Joe Victor I La Recensione di Night Mistakes

Joe Victor-Night Mistakes

Riassunto degli episodi precedenti: Joe Victor è una band anglofona di stampo folk-rock, formata da 4 ragazzi più o meno trentenni, che attraverso una fitta gavetta fatta di concerti lunghissimi, si costruisce una fan-base solidissima prima ancora di rilasciare il disco d’esordio, che successivamente non farà altro che confermarli come una delle band più talentuose e godibili nel panorama…

Il panorama in questione però non è quello di una realtà lontana come potrebbe essere una qualunque America degli anni ’70, bensì siamo alla fine del 2015 quando Blue Call Pink Riot si fa strada tra tutta una serie di album appartenenti a una scena indipendente romana dove ormai le band non “suonano” più, si canta rigorosamente in italiano, e il concerto sold-out che normalmente sarebbe un punto d’arrivo diventa invece generalmente il punto di partenza – perché a fare la gavetta ci ha pensato il tuo social media manager.

I Joe Victor sono stati un fenomeno insolitamente – e gradevolmente – vintage sotto ogni profilo, ed è normale che attorno all’uscita della loro seconda fatica, Night Mistakes, si sia creata una notevole attenzione.

Joe Victor
I Joe Victor in versione Disco Folk Genial(i)

Aspettarsi un’evoluzione di qualche sorta, di disco in disco, è più che legittimo, e la band non ha di certo deluso le aspettative da questo punto di vista: tuttavia, avendo appena constatato che il gruppo appartiene a un’altra epoca e che in quello che era il nostro 2015 correvano i loro anni ’70, la chiave di lettura di questo secondo album non poteva non risiedere nei consecutivi e famigerati anni ’80. Non è quindi un caso che la scelta del producer sia ricaduta su quel Matteo Cantaluppi che ha saputo rilanciare sublimemente le sonorità del suddetto periodo trasformando i Thegiornalisti nel fenomeno odierno, mettendo mano a lavori come Fuoricampo (2014) e il più recente Completamente Sold Out (2016).

Rimarrà però deluso, nel bene o nel male, chi si aspettava che i Joe Victor sfornassero la nuova “Riccione”, dal momento che l’intenzionalità dietro a Night Mistakes è ben diversa da quella degli ultimi lavori di Tommaso Paradiso e soci. Siamo di fronte ad un disco che non è solo un insieme di inni alla vita notturna – come lascia intuire a ragione il titolo – ma anche un raffinatissimo omaggio alle atmosfere più ballerecce di quegli anni tanto polarizzanti. Ecco che quindi ritroviamo in un colpo solo i Bee-Gees, gli A-ha, gli Abba ma anche lo Springsteen di “Dancing in the Dark”, senza allo stesso tempo aver perso – trattandosi di “evoluzione” e non di “trasformazione” – l’essenza di quella band che guardava a Bob Dylan, Gipsy Kings, alle armonie stile Simon & Garfunkel e alla tradizione gospel.

Joe Victor
Da sinistra verso destra: Guglielmo Senatore, Michele Amoruso, Gabriele Amalfitano, Valerio Roscioni.

Il rischio di dare vita a un’accozzaglia di generi, per quanto chiaramente scongiurato, era enorme, soprattutto alla luce del fatto che la band si è concessa qualunque tipo di vizio: basti pensare a brani come “Goldenation”, forse più degli altri rievocante atmosfere fatte di strobosfere e giacchetti di pelle, ma in cui risuonano con nonchalance canti africani; o il singolo “Disco Folk Genial” (che posto in apertura risulta più che mai una dichiarazione d’intenti) in cui troviamo contaminazioni di musica russa e francese. Chi segue da tempo la band dal vivo rimarrà senz’altro stupito anche dalla traccia di chiusura “Bye Bye Eleonor Rose”, già frequentemente eseguita nei concerti e presentata come una semplice e gradevole canzone folk, ma che in registrazione sembra invece tracciare una sintesi del percorso musicale del gruppo – magari anticipando anche qualcosa di ciò che vedremo in futuro, quando arriva a toccare picchi di rock psichedelico.

Night Mistakes è un disco che trasuda talento (stupefacenti in particolare la voce di Gabriele Amalfitano e le linee di basso di Michele Amoruso) e sensibilità da parte di tutti – band e produttore – e a cui se proprio volessimo fare le pulci andremmo a parlare del non sempre chiarissimo carattere surrealista dei testi inglesi, spesso al confine tra refusi e licenze poetiche. La verità è che non ci interessa granché: la pronuncia è credibile e degna di un madrelingua, e l’impressione è che, al di là del significato, vengano sempre cantate le cose che suonano nel modo più giusto, al momento più giusto.

I Joe Victor sono però prima di tutto una band live: Blue Call Pink Riot era un album devastante quando eseguito dal vivo, ma che nella versione studio perdeva leggermente. Il suo seguito è una prova più matura che regge già alla grande l’ascolto su supporto, ma allo stesso tempo sta chiedendo in ginocchio di essere suonato davanti a un pubblico.
Il tour parte il 21 Ottobre a Napoli. Ne vedremo delle bellissime, siamo certi.

Night Mistakes è uscito il 13 Ottobre per Bravo Dischi.
I Joe Victor saranno in concerto all’Atlantico Live di Roma il 15 Dicembre 2017.

La band:
Gabriele Amalfitano – Voce, Chitarra
Valerio Roscioni – Tastiera, Voce
Michele Amoruso – Basso
Gugliemo Senatore – Batteria

 

 

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