Spaghetti Unplugged meets Cheap Sound | Differènce

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Domenica 17 Aprile, la special guest dell’appuntamento settimanale di Spaghetti Unplugged sono stati i Differènce. Li abbiamo intervistati.

Qualcuno li ha definiti un Dirty pop duo, ma al di là delle classificazioni più moderne i Differènce sono un progetto nuovo e sarcastico, una formazione a due che firma l’intero ciclo di vita delle loro canzoni: dalla produzione alla scrittura, dalla registrazione al missaggio. Special Guest di Spaghetti UnpluggedMaurizio (chitarra e voce) ed Enrico (batteria e voce) – li abbiamo intervistati freschi freschi di live domenica 17 Aprile.

Il 12 marzo presentate a il Black Out di Roma il vostro nuovo singolo “Formatore”. Quali sono state le vostre prime impressioni sulla risposta del pubblico a questo nuovo lavoro?

Diciamo buone. Sembra banale ma è la prima volta che scriviamo un pezzo così. Non è facile parlare di qualcosa in generale in quattro versi. Noi scriviamo pezzi molto brevi in generali e questa è stata la prima volta che qualcuno ha veramente apprezzato la nostra capacità di dire qualcosa in un numero limitato di parole. Insomma, che ha capito nel lavoro siamo seri.

Siamo ormai al terzo album del vostro progetto. Quante e quali cose sono cambiate rispetto al vostro primo LP?

Il nostro primo lavoro era un riadattamento “a due” di idee e progetti realizzati a più mani. Mentre buona parte del secondo album è stata scritta e prodotta solo da noi due. Il terzo è totalmente nostro. Noi abbiamo l’impressione che lo stesso suono rispecchi perfettamente questa intenzione di essere in due.

Come nasce una canzone dei Differènce?

La genesi è in realtà molto breve. Considera che abbiamo realizzato il secondo disco con 8 prove e il terzo con al massimo 9 sessioni. In genere Maurizio porta il reef, io ci suono sopra e poi scriviamo i testi. Però qualcosa è cambiato rispetto ai precedenti pezzi: selezioniamo prima gli argomenti di cui vogliamo parlare nei nostri pezzi. Ci segniamo ciò che ci diverte o che ci ha colpito in metro in qualsiasi altro posto. E ne parliamo. Per poi costruirci intorno un testo.

Stasera siete gli ospiti speciali di Spaghetti Unplugged. Cosa ne pensate di questo progetto o di progetti di questo tipo in generale?

L’unica realtà di Roma che riesce a radunare così tanta gente intorno ad un live a più perfomers. E questo va indubbiamente riconosciuto a Spaghetti. Così come gli va riconosciuta la capacità di riportare in vita la dimensione club della musica live. Basta con tutti questi merletti, portiamo subito la musica sul palco, attacchiamo i cavi. E suoniamo. Che è un po’ il nostro approccio, siamo celeri ed è per questo che abbiamo scelto una formazione a due. È una bella situazione che porta realmente qualcosa alla gente.

Quale fase sta vivendo secondo voi la scena underground romana? Vi sentito più dentro o più fuori da questa realtà?

Noi ci sentiamo più parte di quello scenario che ha caratterizzato le produzioni di 10 anni fa. Poi si è spostata a Roma Nord per poi “cantautoralizzarsi” sempre di più. La scena è cambiata sia in termini di zone che di gusti. In 10 anni è davvero cambiato tutto. Ma la cosa importante è che questa voglia e che questo impegno continuino a manifestarsi e a farsi sentire. La forza dell’underground è mantenere questa stessa dimensione underground; nel momento in cui entrano in gioco strutture di controllo si perde questa identità. In qualche modo, oggi si sentiamo più fuori, siamo un po’ due “orsi” ma questo per difendere la nostra idea, il nostro progetto originale. Ci sentiamo di aggiungere un punto su questo argomento. La musica romana da qualche anno offre nomi ed artisti di qualità, cosa che qualche anno fa invece succedeva al nord. Salvo alcune eccezioni ripetutamente sottolineate durante tutte le nostre interviste.

Quale piatto di pasta vi rappresenta di più?

Il ragù. No a me il pesto. Dici il pesto? Indubbiamente però tutta la vita spaghetto. La mezza manica no. Perché odio l’estate e mi fa pensare a questa stagione. Meglio qualcosa di invernale, tipo la pasta con lo strutto. Olio cotto, fritto. Ma forse tutto sommato, vince il tonno. Anzi il ragù di tonno.

Ciao Cheap Sound. Ciao Spaghetti.

di Giulia Quaglia

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