Dargen D’Amico live@MONK 24/03/2016

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Il Cantautore del Rap italiano torna a Roma per celebrare i suoi due primi dischi cult: Musica Senza Musicisti e Di Vizi Di Forma Virtù

Con il rap e l’hip-hop il sottoscritto c’entra davvero poco. E’ abbastanza risaputo, soprattutto se avuto la sfortuna di leggere i miei articoli qui si Cheap Sound. Da quando poi è diventato di moda – specialmente tra pargoli e fanciulli – ostentando modelli e valori abbastanza squallidi e patetici, non ne parliamo. Apprezzo i nomi italiani storici del genere e qualcosa – ma davvero poco roba – dei contemporanei. Ho la fortuna che il mio migliore amico è patito del rap e di conseguenza – consocendomi – segnala i nomi che mi possono interessare: di recente mi ha fatto ascoltare un autentico prodigio chiamato Murubutu, professore di italiano di giorno, rapper la notte. Tale premessa per dirvi che ieri sera, alla fine del live di cui vi parlerò a breve, tra amici e addetti ai lavori si discuteva proprio di questo: Dargen D’Amico è un rapper che piace a chi non del giro. Sarà per la complessità elevatissima delle sue rime, per la profondità e la sensibilità delle tematiche, per il lavoro i concezione che c’è dietro i suoi lavori e per l’ironia fulminante con cui vive il suo status, D’Amico è – fortunatamente – lontano anni luce dagli altri colleghi trasmessi su Mtv e compagnia bella. Ha concepito lavori come Nostalgia Istantanea (disco stampato solo in vinile  composto da due sole tracce, della durata di 18 e 20 minuti rispettivamente in stile flusso di coscienza) e anche quando ha strizzato l’occhio alle masse lo ha fatto in maniera molto autoironico e divertante.

Il cantautorap – già questa definizione affibiatagli spiega molte cose – passa spesso per Roma e nonostante si sappia della sua pura milanesità doc il rapporto con il pubblico romano è sempre forte. La serata di ieri al MONK era anche un occasione importante: Dargen ripresentava i brani dei suoi due primi dischi datati 2006 e 2008: Musica Senza Musicisti e Di Vizi Di Forma Virtù. Due autentiche pietre miliari dell’hip-hop italiano, e non solo. Due passi storici per la formazione del suo personaggio unico e per la sua fama di ricercatissimo autore di testi; basta fare un breve giro su internet per vedere quante siano le parole di stima nei confronti della sua musica e molte non di queste non vengono nemmeno dal suo “giro”.

Il pubblico è composto prevalentemente da giovani che molto probabilmente lo hanno conosciuto nella massima fase di espansione commerciale del rap (e che fortunatamente lo preferiscono agli altri rapper), ma non mancano quei trentenni rimasti folgorati “in diretta” quando uscirono dieci anni fa questi lavori.

Appena aperto l’ingresso, il pubblico riempie il locale e attende l’arrivo del proprio beniamino. Una curiosità: c’è sul palco una poltroncina con sopra una ragazzo che era vicino a me fuori dal locale, prima dell’ingresso. Avevo dedotto fin da subito che fosse un grande fan di Dargen poiché aveva il pass speciale per il tuor prenotabile su MusicRaiser, ma addirittura una poltrona sul palco! Durante il concerto sarà Dargen stesso a raccontare che il ragazzo, Giordano, è il suo fan numero uno e non si perde un suo concerto: “E’ stato più presente lui ai miei concerti di me!”

Il palco è diviso tra due teli bianchi ai lati e sullo sfondo un pannello bianco su cui durante il live appariranno le ipnotiche immagini intente ad accompagnare la performance dell’artista.

Come da copione Dargen D’Amico appare con i suoi occhiali da sole (gli piacciono così tanto che ha prodotto una linea lui stesso) e inizia a snocciolare i suoi versi. È in forma, la sua voce non sbaglia un colpo e il pubblico gli va appresso con perfetto sincrono. D’Amico apprezza l’affiatamento e il calore ed inizia subito i scambi di battute con il presenti, coinvolgendoli nei suoi pezzi e in veri e proprio botta e risposta. Grandi risate e umore euforico. Ma è la musica a tenere alti gli animi ed è bello vedere come questi brani siano ormai dei veri e proprio classici cristallizati nel cuore dei fan e riguardo al loro valore, al loro senso, Dargen stesso ammette come alcune canzoni abbiano più potenza e significato adesso che quando le ha composte dieci anni fa.

Il personale best of dei primi due dischi dell’autore ci permette di vivere una magnifica antologia letteraria e musicale, consigliatissima a tutti. Che il rap non sia il vostro settore non è importante: certe bellezze non hanno classificazioni e Musica Senza Musicisti e Di Vizi Di Forma Virtù ce lo dimostrano pienamente. Ci rivediamo a Roma, Maestro delle Sacre Scuole.

Questa la scaletta del live:

Tempo critico
Arrivi stai scomodo e te ne vai
Anche se dite no
Ci ricamo sopra
Il rap per me
C.S.A. gode
Ex contadino
Prima fila Mississipi (remix)
Zucchero luminoso
Sul carro (part 1)
La ruota
SMS alla Madonna
Show Me Love
Non la 1 ma la 2
Ricollocamento di un operaio
Corallo e vespe
Origami Love
Low Cash
Lo amore per tutti
La banana frullata

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