c’è in giro che a lamentarsi che non è più come dieci-quindici-vent’anni fa. Ad ogni buon conto, noi proseguiamo facendo la nostra piccola parte, puntando il dito verso lidi musicali assolati.

Solitamente, in questo spazio, si segnala ciò che di buono c’è stato nel mese che sta volgendo al termine e si punta un faro verso il buono a venire, ma visto che la puntata è di quelle speciali recuperiamo alcuni dei dischi usciti nel bimestre marzo-aprile e anticipiamo qualcosa del prossimo maggio 2017. C’è sempre un’immagine dei dischi che consiglio o perlomeno di una buona parte di essi e in coda un brano da ascoltare che anticipa qualcosa di gustoso che verrà (coming soon).

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The Magnetic Fields – 50 Song Memoir vale a dire il ritorno sulle scene di un gigante – Stephin Merrit – che racconta in musica i suoi primi cinquant’anni di esistenza. Il suo ultimo lavoro è un album concettuale: un pezzo per ogni anno di vita del suo autore, ma dentro a ciascuno si ritrovano le intuizioni avute nell’arco di un’intera carriera, spesa ad utilizzare i suoni per raccontare storie. Più di cento strumenti suonati su cinque cd/vinili o in formato libro con codice download, per un’epopea a dir poco emozionante e una varietà sonora come sempre eclettica ma funzionale al tema.

Paolo Benvegnù – H3+ è la chiusura di un cerchio; il terzo tassello di quella che il suo stesso autore ha definito trilogia dell’anima, dopo Herman (2011) ed Earth Hotel (2014). In H3+ si continua ad indagare l’animo umano ma ci si spinge anche al di fuori di esso, fino a raggiungere il cosmo più profondo. Dieci brani che sono altrettante variazioni sul tema “dentro/fuori” noi stessi, coniugando il verbo di un rock essenziale – meno sfumature sonore rispetto al recente passato – sovrastato da una voce impeccabile che, come da tradizione, si erge su tutto il resto, forte e chiara.

Arca – Arca è il terzo disco del produttore venezuelano ed è un capolavoro. Dimenticate le strutture elettroniche taglienti dei due precedenti dischi Xen (2014) e Mutant (2015) o, meglio, immaginatele relegate in secondo piano rispetto alla voce del suo autore. Gli incastri ritmici divengono intermezzi tra una confessione e l’altra; Alehandro Ghersi – questo il suo nome di battesimo – si spoglia di ogni sovrastruttura, musicale e non, mostrandosi completamente nudo e cantando con una voce imperfetta ma bellissima il suo e il nostro tempo. Un disco che Bjork consiglierebbe a David Lynch.

Actress – AZD è il quinto disco di Darren Jordan Cunningham, quello che segna il ritorno del giovane produttore inglese dopo Ghettoville (2014) che era stato dichiarato come il suo ultimo lavoro in studio. Actress ci ha ripensato – meno male – e torna con una produzione “summa” di quanto composto finora: ambient, techno, abstract; buoni suoni per i club fumosi ma anche per l’ascolto in cuffia mentre si percorre una strada qualsiasi della vostra città. AZD strizza l’occhio a produttori del calibro di Burial e Zomby, pur rimanendo personale e riconoscibile. Il biglietto vale la corsa.

A maggio escono tre dischi imperdibili: Forest Swords – Compassion; !!! (Chk Chk Chk) – Shake the ShudderThe Heliocentrics – A World Of Masks. Di Forest Sword si erano perse le tracce da quel 2013 in cui uscì il debutto Engravings, disco con cui il produttore inglese seppe smarcarsi dal suono witch-step tipico della Triangle Records, aggiungendo misurate dosi di dub e psichedelia. Tornerà con un album che promette ulteriori evoluzioni stilistiche. La formazione con i tre punti esclamativi nel nome è attesa al varco perché ogni nuovo disco è una festa disco-funk-rock composta con perizia tecnica e gusto; impossibile stare fermi con loro. Infine The Heliocentrics ovvero la band cosmic-jazz-pschedelica per antonomasia, che riesce a sperimentare in modo sempre audace pur rimanendo godibile da un pubblico più o meno allargato; hanno Sun Ra nel cuore e Mulatu Astatke come consigliere speciale.

Il coming soon di questa puntata è “The Apprentice”, contenuta nell’edizione limitata di Humanz, l’ultimo disco dei Gorillaz in uscita il prossimo 28 aprile.

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