DEATH GRIPS @MONK Club 06/06/17 (unica data Italiana)

DEATH GRIPS

Dopo il live al Primavera Sound di Barcellona, i Death Grips si sono esibiti martedì sera sul palco del MONK Club per l’unica data in Italia. Un nome sulla bocca di tutti, che è riuscito a confezionare dal 2010 ad oggi uno dei progetti più innovativi e trascinanti del panorama mondiale.

Il gruppo, nato a Sacramento (California) e originariamente composto dal rapper Stefan ‘MC ride’ Burnet e il batterista Zach Hill, condensa hip hop sperimentale, hardcore, synthpunk e noise, prendendo di fatto il lato più aggressivo di ognuno.

L’amalgama di follia allucinante, che dal vivo si origina dalla batteria di Hill e dalle tastiere di Andy Morin, fa rivivere da molto vicino gli incubi digitali dei The Prodigy, anche per quanto riguarda un lavoro di straniamento, nei video caricati su YouTube. Il pubblico si dimostra fin da subito assuefatto da questa miscela e sfoga la propria partecipazione nella zona calda sottostante il gruppo. L’efficacia dei testi purtroppo si perde nel live, e quello che ci arriva di Burnet è piuttosto la sua massa da pugile, portata in giro per il palco e aizzata da rapper capace contro la platea che lo osanna: «Stefano! Stefano!Stefano!» arriva il richiamo dal muro di sinistra.

I pezzi provengono per la maggior parte da Bottomless Pit, uscito nel 2016 per Harvest Records, ultima fatica dopo varie peripezie con la vecchia etichetta Epic Records, che li abbandona dopo che il gruppo decide di fare uscire gratuitamente su internet No Love Deep Web (2012), nonché rinascita inaspettata dopo il precedente annuncio sulla pagina del loro scioglimento.

Il disco mira molto in alto e nel live si apprezza la scelta di aver minimizzato i suoni, in modo da poterli accorpare più facilmente, consci del fascino che può avere l’effetto di ripetizione – o meglio, di omogeneità – in un genere ancora inesplorato come il loro. La performance durerà su per giù un’ora e mezza – decisamente sostenuta – equilibrando ritornelli più hardcore e schegge strumentali di una consistenza sempre più eterea, che irradiano i presenti sotto dettatura della voce nera di ‘MC ride’ Burnet, nuovo profeta del genere Death Grips.

«It goes It goes It goes It goes It goes It goes Yah»

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