Delta Machine: i Depeche Mode al giro di boa

Depeche ModeÈ arrivato, come sempre fra grandi attese, il tredicesimo album in studio dei Depeche Mode. Così, fra una cosa e un’altra, mi sono imposto di ascoltarlo per bene. Insomma, non capita tutti i giorni di recensire una band del genere.
Se una cosa si può dire dei Depeche Mode è che dopo trent’anni di storia sono sempre riusciti ad innovare ed innovarsi. Senza cambiare il loro sound, ma adattandosi tecnologicamente e stilisticamente a tre decenni musicalmente molto diversi fra loro.
Con Delta Machine i Depeche Mode vogliono entrare nel quarto decennio (li avevamo lasciati nel 2009 con Sound of The Universe), e questo album vuole essere la premessa del nuovo corso di questa band: forte di alcuni capisaldi del gruppo (il suono sintetico, l’atmosfera cupa, le chitarre poco invadenti) mette altro in discussione (il trattamento della voce di Dave Gahan non è mai stato così asciutto, la batteria mai così minimalista).
Heaven singleEcco, la parola chiave per questo album è minimalismo. Ce n’è moltissimo. I Depeche Mode hanno tolto alla loro musica un grosso strato di epicità, l’hanno lasciata quasi a se stessa.
Scorrendo le 13 canzoni (17 considerando le bonus track della Deluxe Edition, ormai chi non la fa non è nell’Olimpo della musica moderna) mi compiaccio di come questa band sia riuscita a non fare l’occhiolino alla dubstep (a Muse e Atoms for Peace ha fatto tutt’altro che bene) e mi stupisco di come fra le tracce degne di nota (Angel, Alone, All That’s Mine) non se ne trovi una che faccia da grip, non un riff memorabile (nei dischi dei Depeche non sono mai mancati) e un singolo, Heaven, che non solo non è la canzone più bella del disco, ma è anche pericolosamente simile alla celebre (e celebrata) Glory Boxx dei Portishead. Insomma, il ritorno al blues più dark non basta per regalare ai fan un nuovo Violator, ma forse si mette su quella strada.
In attesa di vederli dal vivo a Rock in Roma, dove ci aspettiamo faville da una delle band più rivoluzionarie nel live dal punto di vista tecnico, ci rimane un disco che da la forte sensazione di essere un giro di boa. Un disco di passaggio come lo sono stati Song of Faith and Devotion nel ’93 ed Exciter nel 2001, che nonostante sia di medio valore, quando finisce, vuole essere riascoltato (ancora e ancora).
Benvenuti negli anni ’10!
F.B.

Autore: Depeche Mode
Titolo: Delta Machine
Etichetta: Sony Music/Columbia

Delta MachineTRACKLIST
1 – Welcome to my world
2 – Angel
3 – Heaven
4 – Secret to the end
5 – My little universe
6 – Slow
7 – Broken
8 – The child inside
9 – Soft touch/Raw nerve
10 – Should be higher
11 – Alone
12 – Soothe my soul
13 – Goodbye
Deluxe Edition
1 – Long time lie
2 – Happens all the time
3 – Always
4 – All that’s mine

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