La Strada è di tutti (La Verità e di tutti): il primo album dei Controsenso

E’ uscito da poco il primo album dei Controsenso. Autoprodotto. Questo è il primo dettaglio su cui voglio soffermarmi: se da una parte, infatti, è il pregio del disco, è anche il suo difetto. Sto recensendo questo disco proprio perché indipendente ed autoprodotto, con stima di chi ci ha lavorato per due anni contribuendo alla crescita di quell’immenso sottobosco musicale di Roma e che, col nostro blog, speriamo di incentivare. Non è da poco per quattro ragazzi romani (Gabriele Blandamura, voce e chitarra nonché autore di quasi tutti i pezzi, Alessandro Megaro, piano, tastiere, armonica e ukulele, Andrea Zaia, basso e Federico Olivetti, batteria), con il supporto di Francesco Catitti ed Helio Di Nardo (entrambi degli Electric Diorama), mettere soldi, tempo, idee ed energie a servizio di una cosa che, quasi sicuramente, non porterà a nulla a livello economico, sociale o lavorativo. Ma chi fa musica, oggi, deve fare così. Così l’autoproduzione diventa un pregio, anche per l’eccezionale art work fatto per confezionare il disco. E’ anche il suo più grande difetto. Il fatto che il disco sia autoprodotto ha dato a Blandamura & co. la possibilità di fare esattamente ciò che volevano, nell’ambito del realizzabile. Quindi, questo disco, come mai nient’altro può e potrà essere, è il manifesto di quello che i Controsenso sono e – soprattutto – di ciò che vogliono essere. E allora mi chiedo: senza scadenze, impegni discografici, necessità economiche e niente di tutto ciò, perché fare un album così “compiacente”? Così tanto pop e così poco indie? Insomma, perché i Controsenso non hanno osato di più?
La strada è di tutti (La verità è di tutti) è il titolo dell’album. Fra le numerose influenze, spiccano, a mio parere quelle di Battiato, Battisti e di quel filone – che da loro deriva – nato a Roma a metà dei ’90 (Tiromancino, Gazzè, il primo Silvestri): testi talvolta inutilmente complessi (Don Giovanni, Unisono), ma molto più spesso eccessivamente semplici (S.O.S., Inverno). La musica, però, c’è. I Controsenso toccano i generi più disparati e, certo, potenzialmente hanno anche buona tecnica, rimanendo comunque, e non dev’essere sempre, per forza, un difetto, nell’ambito del pop. Divertenti e originali gli arrangiamenti, o perlomeno coraggiosi, visto che il panorama romano – al di là del sempreverde meta – sta pian piano fiorendo di gruppi simil-Oasis (o post-Oasis). Il gruppo in questione, in un certo senso, osa riscoprendo la canzone italiana, ha, peraltro, il grande pregio, una volta tanto, di avere un tastierista, anzi, un pianista, come punto cardine del gruppo (chissà perché a Roma sono tanto fuori moda). Non basta però, non ci sono effettivamente canzoni che restano impresse, sebbene due o tre ottime prove si possono notare: dalle due semistrumentali Unisono (a mio parere la migliore del disco, così come del loro show dal vivo) e La grande esplosione che squarciò le nuvole e ci mostrò il cielo (dal titolo potrebbe essere un pezzo da Amore e non amore di Battisti), alla ballata Le promesse del mare o alla divertente E intorno il blu.
In conclusione, complimenti per come hanno lavorato i Controsenso, ma forse potevano premere un po’ di più l’acceleratore. Nota importante: la presentazione dell’album – a Locanda Atlantide – comprendeva nel biglietto la serata con il disco in omaggio. Gran bella idea, sia per la pubblicità a sè stessi, sia per la diffusione – finalmente – di un po’ di dischi veri!
F.B.

La videorecensione di Giulio Falla

Titolo: La Strada è di tutti (La Verità è di tutti)
Autore: Controsenso
Etichetta: Indipendente

TRACKLIST
1 – S.O.S.
2 – Continuavi a scappare via da me
3 – Don Giovanni
4 – E intorno il blu
5 – Sul foglio di carta
6 – Unisono
7 – Tu che tornerai da me
8 – Inverno
9 – La grande esplosione che squarciò le nuvole e ci mostrò il cielo
10 – Le promesse del mare

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