Le anteprime di Cheap Sound | David Boriani – Becker

DAVID BORIANI Roma 16 ottobre 2016

Solo su Cheap Sound in streaming il primo EP da solista del giovane cantautore David Boriani, in uscita il 18 novembre per Giungla Dischi.

David Boriani è un cantautore dalla voce morbida, dalle sonorità indie pop raffinate, testi autentici e sinceri. È un piacere per noi di Cheap Sound presentare il anteprima il suo primo lavoro da solista, Becker,  pubblicato con  Andrea Rapino di Giungla Dischi e prodotto da Daniele Sinigallia.

Becker in sei tracce è «Un arco temporale di anni racchiuso in qualche minuto. Becker rappresenta bene quella che è la mia identità. Un’ identità che esprime però un senso di “non appartenenza”. Piccoli batticuore quotidiani. È solo pop.»

Introspettivo, romantico, sincero, delicato: le melodie e i testi di Becker raccontano con eleganza il carattere e la personalità di David Boriani.
Disponibile per voi in esclusiva solo su Cheap Sound il primo EP di David Boriani Becker e la sua intervista! Cliccate qui! e Buon ascolto!

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Siamo a poche ore dall’uscita dal tuo primo EP da solista, Becker  (Giungla Dischi). La prima domanda per te, David, è: dov’eri un anno fa? Quale è stato il percorso di questo anno e dove ti piacerebbe vederti tra un anno?

Avevo appena iniziato le registrazioni presso Gli Artigiani Studio. Sapevo quello che volevo andare a fare. “Come” farlo dovevo ancora arrivarci. Ci ho pensato giusto un po’. Dopo aver ordinato le idee poi  tutto è andato come speravo. Anzi. Mai mi sarei immaginato di poter essere così soddisfatto del mio primo disco. Il merito è anche degli Artigiani della musica che hanno seguito e curato tutto il lavoro. Sono stati mesi di attesa. Sì. Ma ne è valsa la pena. Tra un anno chissà. L’auspicio è che possa essere un buon inizio. Una base solida su cui costruire qualcosa di importante.

Il tuo stile è un indie molto attuale, che non nasconde radici nella tradizione musicale italiana e si lascia contaminare da sonorità fresche e pop. Per quello che racconti nel tuo disco e sia per il linguaggio diretto, sostenuto da melodie accattivanti e fresche, Becker senza dubbio ti presenta al pubblico come giovane cantautore. Quali sono invece i tuoi riferimenti musicali?

In realtà non ho mai pensato a Becker come a un disco indie. Davvero. Se di etichette vogliamo parlare lo vedo più sullo scaffale di “musica trasversale”. E’ una miscellanea di suoni e melodie orecchiabili sì. Ma non accattivanti. Il termine esprime, contempla furbizia, e studiare le cose a tavolino non è il mio forte. Per quanto riguarda le influenze musicali,  il mio cantautorato è stato modellato da diversi artisti: Tenco, Bindi, Battisti, il primo Rossi, Ciampi, Gaber, Jannacci per dirne alcuni. Ho una grande attrazione per la musica italiana. Ovviamente prima di approdare a questi signori ho avuto anche io il mio momento rock. Comunque tutte le volte che mi fanno questa domanda mi sono accorto che sono tanti gli artisti che hanno avuto una particolare influenza su di me. E sistematicamente ogni volta ne dimentico qualcuno, per esempio Fabi, Silvestri e Bersani, ecco!

Parliamo della tua produzione recente. “Tutto torna” credo sia un brano che ha segnato una svolta per te. Come è stato l’incontro con Giugnla Dischi e Daniele Sinigallia?

Ha rappresentato una vera svolta è vero. Già ero approdato a Giungla Dischi ma è con il brano  “Tutto Torna”  che il progetto è decollato. Per la registrazione Andrea Rapino (Giungla Dischi) ha pensato di farmi lavorare a “Gli Artigiani Studio” di Daniele Sinigallia e Maurizio Loffredo. Daniele per me è stato un mentore. Dopo la lavorazione del singolo ho capito che volevo registrare il mio disco lì. Alcuni suoni poi, tirati fuori grazie a Pietro Paroletti, mi hanno catturato.

Becker è il tuo primo EP solista, prodotto con Giungla Dischi in uscita il 18 novembre. E’ un disco di suoni pop freschi, melodie accattivanti e immagini dirette e reali. Cosa hai voluto racchiudere di te in queste 6 tracce? Da dove viene il titolo del disco?

Becker disegna un arco temporale di anni racchiuso in qualche minuto. Il disco rappresenta bene quella che è la mia identità. Identità però che esprime un senso di “non appartenenza”. Essendo un concetto abbastanza profondo volevo alleggerirlo un po’. Per questo mi sono rifatto al buon Becker. Grintosa ala dei fumetti. Il numero 11 per eccellenza del pallone. Un grande fantasista. Come lui, da quando ne ho memoria, non ho fatto altro che trasferirmi con la mia famiglia da una città all’altra, da un quartiere all’altro. E quando si cambiano così di frequente amici e luoghi la sensazione è quella di essere legato a tutto e a nessuno in particolar modo. Ho racchiuso in questo disco i miei piccoli batticuore quotidiani.

“è Francesca” è il singolo appena uscito e tratto dall’EP. Che cosa rappresenta per te questo brano?

È una canzone a cui tengo in particolare, l’ho scritta parecchio tempo fa. Non ero sicuro di inserirla nel disco ma dopo averne parlato con Daniele e Andrea mi sono convinto. Era giusto farla convivere con il nuovo materiale. “è Francesca” rappresenta un mio periodo di vita a cui sono molto legato, quello in cui si fanno le cazzate per dire. Lo ricordo con malinconia ma senza alcun rimpianto. Il brano mi fa tornare alla mente le serate con gli amici. Gli sguardi. Le parole mai sentite per colpa della musica troppo alta. Notti folli insomma.

È mia abitudine chiedere del pezzo che più mi colpisce… ” Il Bagno Inglese” è un pezzo molto interessante perché unisce la modernità del testo allo stile proprio della canzone italiana pop a soffi jazz… dicci di più di questo brano.

Sono felice di sentirti dire queste parole perché è proprio quello che ho cercato di fare. Fondere diversi stili. Questo forse è il brano a cui sono più legato. Esprime tanta italianità nonostante il titolo. Metto a nudo paranoie, fissazioni e luoghi comuni: non mi sono mai sentito così tanto italiano come quella volta in un bagno inglese!  Oltre a questo la canzone porta con sé l’augurio di non abbassare mai lo sguardo. L’unico momento in cui bisognerebbe farlo è quando siamo davanti allo specchio, quando siamo giudici di noi stessi. Parlo al plurale per non sputtanare il fatto che è un pezzo autobiografico. Va be’ l’ho detto!

Ti vedremo a breve live? a Roma a breve? Che tipo di set proporrai?

Cercherò di suonare il più possibile in giro per lo stivaletto, ho già suonato in Liguria. A Roma invece suonerò il 4 dicembre a Na cosetta dove presenterò il mio disco in full band. Questa forse è l’unica data romana che farò per il 2016. Nella seconda metà di dicembre vado a sud per i live in Campania, Calabria, Sicilia e Puglia dove proporrò il mio progetto anche in duo. Partire in tour è una delle cose più belle che possano capitare e spero di rimanerci il più a lungo possibile.

Non ci resta che goderci Becker! Ringraziamo David Boriani e Giungla Dischi per l’anteprima!

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