Diaframma | Siberia Reloaded

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Certi dischi non smettono mai di far parte della nostra vita e spesso tornano a far parlare di sè nelle cronache musicali del Belpaese. “Vanno, vengono, e a volte ritornano” come disse qualcuno e non c’è caso più emblematico – ed attuale – dell’uscita di Siberia Reloaded dei Diaframma, versione ampliata e reincisa dal capolavoro datato 1984.

È superfluo soffermarsi sull’importanza di questa pietra miliare e di come il disco, le sue canzoni e gli annessi testi abbiano superato i confini generazionali diventando un venerato cult con rarissimi paragoni all’interno del contesto rock tricolore. Giusto qualche mese fa, il sottoscritto assisteva ad un’indimenticabile serata al Black Out di Roma, dove il nostro Fiumani e soci riproducevano interamente Siberia dal vivo (per poi eseguire di seguito gli altri classici dei Diaframma) per la più totale euforia dei presenti. Una celebrazione bissata altrettanto degnamente l’8 ottobre scorso al Monk di Roma, in un altro live fantastico.

Che tale riscontro entusiasta abbia fatto venir voglia a Fiumani di rimettere la mani sul disco? Di incidere la sua versione dei fatti? Che l’aura mitica che avvolge da un po’ la band abbia fatto scattare qualche nuova idea e il bisogno di svecchiare il lavoro più importante e più celebrato? È possibile, fatto sta che è da poco uscita la versione Reloaded di Siberia. Non una deluxe o una ristampa (che non mancano), bensì una reincisone dalla nuova copertina ad opera di Manuele Fior con tanto di aggiunta di brevilinee ed inediti, con lo zampino del compagno di wave Gianni Maroccolo, ex Litfiba.

Come si poteva immaginare, visto il lavoro in questione, le reazioni sono state varie e contrastanti. Tra chi ha criticato subito l’operazione e chi ha invece apprezzato il lavoro, è da un po’ che tra le pagine di riviste, giornali e social possiamo assistere al dibattito tra chi esalta o distrugge quest’uscita. Personalmente, in primis, tendo a separare i due prodotti: Siberia del 1984 è un discorso, questa versione un’altro. Quell’album rappresenta e incarna la vetta di una stagione irripetibile della storia della musica internazionale ed italiana e non avrebbe senso riadattarlo ai giorni nostri: anche perché i Diaframma stessi sono diversi da quelli di allora. Lo dimostra il fatto che in questa reincisione non ci sia la prima voce del gruppo e di Siberia, Miro Sassolini. Spiazzato anche io dall’inedita scelta di Fiumani di ricantare e risuonare totalmente un disco (la questione in sé merita un approfondimento a parte), trovo comunque Siberia Reloaded un buon modo per trattare ancora un prodotto amatissimo, con l’aggiunta di interessanti innesti.

La reincisone ci consegna un suono più fresco, attuale e più bilanciato, con i classici del 1984 intervallati dai sei strumentali di Maroccolo: firme d’autore di un ex “rivale”. Dopo aver riascoltato la leggendaria sequenza dei brani (più le brevilinee) ecco i sei inediti: “Same”, “Envecelado”, “Niente”, “Non Morire”, “Lanterna Cieca” e “Taranto 1982”, più volte presentati dal vivo. Sono poesie scritte da Fiumani negli anni ’80 e “ispirati ai suoni e agli umori dell’epoca” e posizionati così alla fine appaiono come un gradito – e gredevole – ep extra.

In conclusione,  Siberia Reloaded è un’ulteriore e differente opportunità per approcciarsi, conoscere ed ascoltare un disco che – non ce ne vogliano i detrattori – non ci stancherà mai. Anche in questa veste.

(Siberia Reloaded 2016, Diaframma Records / Self)

 

TRACK LIST

  1. Siberia
  2. Brevilinea 17
  3. Neogrigio
  4. Brevilinea 80
  5. Impronte
  6. Brevilinea 83
  7. Amsterdam
  8. Delorenzo
  9. Notti che ritornano
  10. Memoria
  11. Brevilinea Umbè
  12. Specchi d’acqua
  13. Brevilinea alcolica
  14. Desiderio del nulla
  15. Notti che non ritornano
  16. Same
  17. Envecelado
  18. Niente
  19. Non morire
  20. Lanterna cieca
  21. Taranto 1982

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